Un cammino di dialogo e amicizia con afgani, pakistani e cinesi nel cuore di Torino
Di Gabriele Amenta
«Tutto nasce da una telefonata, una sera tardi – racconta Enzo Nesta dei Focolari di Torino –. Un giovane afgano, Sherkhan, aveva appena concluso il suo percorso nello SPRAR e si ritrovava improvvisamente senza alloggio. C’era bisogno di una casa, subito. Da quel momento, quasi senza rendercene conto, è iniziato per noi un cammino che non si è più fermato». Da quell’urgenza, affrontata insieme a una rete di amicizie e di fiducia, prende avvio un’esperienza di accoglienza che nel tempo si è trasformata in un vero cammino di fraternità, capace di coinvolgere persone, famiglie e comunità di diverse culture e religioni.
Una storia che diventa seme

La regola d’oro
«Col tempo – prosegue Enzo Nesta – l’esperienza si è allargata al dialogo con comunità musulmane. Da alcuni anni è nato un rapporto stabile con un’associazione interculturale composta da musulmani turchi. Gli incontri avvengono ogni due mesi: famiglie e giovani si ritrovano per una cena, un momento di dialogo e la condivisione di un tema. Non si tratta di “fare qualcosa per l’altro”, ma di camminare insieme. Non facciamo progetti, non “organizziamo” attività: semplicemente viviamo l’amicizia. E questo basta per sentirci fratelli». Alcuni di questi giovani oggi sono pienamente inseriti nella società; qualcuno lavora come mediatore culturale. «E ogni volta che tornano a raccontarci la loro storia, sentiamo che la fraternità costruita ha generato vita». Il terreno comune è la regola d’oro, presente in molte religioni: «Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te». Un principio universale, compreso da tutti, che diventa linguaggio condiviso e punto di partenza per raccontarsi esperienze di vita, di riconciliazione e di pace. È un punto di incontro che apre al dialogo profondo.
Fare famiglia con la comunità cinese

Un dono che trasforma
«Incontrare popoli, culture e religioni diverse – conclude Enzo Nesta – ci ha resi più aperti e più consapevoli della nostra vocazione: essere per tutti. Sentiamo che questo cammino non arricchisce solo chi arriva, ma trasforma anche le nostre comunità. I focolarini, le famiglie, i giovani coinvolti scoprono un respiro più grande, una Chiesa più vicina al Vangelo vissuto». Ogni piccolo passo conferma che la fraternità non è un’idea astratta: nasce dall’incontro, dall’ascolto, dalla vita condivisa. In un tempo segnato da paure e chiusure, queste storie raccontano che l’integrazione è possibile quando nasce dall’amicizia, dall’ascolto e dalla condivisione della vita. Tutto è cominciato da una telefonata. Oggi è diventato un cammino di amicizia che continua.


ESPERIENZE CHE RIEMPIONO IL CUORE E DANNO SPERANZA E CORAGGIO PER LOTTARE AFFINCHÉ TUTI SI SENTANO FRATELLI SENZA ALCUNA BARRIERA DI RAZZA LINGUA, RELIGIONE O CREDO
Chiara Lubich ha lasciato semi del suo sogno: la fratellanza universale e quei semi ora stanno germogliando, hanno bisogno di concime: il nostro eccomi, pronti a dare la vita, a dare Vita, a Essere Amore,sempre, per tutti, con tutti,.
Davvero una speranza per i giorni di oggi, conoscere queste esperienze di vita, convegni, giorni di profondità nella spiritualità dell’unità fatta vita vissuta nel presente. Grazie.