“Costruttori di Pace, Testimoni di Fraternità. Dai templi della storia alla concordia tra i popoli”. Questo il titolo di un appuntamento che ha visto convergere ad Agrigento alcune centinaia di persone in marcia per la pace, il pomeriggio dello scorso 29 novembre, nella suggestiva cornice della Valle dei Templi.
Promosso dall’Ordine Francescano Secolare d’Italia, a margine dell’assemblea nazionale, ha coinvolto altre associazioni ed aggregazioni laicali: il Movimento Cristiano Lavoratori, l’Azione cattolica, le Acli, i Focolari, la Comunità Giovanni XXIII, il Forum delle Associazioni familiari, l’Ucoii.

Non costituivamo una folla eterogenea, perché eravamo tutti uniti a camminare, raccolti e in silenzio, dietro una grande bandiera multicolore. Il nostro silenzio era, in realtà, un ascolto più o meno consapevole delle tante voci che da millenni parlano in questo luogo dove mito, bellezza e fede sono stati il sostrato di un terreno su cui nei secoli si sono intrecciate le vite di tanti uomini, generazioni che hanno elogiato l’amicizia e la fraternità tra i popoli. Ora ci sono anche le nostre voci, espressione di persone diverse ma convinte che anche un piccolo gesto può accendere, oltre che il tripode dell’amicizia, la speranza di una vita serena per tutti gli uomini, persone che sentono la responsabilità di portare nel mondo la gioia e la pace.
Davanti al tempio della Concordia abbiamo ascoltato la voce di uomini e donne oggi impegnati a costruire un dialogo. E abbiamo goduto anche dei canti di un coro di ragazzi la cui presenza conforta e induce a nutrire buone speranze per il futuro.

Tra i tanti interventi citiamo alcuni passaggi dell’introduzione alla marcia: «Questa marcia calcherà le strade di Agrigento, nel luogo che fu sacro a chi abitò questa terra; da qui il desiderio di pace che ci guida s’irradierà nel Mediterraneo e raggiungerà il mondo intero. Lo ha sognato prima di noi Giorgio La Pira (…). Deve essere anche il nostro sogno e il nostro impegno. La marcia non è solo un cammino simbolico: è un andare insieme nella stessa direzione, tutti, con le nostre diversità ma consapevoli d’essere parte di un’unica comunità. Da questo luogo emblematico vogliamo innalzare un messaggio di speranza, fare esperienza di dialogo e di fraternità universale. Ogni passo che compiamo insieme è un passo verso un futuro di pace possibile davvero e condivisa».
Brani di Giorgio La Pira, di Leone XIV, testi tratti dal Corano, ricordavano la possibilità e l’urgenza di non smettere di osare la pace a tutti i livelli. Un impegno comune sottoscritto dalle autorità civili, dal vescovo, dall’imam di Catania, intervenuti a questo momento davvero significativo.
Qui il link alla registrazione dell’evento.
a cura della comunità di Agrigento

