Ogni comunità diventi “casa della pace”. Sabato 17 e domenica 18 gennaio 2026

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Se dovessimo riassumere la giornata del terzo giorno del Convegno in una parola, potrebbe essere questa: conoscerci!

Ci hanno raggiunto un centinaio di giovani da tutta Italia, in particolare centro sud, per un programma tutto preparato da loro: impegnati del Movimento parrocchiale o diocesano e  gen, senza distinzione di branca ma uniti nello stesso Ideale e  con una carica di entusiasmo e idealità che contagiano tutti.

Il primo “rompi ghiaccio” è un Speed date, gioco usato in genere per trovare “l’anima gemella”: qui siamo tutti gemelli, così, a giri di 4 minuti ogni faccia a faccia, con domande spesso impegnative – tipo: Quale è la cosa più bella che hai oggi in cuore nel qui e ora? – , ci si conosce davvero con tanti.

Poi un momento di Sedia calda: ognuno è chiamato a fare una domanda ai 3 gruppi presenti in sala: presbiteri, laici adulti e laici giovani. Le tante domande poi sono risposte da 2 rappresentanti di ogni gruppo. Ma che domande!!!! Eccone alcune : Dio chiama in ogni momento e età? Come comportarsi con i preti “tutto fare”? Ci saranno adulti che non pensino che i loro tempi erano i migliori di tutti?….

Le risposte sono date con sincerità, franchezza, amore, un tocco di umorismo… a volte chiedendo anche l’aiuto della sala.

L’atmosfera è davvero incandescente ma il pomeriggio non lo è di meno. Ci si divide in workshop con  tematiche diverse:

– Linguaggio, musica e arte

– Pace e conflitti

– Scelte di vita, affettività e relazioni

Anche qui, con domande e tanto dialogo, continua il conoscerci.

Si conclude la giornata con una risposta corale alla domanda: Nella nostra casa della pace, cosa ci portiamo con noi? Le parole ricorrenti sono fiducia, sincerità, ascolto…

Se qualcuno ancora credesse che esiste un problema intergenerazionale nel Movimento dei Focolari, qui dovrebbe cambiare idea: l’importante è conoscerci e darsi fiducia reciprocamente.

E come concludere giorni così speciali e ricchi di spunti?

Ci aiuta Papa Leone con l’omelia fatta durante il Giubileo delle equipe sinodale il 26 ottobre 2025 che vediamo come meditazione.

Regola suprema, nella Chiesa, è l’amore: nessuno è chiamato a comandare, tutti sono chiamati a servire; nessuno deve imporre le proprie idee, tutti dobbiamo reciprocamente ascoltarci; nessuno è escluso, tutti siamo chiamati a partecipare; nessuno possiede la verità tutta intera, tutti dobbiamo umilmente cercarla, e cercarla insieme. Proprio la parola “insieme” esprime la chiamata alla comunione nella Chiesa.

Questo ci aiuterà ad abitare con fiducia e con spirito nuovo le tensioni che attraversano la vita della Chiesa – tra unità e diversità, tradizione e novità, autorità e partecipazione –, lasciando che lo Spirito le trasformi, perché non diventino contrapposizioni ideologiche e polarizzazioni dannose. Non si tratta di risolverle riducendo l’una all’altra, ma di lasciarle fecondare dallo Spirito, perché siano armonizzate e orientate verso un discernimento comune.

Sembra che parli proprio per noi!

Le impressioni che si susseguono parlano di esperienza di Opera Una, di ricchezza e diversità, di scoperta, di gioia…

Don Andrea Caeli e Cinzia Moliterni, cercando di tirare le fila del Convegno, mettono in evidenza l’unità: Opera Una (presenti tutte le espressioni dell’Opera, cioè del Movimento dei Focolari), Chiesa Una (presenti partecipanti di altre comunità ecclesiali), Umanità Una (civile, politica, economia e ecclesiale, tutto parte di un’unica Umanità che siamo amati ad amare e custodire).

Ancora saluti finali di Cristiana e Gabriele, delegati dell’Opera in Italia e Albania, che  esprimono gratitudine alla commissione del Percorso ecclesiale che ha preparato il Convegno, augurandosi che sia ancora più rappresentativa. Ricordano 3 eventi dell’Opera in zona: il 50° del Movimento diocesano ad Ascoli e la nascita del Movimento diocesano a Cuneo; la marcia della Pace che il prossimo anno si terrà pure a Cuneo e l’incontro del giorno prima con i responsabili dei vari Movimenti ecclesiali presenti in Italia nell’ambito della CNAL.

Silvia e Ray, delegati centrali, ci portano il saluto di Margaret Karram e Jesús Morán e mettono in rilievo la grande sintonia del Convegno con quanto l’Opera sta vivendo, anche in preparazione all’Assemblea generale di marzo prossimo. Ci danno la bella notizia che il 21 marzo il Santo Padre riceverà i partecipanti per una udienza privata.

Il Convegno si conclude con gioia e con uno sguardo verso il futuro. Rimbalzano nei cuori le parole di Papa Leone ascoltate nella meditazione: Essere radicati nell’amore di Dio per vivere in comunione tra di noi. Ed essere, come Chiesa, testimoni di unità e di amore.

 Sameiro De Freitas

Foto Settimio Acciaio

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4 Commenti

  1. Grazie per averci fatto partecipare, attraverso questi aggiornamenti al congresso. Ringrazio GIM e tutti voi per la gioia che ci avete trasmesso e per aver alimentato la Speranza che rende certi della vittoria della Pace su tutti i conflitti

  2. Grazie, grazie , grazie ! Ero preoccupata prima di arrivare di riuscire a intrecciare rapporti veri con i sacerdoti. Invece e’ stato bellissimo con questi fratelli , riscoprire che se ci amiamo non c’e’ differenza di eta’ o di modo di esprimersi o di latitudine, ma che siamo come fratelli nel vero senso della parola : Ci si consiglia e ci si ascolta come in famiglia !

    • Brava!!!! Grazie del tuo messaggio e del tuo entusiasmo…. che traspariva dai messaggi che scrivevi nelle chat, ci hai fatti partecipi anche noi che eravamo a casa!

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