Gorizia e Nova Gorica: “Vivere la pace Go25”

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Da sempre tra i membri della nostra piccola comunità di Gorizia, appartenenti al Movimento dei Focolari, c’era il desiderio di poterci incontrare con la comunità slovena e condividere qualche momento insieme per rinsaldare il nostro legame di unica famiglia del Movimento, ma per diverse circostanze, prima fra tutte la difficoltà della lingua, non eravamo mai riusciti a progettare niente. Ma nel 2022 si è saputo che Gorizia sarebbe stata nel 2025 capitale della Cultura Europea assieme a Nova Gorica e questo l’abbiamo visto come segnale da cui partire.

Nel marzo del 2022 in occasione dei Santi Patroni della città Ilario e Taziano, il tema scelto per le celebrazioni fu “Gorizia porta aperta” a ricordo della visita che papa Giovanni Paolo II fece trent’anni prima alla nostra città.

Tra i diversi eventi proposti c’era una biciclettata che partendo da Gorizia andava a visitare le tre chiese di Nova Gorica proprio perché “se si vuol essere aperti prima bisogna conoscersi” e ci è stata chiesta una collaborazione per l’organizzazione di questa uscita.

Ci è sembrata una bella occasione per metterci a disposizione della Diocesi e poter così fare il ciak anche con la comunità slovena coinvolgendola nell’organizzazione.

Ci siamo così ritrovati tra gli aderenti delle comunità italiana e slovena ed è stato un momento molto forte perché si sentiva che era tanto atteso da entrambi e tanta la voglia di fare qualcosa insieme. La manifestazione è riuscita benissimo.

Nel programmare le iniziative in vista del 2025 abbiamo pensato che si poteva proporre nelle scuole sia italiane che slovene, il progetto vivere la pace sull’esempio dell’esperienza di Trento, per sensibilizzare i bambini e i ragazzi delle scuole proponendo una cultura nuova di fratellanza proprio in questo nostro territorio di confine. Questa poteva essere l’occasione per iniziare una collaborazione diretta con i nostri dell’opera che vivono in Slovenia.

Così ci siamo trovati per la stesura del progetto “Vivere la pace Go25” che abbiamo poi presentato a tutte le scuole dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado sia di Gorizia e di Nova Gorica.

Ovviamente ci sono delle differenze nel sistema scolastico tra le due proposte ma il progetto resta uguale: “Educare alla pace non si insegna in modo nozionistico, ma è un esercizio che si trasmette con l’esempio nella vita di tutti i giorni, in famiglia a scuola, sul lavoro. Valori come rispetto, fiducia, libertà, onestà, sincerità, dialogo, si possono realizzare e ci portano a vivere in pace perché la pace è possibile se comincia “da me”.

Abbiamo deciso di aderire insieme al Progetto Living Peace International che da anni promuove il Dado della Pace e altre metodologie, collegando le scuole in una rete globale.

Nell’anno scolastico 2023-2024 hanno aderito alla proposta ben 12 scuole di Gorizia: 6 asili, 3 elementari, 3 medie per un totale di 327 bambini-ragazzi.

A partire da novembre ci siamo incontrati diverse volte con le insegnanti che hanno aderito al progetto e abbiamo presentato il Dado della pace e del materiale da poter utilizzare, ma lasciando piena libertà di gestire come meglio credevano le loro iniziative.

Abbiamo creato una chat dove le insegnanti potevano aggiornare e inserire foto delle attività che stavano svolgendo creando così un bello scambio di idee. Insieme poi abbiamo progettato la festa finale con l’esposizione di tutti i lavori e attività che erano state svolte durante i mesi precedenti. Purtroppo per motivi burocratici non siamo riusciti ad organizzare l’evento insieme tra le scuole di Gorizia e Nova Gorica ma confidiamo nel prossimo anno.

Venerdì 24 maggio in una bellissima mattinata di sole, per nulla scontato, si è svolta presso l’oratorio del duomo di Gorizia la festa conclusiva del progetto “Vivere la pace Go-25” che ha visto la partecipazione di più di 300 bambini -ragazzi accompagnati dai loro insegnanti. Una festa di colori a iniziare dalle magliette diversificate per ogni scuola, alle bandiere appese e ai tanti cartelloni dei lavori svolti che facevano da cornice a tutto il campo. Era davvero uno spettacolo veder arrivare bambini dell’asilo in fila perfetta che si tenevano per mano e che riconoscevano il loro cartellone appeso o ti dicevano sorridenti che loro erano venuti per la festa della pace.

Proprio per conciliare le esigenze dei bambini piccoli il programma pensato è stato molto semplice ma tanto partecipato. Aiutati da due pagliacci speciali “Gibì e Doppiaw” tutte le scuole si sono presentate con un “urlo di battaglia” a cui è seguito un gruppo strumentale delle medie che ha suonato e cantato “l’Inno alla gioia”.

E’ stato poi presentato brevemente il progetto “Vivere la pace Go 25” spiegando che volevamo essere dei veri testimoni di una nuova cultura nella nostra città perché la pace parte da noi e dobbiamo tutti essere protagonisti e costruttori della pace e che per aiutarci abbiamo imparato ad utilizzare il “Dado della pace” (ne avevamo uno grande 50x50cm) con cui abbiamo già iniziato a fare tante esperienze concrete che erano riportate sui cartelloni appesi.

Altro momento significativo è stato quello della ricomposizione del grande mandala (200x200cm). Ogni classe aveva ricevuto in precedenza una parte (50x50cm) che i bambini-ragazzi potevano colorare ogni volta che facevano un atto di gentilezza.

A turno ogni classe è stata invitata ad incollare il proprio pezzo colorato sulla matrice grigia a significare che con il nostro modo di comportarci possiamo cambiare la nostra città da grigia e triste in una colorata e felice.

I bambini di una scuola elementare hanno presentato la storia del “Fiore della vita”, fiore che viene minacciato da un re prepotente ma che solo la cura di una bambina riuscirà a salvare. Si sono intervallati bangs, semplici coreografie e canzoni sia in italiano che sloveno.

Alla fine si è cantato Eveno Shalom in italiano, sloveno, inglese, ebraico e arabo. Prima dei saluti finali ogni classe ha ritirato un pezzo del grande mandala, ma non il proprio ma quello colorato e firmato dai bambini di un’altra classe.

Il progetto proseguirà anche il prossimo anno sia a Gorizia che a Nova Gorica e si auspica che al termine dell’anno scolastico si possa prevedere una festa tra bambini e ragazzi italiani e sloveni in un punto significativo del vecchio confine con l’installazione di un grande Dado della pace.

Antonella Gaggioli

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