Fuori orario

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“Cavalcare il drago”, affrontare ogni difficoltà sapendo che c’è sempre da imparare qualcosa da queste esperienze. E’ nell’essere disarmati che possono farsi le scoperte, perché siamo spinti oltre i livelli di autosostegno e invitati a vivere nell’incertezza e nell’ignoto, che per altro sono anche gli unici posti dove si possono fare scoperte. (1)

Tra me e te c’è una difficoltà, mi è stato riferito che sei ostile e risentito per la scarsa attenzione che avrei riservato – così mi fai sapere – ai sintomi di tuo padre rendendo la sua situazione ancor più precaria.

Questa osservazione mi arriva – riportata – da un collega. E’ un po’ uno shock perché non corrisponde certo alle mie intenzioni e più che giustificare il mio operato, mi viene da pensare a quanto tu possa essere disorientato e arrabbiato ed avessi bisogno di qualcuno con cui prendertela. L’accetto ma ci sto male.

Il ritmo del lavoro non si ferma e proseguo ascoltando, sorridendo, con un amaro che resta dentro e che devo superare continuamente. Desidererei proprio rivederti e sentirmi dire personalmente cosa ti affligge.

Verso le 18 passo davanti alla porta di ingresso, le luci sono già un po’ abbassate, l’orario di visita dei parenti è concluso. Sono lì perché ho voluto accompagnare fino alla porta una paziente che mandavo in ospedale per accertamenti urgenti.

Incredibile, ti vedo infilare una mano tra i battenti della porta allungando un pacchetto di sigarette: “sono per mia madre, gliele può consegnare? Sono fuori orario.” “Entri la prego, come sta papà?” Esitante, mugugnando un po’, mi dici che stavi proprio arrivando dall’ospedale e che la situazione è sempre molto seria.

Ascolto, faccio silenzio, lo invito a portare direttamente lui le sigarette alla mamma. Ad un certo punto si gira e mi dice: ”E’ lei la dottoressa dell’altra sera?” “Sì sono io”. Credo che dentro avrebbe un torrente in piena da rovesciarmi addosso ma non lo fa. Lo lascio dalla mamma, sei fuori orario, ma ho potuto rivederti.

Paola Garzi

1 David Brazier (1997) citato in Ken Evans, Vivere con la morte, www.psicoterapia.it/forum/.

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