Costruttori di pace in classe

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Stamattina abbiamo accolto il ragazzo ucraino che d’ora in poi farà parte della nostra classe prima. In classe c’è anche un ragazzo di origine russa. Venerdì scorso avevo parlato con i ragazzi e detto loro che oggi sarebbe venuto il nuovo compagno e che la nostra classe avrebbe avuto la grande opportunità di costruire la Pace.

Approfittando anche del fatto che il ragazzo russo era assente avevamo parlato del fatto che nessuno doveva “tifare” per questo o per quello, ma che dovevamo essere costruttori di Pace nella nostra classe, e che avremmo dovuto avere delicatezza e attenzione per entrambi. Abbiamo fatto una specie di patto: i ragazzi erano entusiasti!

Stamattina eravamo tutti presenti ed ho fatto presentare i ragazzi uno per uno. Quando è toccato al ragazzo russo, il bimbo ucraino e la sua mamma (che è stata con noi tutta la mattina) hanno fatto un sobbalzo e mi hanno guardato sorpresi. Ho ripetuto loro quello che avevo detto ai ragazzi venerdì e, dopo la traduzione, tutta la classe è scoppiata in un applauso. Tutti erano contenti.

Il ragazzo russo mi ha fatto “ok” con il dito, e il ragazzo e la mamma ucraini un bel sorriso disteso. Casualmente (ma niente viene a caso) i due ragazzi si sono trovati accanto di banco, e il ragazzo russo si è messo subito a disposizione, per prestargli le sue cose e per tradurre perché capiva cosa diceva il bimbo ucraino. Insomma, anche se è una goccia nel mare, alla Scuola media di Piano di Conca, stiamo costruendo un ponte di Pace.

Elisabetta, Viareggio

 

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