Nell’Aula Magna del Convitto Nazionale di Tivoli, l’8 maggio, una mattinata intensa, carica di prospettiva. La consegna del Premio Igino Giordani 2026 al Vescovo della diocesi di Frascati, Velletri-Segni, Mons. Stefano Russo, ha unito memoria e futuro, mostrando con chiarezza quanto l’eredità del Servo di Dio tiburtino continui a generare vita e scelte concrete oggi.
Promosso dal Centro Igino Giordani, dal Movimento dei Focolari del territorio e dalla Diocesi di Tivoli e Palestrina, il Premio è nato per custodire e rilanciare nella sua città il messaggio di Giordani. Nel tempo è diventato un appuntamento capace di coinvolgere scuole, istituzioni e comunità, mettendo in dialogo generazioni diverse nel segno della fraternità.
Presenti alla cerimonia anche la direttrice del Centro Igino Giordani, Elena Del Nero, e la vicepostulatrice della causa di canonizzazione, Marina Castellitto, segno di un legame vivo con la sua testimonianza e con il cammino della Chiesa.
I giovani protagonisti: Giordani parla a loro oggi
Il tema di quest’anno – “Dialogo multiculturale: essere fratelli nella diversità” – ha trovato nei giovani una risposta viva e sorprendente.
«Questa giornata è innanzitutto preparata dai giovani», ha sottolineato il vescovo del luogo Mauro Parmeggiani. Ragazzi che, dopo tanti mesi di lavoro, entrano nel pensiero di Giordani fino a farne esperienza.

Protagonisti gli studenti, in particolare quelli dell’Istituto “Alessandro Volta”, premiati per i loro lavori creativi e profondi: un ritratto, un testo, un podcast. Non semplici elaborati scolastici, ma segni di un incontro.
«Non rimane una figura del passato, un’icona da ammirare – racconta la docente Cristina Leone – ma è una figura che i ragazzi sentono vicina». E aggiunge: «Averlo come concittadino permette di sentirlo accanto».
È qui che si coglie il cuore della giornata: Giordani continua a educare, a suscitare domande, a indicare una strada concreta. In un tempo in cui la fraternità appare fragile, tanti giovani scoprono in lui una scelta possibile, esigente ma capace di dare senso.
Il riconoscimento a Mons. Stefano Russo

Nel cuore della cerimonia, la consegna del Premio alla Personalità dell’Anno a Monsignor Stefano Russo, Vescovo di Velletri-Segni e di Frascati. «Lo prendo come un dono inaspettato – ha detto – e sono onorato di essere accostato a una figura di grande spessore come Igino Giordani». Un riconoscimento vissuto come responsabilità: «Mi aiuta a mettermi sempre più in un atteggiamento di attenzione al bene comune… perché ciò che abbiamo ricevuto siamo chiamati a ridonarlo».
Nella motivazione si evidenzia il suo impegno nel dialogo, nell’attenzione multiculturale e nell’incontro tra religioni, con uno stile fraterno radicato nella spiritualità dell’unità: un tratto che richiama da vicino l’esperienza di Giordani, instancabile costruttore di ponti.
La giornata, vissuta come una vera famiglia allargata, ha visto anche un coinvolgimento oltre le attese. «I protagonisti per noi sono i ragazzi… ed è stato sorprendente vedere una partecipazione così», racconta Melissa Cicerone della comunità del Movimento dei Focolari di Tivoli che ha coordinato i lavori del Premio.
E proprio guardando a loro si coglie il frutto più bello. «Speriamo di vedere crescere uomini di pace», ha detto il vescovo Parmeggiani.
Alla conclusione, sulle note di “Ci vuole coraggio” degli As One, è stato proposto il progetto dei Focolari “Time to change” rivolto ai giovani che in quel contesto appariva già realtà in atto.
Il Premio Igino Giordani si conferma così molto più di un riconoscimento: è una consegna. Continuare a credere che la fraternità non è un’utopia, ma una vita possibile. E che oggi passa ancora, con forza nuova, attraverso i giovani.
Gianna Sibelli (Centro Igino Giordani)

