Time to Change. A Torino via Fattori 113 cambia faccia

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I Ragazzi per l’Unità del Piemonte trasformano l’asfalto in un messaggio di pace

Di Aurelio Molè

Un tratto di asfalto può diventare molto più di un semplice passaggio pedonale. Può trasformarsi in una tela, in un luogo di incontro, in un messaggio colorato rivolto a tutto il quartiere. È quanto accaduto in via Fattori 113 a Torino, dove i Ragazzi per l’Unità del Piemonte, hanno dato vita al progetto “TIME TO CHANGE”, un’iniziativa nata dal desiderio di rendere più bello, vivo e condiviso lo spazio davanti alla scuola materna.

I protagonisti sono teenagers del Movimento dei Focolari, giovani diversi per lingue, culture e anche per fede, ma uniti da un obiettivo comune: costruire fraternità e pace nella vita quotidiana, a partire dai luoghi che abitano. Il loro impegno si fonda sulla “Regola d’oro”: fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi. Da questo principio semplice e universale è nata l’idea di intervenire concretamente in uno spazio urbano, trasformandolo attraverso l’arte.

Dopo un confronto con le istituzioni cittadine e con alcune realtà del quartiere, tra cui la scuola, cento ragazzi delle medie e delle superiori sono passati all’azione. Il 2 maggio 2026 l’area pedonale di via Fattori 113 ha cambiato volto: colori, forme e simboli hanno preso il posto del grigio dell’asfalto, dando vita a un percorso artistico pensato per accogliere chi ogni giorno attraversa quello spazio.Accanto ai giovani hanno lavorato artisti d’eccezione: Fabiana Macaluso, Jesus Salinas, Chiuto e Osvaldo Neirotti, ideatore dell’opera. Il loro contributo ha accompagnato i ragazzi in tutte le fasi del percorso: dall’idea iniziale alla progettazione, fino alla realizzazione sul posto. Non si è trattato soltanto di dipingere una superficie, ma di costruire insieme un linguaggio comune, capace di parlare di pace, dialogo, cura dell’ambiente, speranza e unità.

L’opera è composta da sentieri colorati, ognuno dei quali richiama un valore. Il rosso rappresenta il dare e il condividere, l’arancione l’incontro e il dialogo, il giallo l’interiorità e la pace, il verde l’ecologia, lo sport e la salute. E ancora: l’azzurro richiama armonia e bellezza, l’indaco la consapevolezza critica davanti alle sfide globali, il violetto l’unità e la comunicazione autentica, il rosa la speranza e l’ammirazione.

A questi colori si affiancano simboli di pace provenienti da culture diverse: la colomba per l’Occidente, l’elefante per l’Africa, il panda per l’Oriente e la balena per le etnie indigene e autoctone. Un modo per ricordare che la pace non appartiene a un solo popolo, ma è un desiderio universale, da costruire insieme ogni giorno.

Il progetto ha avuto anche un forte valore educativo. I ragazzi non hanno soltanto realizzato un’opera artistica, ma hanno vissuto un’esperienza di collaborazione, responsabilità e partecipazione. Hanno imparato che prendersi cura di uno spazio comune significa prendersi cura delle persone che lo attraversano, dei bambini che frequentano la scuola, delle famiglie, degli abitanti del quartiere.

Via Fattori 113 diventa così un segno concreto di cambiamento. L’area pedonale, prima anonima, oggi racconta una storia fatta di colori e relazioni. È un invito a fermarsi, osservare e riconoscere che anche un piccolo intervento urbano può generare bellezza e comunità.

“È tempo di cambiare” non è soltanto lo slogan del progetto. È il messaggio che i Ragazzi per l’Unità hanno voluto lasciare alla città: un mondo più unito è possibile, se ciascuno sceglie di fare la propria parte e la pace vive nei nostri cuori. In via Fattori 113, questo cambiamento è cominciato da un gesto semplice: trasformare l’asfalto in un’opera d’arte condivisa.

«Abbiamo voluto fosse una sorpresa – ha dichiarato a La Stampa di Torino Maria Antonietta Roma, dirigente della scuola Baricco – e questa zona pedonale sta funzionando, qui si gioca e si socializza. La bellezza educa». Entusiasta anche Marco Titli, coordinatore Viabilità della Circoscrizione 3 che ha detto a La Stampa: «Un’esperienza straordinaria che dimostra come uno spazio vuoto possa diventare luogo di dignificato, gioco, comunità».

Al seguente link è possibile vedere il video dell’iniziativa.

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