Disorientamento

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foto da pixabay.com
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Con la comunità parrocchiale ci eravamo messi a servizio dei poveri della città: un’azione che, coinvolgendo l’intera nostra famiglia, manteneva vivo il senso del nostro essere cristiani. Purtroppo, da quando è iniziata “l’apocalisse” dei misfatti compiuti da persone di Chiesa, giorno dopo giorno le dolorose rivelazioni di abusi ci hanno fatto sentire defraudati di un bene.

I figli, ormai tutti e due maggiorenni, si sono allontanati dal servizio che prestavano. Quanto a me e mio marito, ci sembra di vivere su sabbie mobili. Nella nostra esistenza di credenti si è insinuata una crisi che non immaginavamo: le basi sicure, i valori certi in cui abbiamo creduto assieme a molti, sembrano vacillare.

In occasione della giornata dei poveri, papa Francesco ha detto che il dolore di oggi è la speranza del domani e che sanare le ferite di oggi mette le fondamenta di un futuro migliore. Dietro la spinta di queste parole ci siamo impegnati a vivere secondo lo “stile di Dio”. Pare si stia aprendo un nuovo orizzonte

(Tratto da Il Vangelo del giorno, Città Nuova, anno VIII, n. 3, maggio-giugno 2022)

 

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