Una fraternità che nasce dalla natura: l’esperienza della Mariapoli 2026 di Arborea (Sardegna)

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Il Golfo di Oristano, nel cuore della Sardegna centro-occidentale, è uno di quei luoghi speciali in cui la natura non si limita a offrire bellezza, ma invita a fermarsi, ascoltare e creare relazioni. Qui, nei primi giorni di maggio, si è vissuta una poliedrica esperienza di fraternità, interconnessione e dialogo tra persone e ambiente, in occasione della Mariapoli 2026 di Arborea.

L’ampia e luminosa insenatura del golfo, lunga circa 22 chilometri e racchiusa tra i promontori di Capo San Marco e Capo Frasca, abbraccia paesaggi costieri, zone umide, spiagge dorate, pinete e comunità ricche di storia. In questo scenario naturale di grande suggestione, dal 1° al 3 maggio, l’Horse Country Resort, affacciato sul mare e immerso in una pineta di 40 ettari ha ospitato momenti di spiritualità, dialogo, laboratori ed esperienze condivise. Un cammino che ha accompagnato i partecipanti – i cosiddetti mariapoliti – in un percorso di relazione con gli altri, con sé stessi e con la natura.

Tra i protagonisti dell’esperienza, EcoOne – Ecologically United, ramo ecologico di New Humanity NGO, che ha guidato i partecipanti alla scoperta di un legame spesso dimenticato: quello di reciprocità tra persone e natura. Attraverso passeggiate nella pineta e lungo la spiaggia, momenti di ascolto e attività laboratoriali, i partecipanti hanno vissuto un’esperienza diretta e multisensoriale, capace di coinvolgere corpo, mente ed emozioni.

Il laboratorio “Insieme per tessere relazioni”, svolto il venerdì pomeriggio, ha invitato ad attivare gradualmente i sensi, ad ascoltare le proprie eco‑emozioni e a condividerle, anche attraverso il linguaggio del corpo. Il giorno successivo, il percorso eco‑meditativo“Passo dopo passo” (inserito tra le iniziative della sessantesima Run4Unity) ha aperto uno sguardo nuovo sul bosco e sul mare.

Camminando nella pineta, i mariapoliti hanno scoperto il linguaggio invisibile degli alberi: i terpeni, biomolecole che le piante utilizzano per comunicare tra loro. Assorbiti dalle persone attraverso la respirazione e la pelle, queste molecole contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario e a ridurre lo stress. Un’esperienza semplice ma profonda, che ha mostrato come il contatto con la natura agisca direttamente sul nostro benessere.

Al centro della meditazione, il simbolo del seme: per crescere, deve rompere la capsula che lo protegge. Un’immagine potente, che invita anche l’essere umano a uscire dal proprio ego per mettere radici nel mondo. A dare profondità a questo messaggio, alcune parole di Chiara Lubich, che descrive la creazione in cammino verso l’unità ed in relazione con l’uomo e con Dio.

Proprio lungo la spiaggia è arrivata una delle scoperte più sorprendenti: centinaia di “palle di mare”, chiamate in sardo buric o pallesia. Si tratta delle egagropili, sfere naturali formate dai residui fibrosi della Posidonia oceanica, una pianta marina fondamentale per l’equilibrio del Mediterraneo.

La loro presenza non è un segno di degrado, ma al contrario un indicatore della salute del mare. Le egagropili testimoniano l’esistenza di vaste praterie sommerse di Posidonia nel Golfo di Oristano, un vero tesoro naturale che offre doni preziosi e gratuiti: sequestra grandi quantità di anidride carbonica, produce ossigeno, protegge le coste dall’erosione, stabilizza i fondali, ospita una straordinaria biodiversità e contribuisce al benessere delle comunità costiere.

Il valore economico di questi benefici è sorprendente: secondo alcuni studi scientifici può superare i 170 euro per metro quadrato all’anno, rendendo la Posidonia uno dei capitali naturali più preziosi al mondo. Anche le palle di mare, spesso scambiate per rifiuti, svolgono un ruolo fondamentale nella protezione e stabilizzazione delle spiagge e nell’attecchimento della vegetazione costiera.

Di fronte a questa ricchezza, è nata una domanda semplice e profonda:

Che cosa possiamo dare noi alla natura?

La risposta arriva dalla scienza, che oggi parla sempre più di Contributi delle Persone alla Natura. Anche se non possiamo fare cose straordinarie come la fotosintesi, possiamo offrire qualcosa di essenziale: attenzione, rispetto, emozioni, cura.

Per raccontare questi doni invisibili ma fondamentali, Thalassia Giaccone, membro della Commissione Internazionale e Italiana di EcoOne Ecologically United e tecnologa di ricerca presso il Sicily Marine Centre – Stazione Zoologica Anton Dohrn di Messina, ha proposto il suo modello G.E.A.R.S., un acronimo che richiama gli ingranaggi di una bicicletta: diversi, ma indispensabili per andare avanti insieme.

G.e.a.r.s. ovvero Gratitudine, Empatia, Affetto, Reciprocità e Spiritualità: parole che diventano strumenti concreti per ricambiare i doni che la natura ci offre gratuitamente e per costruire una relazione sostenibile e di benessere integrale.

Il messaggio che arriva dalla Mariapoli di Arborea è semplice e potente: “Dio sostiene ogni cosa”.

Ciascuno e ciascuna di noi, non è separato dalla natura in cui vive.  Chiara Lubich, nel 2005 diceva: “bisogna essere l’Amore per tessere il filo d’oro fra gli esseri. Il progresso dell’uomo è intimamente legato al progresso dell’ambiente in cui vive e da cui è condizionato”

Thalassia Giaccone

2 Commenti

  1. Complimenti, deve essere stata un’esperienza straordinaria. Proponibile a tutti, credenti o meno, sicuri che ognuno è portatore di valori.

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