ll titolo del congresso che si terrà dal 15 al 18 gennaio 2026 a Castelgandolfo, Ogni comunità diventi “Casa della pace”, costituisce una ulteriore tappa di una nuova esperienza nel Movimento dei Focolari, il Percorso Ecclesiale, in cui sono coinvolte persone appartenenti alle diverse branche e movimenti a largo raggio dell’Opera di Maria, accomunate dal desiderio di percorrere un cammino nel quale si sperimenta la fecondità delle azioni condivise fra Opera, Chiesa e società civile.
Questo appuntamento si pone in continuità con il convegno del novembre 2024 Chiesa, volto di Speranza, in cui tutte le realtà dell’Opera, nella “fedeltà creativa” al Carisma, sono state interpellate in un pensare e agire insieme, nello spirito più autentico della sinodalità.
Il Percorso Ecclesiale risponde alla sempre più forte necessità di camminare insieme per attualizzare il Carisma dell’Unità nell’oggi della Chiesa e nel contesto sociale e culturale che caratterizza questo momento storico.
L’esperienza forte di condividere i nostri vissuti in ambito ecclesiale, civile, politico ci fa sperimentare che l’essere al servizio della Chiesa per costruire l’unità nel tessuto delle sue strutture, dalle parrocchie alla Diocesi, e il tessere reti di fraternità in ambito civile e politico, sono le sfaccettature di un’unica realtà
Più siamo Chiesa, più siamo anche radicati nei territori al servizio dei fratelli, in una osmosi che ci fa comprendere che la realtà della sinodalità nel suo significato più profondo è il camminare insieme nella Chiesa e nella società, in un intreccio in cui i confini diventano sempre più sfumati. Essere Opera oggi, innestati nella Chiesa, ci radica anche più profondamente nel nostro impegno sociale per l’ut omnes, e viceversa, il nostro impegno civile e sociale costruisce la Chiesa nella sua dimensione più vera di servizio e di relazioni autentiche.
Non meno importante è il contributo dei giovani a questo percorso: stiamo costruendo insieme con loro il Congresso di gennaio in una dimensione di ascolto e di accoglienza reciproca, per integrare i nostri percorsi, per conoscerci di più ed “entrare l’uno nei panni dell’altro”, per poter anche sostenere concretamente il progetto “Time to change”, che ci vede coinvolti come Movimento a prenderci cura delle giovani generazioni attraverso percorsi condivisi e attività concrete rivolte ai bisogni al territorio.
Questo richiede di fidarci reciprocamente e di lasciar spazio a pensieri e modalità di espressione nuovi. Non è sempre facile. Perché l’ascolto si fa su realtà diverse che devono avere cittadinanza.
La strada si apre, percorrendola insieme, dietro al soffio dello Spirito che ci fa progettare, costruire ponti e relazioni fra noi e con gli altri. Non sappiamo cosa ci serberà il futuro. Certamente già ora sperimentiamo una novità: una gioia autentica, una conoscenza reale, un processo che non ha paura di perdere strutture e sovrastrutture, un ascolto della Chiesa e del mondo. Tutto perché il Carisma dell’unità viva.
Andrea Caelli e Cinzia Moliterni
Fonte Città Nuova
Seguiranno altri articoli di aggiornamento durante il congresso


Si percepisce bene, come scrive Andrea Caelli, il filo che lega il congresso di Castel Gandolfo dal 15 al 18 Gennaio al coinvolgimento dei giovani e al progetto. Un’idea di Chiesa che cammina davvero insieme e nel territorio!