In soccorso degli alluvionati

Condividi

Da tutta Italia giungono volontari per aiutare la popolazione dell’Emilia-Romagna. Anche dei Focolari.

Le immagini dell’alluvione in Romagna corrono veloci in tv, sul web, sui Social. È impossibile restare indifferenti, non reagire. L’emozione parte da un pensiero. E se fossi io al loro posto? Non vorrei che ci fosse qualcuno che mi aiutasse? E il moto del cuore si trasforma in azione, in aiuto concreto, con i muscoli.

Dalle Marche a Forlì

Pale, guanti, secchi. Numerose sono le persone dei Focolari che, semplicemente, hanno fatto quello che potevano. Dalle Marche in 13, con il semplice passaparola via chat, partono per Forlì. Giovani, “diversamente” giovani, studenti, insegnanti con alcune macchine stracolme di cartoleria per la scuola, materiale per le pulizie, coperte, generi alimentari e idropulitrice partono con «l’unico obbiettivo – scrive Tiziana Nicastro dei Focolari di Ancona – di aiutare chi è stato colpito dall’alluvione e donare un po’ di ottimismo, fosse anche solo per condividere la paura e il dolore».

L’impatto con la realtà è potente: acqua, fango, mobili, elettrodomestici, auto, case, tutto appare come spento, senza colore, solo il marrone della terra prevale che segna ogni cosa. Le acque di scarico si mescolano con l’acqua che fuoriesce dai corsi d’acqua, creando un possibile corto circuito infettivo, tanto che tutti gli abitanti della Romagna sono invitati a sottoporsi alla vaccinazione antitetanica.

«Ci dividiamo tra case, strade e magazzini – prosegue il suo racconto Tiziana Nicastro -. Va svuotato e pulito tutto facendo attenzione alle fogne intasate e il fango sembra tornare indietro. Che commozione vedere assieme a noi tanti altri volontari di tutta Italia: quanti sorrisi, quanti abbracci anche con chi non ho mai visto prima. E quando la fatica si fa sentire arriva subito qualcuno in soccorso con un bicchiere di birra, di acqua, una merenda. La solidarietà è evidente, tangibile e non ha colore politico o di pelle, né credo religioso. La solidarietà è contagiosa e chiama tutti a raccolta».

Tante volte assistiamo nella tragedia a questo miracolo. Eventi catastrofici per cause naturali o per opera umana mettono in moto il lato migliore dell’uomo per risanare ferite fisiche, morali e spirituali.

Centinaia sono i volontari giunti da tutta Italia, tanti i giovani che anche solo per un giorno vanno nei luoghi alluvionati e aiutano. Dopo aver lavorato sodo il gruppo delle Marche è sul procinto di rientrare ma una famiglia chiede ancora aiuto. Hanno perso tutto nella loro piccola casa ancora da ripulire dal fango. Terminato il lavoro «in macchina ci ricordiamo che abbiano tante cose, subito pensiamo ai ragazzi, alla scuola e così andiamo a scegliere colori, quaderni, penne e c’è pure uno zaino nuovo, bellissimo per una bambina che esclama “così bello non l’ho avuto mai”. Sono passati alcuni giorni e quei volti, i loro racconti, i loro sorrisi e i loro occhi sono impressi nell’anima oltre che nella mente. L’alluvione cesserà ma l’amore donato e ricevuto resterà per sempre».

Da Piacenza a Faenza

Lo stesso accade a Piacenza. In 15, adulti e giovani insieme, compresi volontari da Imola e Modena, partono con tre macchine diretti verso Faenza. Stessi attrezzi, stesse scene, stesso cuore che mette in moto muscoli ed emozioni. «L’impatto è struggente – racconta Pierangelo Romersi dei Focolari di Piacenza -, la devastazione è grande ed estesa. Vedere la gente accatastare mobili e i ricordi di una vita è impressionante. Cominciamo dalla casa di un anziano che ha il cortile invaso dal fango. Il nostro è stato un piccolo segnale di vicinanza, ma lui si sente sollevato e incoraggiato. Sapevano che eravamo lì per loro. Mi hanno colpito i numerosi giovani presenti. Forse si pensa che i nativi digitali, assorti nei Social, siano meno concreti, ma quando ci sono delle necessità reali rispondono. Non coltivano solo relazioni virtuali».

Il canto di Cesena

L’acqua entra lenta, inesorabile, continua, in grande quantità. Penetra direttamente dalla strada dentro casa. Una cosa mai vista, mai accaduta, è acqua piovana, non c’è fango e non proviene dal fiume. Accade a Cesena a casa di Antonio Pacchierini che racconta: «Mia figlia Camilla studia canto lirico al Conservatorio di Cesena e sotto il diluvio ha accompagnato a casa la sua insegnante di musica Pia Zanca che è rimasta lì finché non si è resa conto che l’acqua saliva ad altezze pericolose fino a quando la sua abitazione si è completamente allagata. Intanto il ponte era stato chiuso. L’acqua era alta e le strade erano impraticabili. Le stradine di campagna che ha dovuto percorrere erano un unico piano con i fossi laterali. Noi eravamo in contatto col telefonino ed abbiamo partecipato con sudore freddo e preghiere. Alla fine ce l’ha fatta a rientrare con un fremito continuo e gli occhi gonfi».

La casa dell’insegnante è stata pulita dai volontari e lei è riuscita a salvare il piano e ha suonato per la soprano russa Radmilla Novozheeva che ha intonato, improvvisando, “La regina della notte” dal “Il Flauto Magico” di Mozart . Una grande interpretazione, una voglia di rinascita, di normalità, di riprendere in mano la propria vita. Un brano che, con la soprano russa con gli stivali ancora sporchi di fango, è diventato subito virale.

Il grazie da Castelbolognese

Molti sono grati per l’aiuto, la generosità, l’altruismo che è fonte di speranza e di incoraggiamento. Roberta e Luisa di Castelbolognese scrivono: «Finalmente riusciamo (anche se a tarda ora) a ritagliarci un momento per comunicare la nostra gratitudine a tutti e in particolare a coloro che hanno voluto aiutarci concretamente spalando fango, a spostare mobili, a pulire. Iniziamo a intravedere la fine di questo tunnel. Abbiamo sperimentato tanta solidarietà, condivisione, amore donato, sostegno offerto a tutti. Abbiamo condiviso bisogni, dubbi, paure, idee, cibo, bevande, soprattutto sostegno ai più fragili psicologicamente, dando un sorriso, dicendo un: “Dai che ce la faremo”. Noi abbiamo ricevuto aiuti da parenti, amici, amici di amici, sconosciuti (tanti giovani e famiglie) e di tante persone dei Focolari. Grazie a tutti».

Impossibile riportare i tanti episodi, i tanti giovani venuti nelle zone alluvionate, o che arriveranno, anche da Torino e Milano, nei prossimi giorni.

di Aurelio Molè

Per donazioni: https://www.focolaritalia.it/2023/05/19/emergenza-alluvione-in-emilia-romagna-e-marche-raccolta-fondi/

image_pdfimage_print
Condividi

1 commento

LASCIA UN COMMENTO