Un ponte di solidarietà con la Palestina

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La Palestina chiama e Bisceglie risponde. Si è tenuto martedì 9 dicembre, presso la Parrocchia di Sant’Andrea, un incontro dal titolo “Un ponte di solidarietà con la Palestina”, organizzato dalla stessa parrocchia in collaborazione con il Movimento dei Focolari Italia e con Pax Christi, nel quale sono intervenuti mons. Giovanni Ricchiuti, presidente del movimento, e Nasri Kumsieh, architetto palestinese. A moderare la serata Rosa Siciliano, direttrice editoriale di Mosaico di pace.

Nasri Kumsieh vive a Beit Sahour, cittadina della provincia di Betlemme (“campo dei pastori”); è arabo palestinese cristiano, già vicesindaco della sua cittadina e da sempre impegnato nell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina. I cristiani in Palestina sono oggi solo l’1% della popolazione, racconta, rischiando di scomparire proprio dai luoghi dove visse Gesù. È proprio nella sua terra che nacque il cristianesimo duemila anni fa e Nasri e la sua gente si sente figlia e custode di questa storia. “Difficile essere cristiani in Terrasanta – dice – perché Gesù ha detto di amare il nemico. Io non ci riesco. Non odio nessuno, però. E prego perchè gli israeliani, oggi autori di questo genocidio, ritrovino presto la propria umanità”.

L’ospite palestinese ha spaziato nel suo intervento dalla storia della Palestina all’oppressione israeliana, dalle difficoltà di vita tra un muro lungo 720 Km e alto 8 metri e 1300 check-points controllati dell’esercito israeliano. Ha raccontato le condizioni difficili della vita quotidiana delle persone, delle famiglie e dei lavoratori, costretti spesso a lasciare il territorio palestinese. Ha spiegato come l’OLP ha condannato l’attacco di Hamas del 7 ottobre, scrivendo ai 5 grandi del Consiglio di Sicurezza per prendere le distanze da quell’attacco ma per chiedere di fermare Israele. Nasri – racconta – si sveglia quotidianamente alle 3:30 del mattino, per accompagnare sua figlia al check-point più vicino perché possa recarsi a Gerusalemme dove lavora: 4 ore di tempo per una distanza di soli otto chilometri. Giornate estenuanti, molto difficili anche per tutti gli artigiani che da più di due anni patiscono l’assenza dei pellegrini.

In modo appassionato e toccante, il relatore ha parlato di sé, della necessità di soffrire con chi soffre per amore del Dio in cui crede e del suo popolo. Un popolo “martire”, lo descrive mons. Ricchiuti, che merita tutta la nostra solidarietà, ma anche il nostro impegno per rompere la narrazione corrente che definisce, erroneamente, antisemiti tutti coloro che sono dalla parte dei palestinesi. Questi hanno diritto alla loro terra, al riconoscimento dei loro diritti, alla vita. Mons. Ricchiuti, in Palestina nell’estate 2025 con la campagna “Ponti e non muri” di Pax Christi Italia, invita tutti a proseguire nell’impegno che negli ultimi ha portato in piazza tante persone, ha colorato le università e che, oggi, chiede la cessazione dell’esportazione di armi a Israele e il riconoscimento dello Stato di Palestina. Pellegrini di speranza, conclude, è anche tutto questo. La solidarietà, ieri, è stata manifestata anche attraverso l’acquisto di prodotti artigianali palestinesi, costruiti con legno d’ulivo.

Erano presenti all’incontro anche l’assessora alla cultura Loredana Bianco che ha portato in sala il saluto dell’amministrazione, Franco Napoletano, già sindaco – nel suo mandato Bisceglie si è gemellata con la città palestinese di Khan Younis – alcuni rappresentati dell’amministrazione di Corato, oltre al parroco di Sant’Andrea, che ha aperto l’incontro, e al parroco di San Silvestro.

Giuseppe Torchetti

 

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