Se dovessimo riassumere la giornata del terzo giorno del Convegno in una parola, potrebbe essere questa: conoscerci!
Ci hanno raggiunto un centinaio di giovani da tutta Italia, in particolare centro sud, per un programma tutto preparato da loro: impegnati del Movimento parrocchiale o diocesano e gen, senza distinzione di branca ma uniti nello stesso Ideale e con una carica di entusiasmo e idealità che contagiano tutti.
Il primo “rompi ghiaccio” è un Speed date, gioco usato in genere per trovare “l’anima gemella”: qui siamo tutti gemelli, così, a giri di 4 minuti ogni faccia a faccia, con domande spesso impegnative – tipo: Quale è la cosa più bella che hai oggi in cuore nel qui e ora? – , ci si conosce davvero con tanti.

Le risposte sono date con sincerità, franchezza, amore, un tocco di umorismo… a volte chiedendo anche l’aiuto della sala.
L’atmosfera è davvero incandescente ma il pomeriggio non lo è di meno. Ci si divide in workshop con tematiche diverse:
– Linguaggio, musica e arte
– Pace e conflitti
– Scelte di vita, affettività e relazioni
Anche qui, con domande e tanto dialogo, continua il conoscerci.
Si conclude la giornata con una risposta corale alla domanda: Nella nostra casa della pace, cosa ci portiamo con noi? Le parole ricorrenti sono fiducia, sincerità, ascolto…
Se qualcuno ancora credesse che esiste un problema intergenerazionale nel Movimento dei Focolari, qui dovrebbe cambiare idea: l’importante è conoscerci e darsi fiducia reciprocamente.
E come concludere giorni così speciali e ricchi di spunti?

Regola suprema, nella Chiesa, è l’amore: nessuno è chiamato a comandare, tutti sono chiamati a servire; nessuno deve imporre le proprie idee, tutti dobbiamo reciprocamente ascoltarci; nessuno è escluso, tutti siamo chiamati a partecipare; nessuno possiede la verità tutta intera, tutti dobbiamo umilmente cercarla, e cercarla insieme. Proprio la parola “insieme” esprime la chiamata alla comunione nella Chiesa.
Questo ci aiuterà ad abitare con fiducia e con spirito nuovo le tensioni che attraversano la vita della Chiesa – tra unità e diversità, tradizione e novità, autorità e partecipazione –, lasciando che lo Spirito le trasformi, perché non diventino contrapposizioni ideologiche e polarizzazioni dannose. Non si tratta di risolverle riducendo l’una all’altra, ma di lasciarle fecondare dallo Spirito, perché siano armonizzate e orientate verso un discernimento comune.
Sembra che parli proprio per noi!
Le impressioni che si susseguono parlano di esperienza di Opera Una, di ricchezza e diversità, di scoperta, di gioia…



Il Convegno si conclude con gioia e con uno sguardo verso il futuro. Rimbalzano nei cuori le parole di Papa Leone ascoltate nella meditazione: Essere radicati nell’amore di Dio per vivere in comunione tra di noi. Ed essere, come Chiesa, testimoni di unità e di amore.
Sameiro De Freitas
Foto Settimio Acciaio
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Grazie per averci fatto partecipare, attraverso questi aggiornamenti al congresso. Ringrazio GIM e tutti voi per la gioia che ci avete trasmesso e per aver alimentato la Speranza che rende certi della vittoria della Pace su tutti i conflitti
Grazie, grazie , grazie ! Ero preoccupata prima di arrivare di riuscire a intrecciare rapporti veri con i sacerdoti. Invece e’ stato bellissimo con questi fratelli , riscoprire che se ci amiamo non c’e’ differenza di eta’ o di modo di esprimersi o di latitudine, ma che siamo come fratelli nel vero senso della parola : Ci si consiglia e ci si ascolta come in famiglia !
Brava!!!! Grazie del tuo messaggio e del tuo entusiasmo…. che traspariva dai messaggi che scrivevi nelle chat, ci hai fatti partecipi anche noi che eravamo a casa!
INSIEME ! BELLISSIMA PAROLA ! Nuovo passaparola! Grazie.