Da mesi, preti e diaconi che aderiscono al Movimento dei Focolari si stanno preparando al Congresso annuale; un evento che si svolge, alternativamente, a livello internazionale e nelle diverse nazioni. Nel 2024, ministri ordinati provenienti dalle regioni italiane si troveranno dal 15 al 19 gennaio a Loppiano, cittadella del Movimento dei Focolari.
In preparazione all’Congresso dei presbiteri e diaconi che aderiscono al Movimento dei Focolari è stato inviato un questionario con lo scopo di condividere la sfida di un rinnovato annuncio del Vangelo che la situazione attuale pone alle nostre diocesi e ai nostri presbitéri. Temi del confronto sono stati il ministero e il servizio che svolgiamo nella Chiesa e per la Chiesa.
Il ministero: «Come affrontiamo la fatica (e la gioia!) del ministero con le sue stanchezze, fatiche, gioie e prospettive? Cosa ci delude e cosa ci dà gioia? Come gli inviti di papa Francesco ci hanno cambiato? L’Ideale ci aiuta a realizzarli?».
Il servizio alla Chiesa: «Come vivere il ministero pastorale oggi, in questa chiesa, con questi cambiamenti, con le difficoltà nell’annuncio della fede, con il “vuoto” che si è aperto in questo periodo post-pandemico? Come vivere oggi la relazione col “mondo” rispetto al quale alcuni hanno l’impressione di sentirsi come alieni, altri avvertono come “nemico” della fede e della Chiesa, altri ancora come luogo in cui soffia lo Spirito?».
In tutto questo lavoro non potevano essere assenti coloro che non hanno più responsabilità dirette per motivi di età o salute: «Come vivere il nostro ministero nella condizione di “pensionati”, spesso senza una responsabilità pastorale?».
Dalle risposte e dalle proposte pervenute, si è giunti a definire luogo e data dell’incontro, il tema: “Un annuncio che cambia la vita”, e il metodo da seguire.
Il programma che si è delineato presterà attenzione, nelle mattinate, alle dimensioni umana e spirituale della formazione: preghiera comune, meditazione sulla Parola di Dio, relazione sulla realtà della missione oggi, con spazi per condividere la vita. I pomeriggi saranno dedicati alle dimensioni culturale e pastorale: cf. Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica postsinodale Pastores dabo vobis [25 marzo 1992].
L’aspetto missionario e la prospettiva comunitaria si evidenziano oggi come elementi indispensabili per offrire risposte adeguate al cambiamento d’epoca che incide così fortemente sul modo di vivere ed esercitare il ministero: cf. Francesco, Esortazione apostolica Evangelii gaudium [24 novembre 2013].
Da aggiungere che ci siamo impegnati a leggere personalmente o insieme la recente relazione finale del Sinodo, così da trarne indicazioni preziose.
Il programma appare particolarmente articolato e offrirà l’occasione di ripensare il ministero alla luce delle sfide che un mondo in continuo cambiamento pone all’annuncio del Vangelo: la cultura dell’incontro come antidoto alla cultura dello scarto. Si tratterà inoltre di imparare a valorizzare lo “stile sinodale”: la prossimità come risposta al dilagante edonismo individualistico. E si apriranno spazi per aiutarci a valorizzare i carismi e, in particolare, il carisma dell’unità sia nella vita che nella missione della Chiesa: fraternità e unità come correttivi all’indifferenza e alla guerra.
Con il dono dello Spirito Santo desideriamo riscoprirci artigiani, umili e creativi, della cultura dell’unità, esito “dall’alto” di uomini e donne che non rinunciano a vivere l’unica legge donataci dal Signore Gesù, il Comandamento nuovo: “Amatevi gli uni gli altri… da questo riconosceranno che siete miei discepoli…” (Gv 13, 34-35). Solo così si rinnova la speranza di vedere realizzata una delle promesse più sconvolgenti di Gesù: “Voi farete cose più grandi di me, perché io vado al Padre” (cf. Gv 14, 12).
Tonino Gandolfo – Emilio Rocchi
FONTE CITTA’ NUOVA


Amatevi gli uni gli altri…da questo riconosceranno che siete miei discepoli
Bello il titolo “artigiani dell’unità” che si sposa bene con “l’arte di amare” di Chiara. 1