Denise Sola, nominata nuova co-responsabile dei Focolari per l’Italia e l’Albania: «Il mio stile sarà ascolto, dialogo e servizio»

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Dalla perdita del padre all’incontro con il Movimento dei Focolari, dal lavoro a Loppiano fino all’impegno per il Mediterraneo: il percorso di una vita segnata dalla fraternità.

Di Aurelio Molè

Relazione, ascolto, servizio. Sono tre delle caratteristiche della personalità di Denise Sola nominata da Margaret Karram nuova co-responsabile del Movimento dei Focolari in Italia e Albania. Classe 1973, originaria di Catena di Quarrata in provincia di Pistoia. Situato in pianura nel verde della bella Toscana e adagiato nei pressi del Montalbano, una bassa catena montuosa caratterizzata da un sistema di colli adiacenti e degradanti con pendii piuttosto dolci. I suoi primi anni di infanzia, insieme alla mamma e al fratello trascorrono spensierati. «Da bambina e da ragazza – ricorda Denise Sola – mi piacevano tante cose: lo sport, la musica, l’arte. Sono stonata, è vero, ma la musica mi è sempre piaciuta e ascoltavo un po’ di tutto: pop, classica, persino metal, se ero con un’amica a cui piaceva quel genere. Credo, poi, che una storia possa essere raccontata in tanti modi: attraverso un quadro, una melodia, un gesto. Amavo moltissimo anche andare in bicicletta; poi, grazie ad alcuni amici, ho imparato ad amare anche la montagna». Una svolta molto dolorosa sopraggiunge con una malattia incurabile del papà che perde quando Denise ha soli otto anni. Una grave perdita, solo immaginabile, che coincide, però, con una grande scoperta, altrettanto sorprendente. E una serie di circostanze che non possono non far pensare all’Amore di Dio, nascosto nelle pieghe della storia, anche dolorosa, di ognuno.

In ospedale, mentre il papà è ricoverato,  vengono in contatto con l’Avo, l’associazione dei volontari ospedalieri, fondata a Milano nel 1975 dal medico Erminio Longhini, all’epoca primario dell’ospedale di Sesto San Giovanni e focolarino. L’associazione è nata per offrire aiuto, ascolto e compagnia ai malati negli ospedali. «Quando mio padre è venuto a mancare, – racconta Denise – uno dei volontari dell’Avo ha contattato il Movimento dei Focolari dicendo che c’era una famiglia in difficoltà: una donna ancora molto giovane, rimasta sola con due bambini. I volontari ospedalieri non potevano più aiutarci una volta terminato il ricovero, ma pensavano che qualcuno potesse fare qualcosa per noi. Una focolarina cercò sulla cartina geografica il nostro piccolo paese, Catena di Quarrata, e si accorse che nelle vicinanze viveva una persona aderente ai Focolari. Le chiese allora di venirci a trovare. Quando arrivò, scoprì che la nostra vicina di casa era una sua parente, anche se lontana. Così si presentò a casa nostra insieme a lei, per conoscere mia mamma. In casa viveva anche mia nonna, che era inferma. Più che con mia madre, il primo dialogo fu soprattutto con lei. Si cominciò a parlare del passato e di un personaggio particolare: Emilio Faggioli, focolarino e nipote della nostra vicina di casa. Questa signora chiese a mia madre se la domenica successiva potesse portare un fiore sulla sua tomba a Loppiano, cittadella permanente del Movimento dei Focolari. Mia madre, appena rimasta vedova, accettò per farle questo piacere. Così partimmo e arrivammo a Loppiano, che ci era stato descritto come un luogo meraviglioso. Era il 1982. Io, di quella prima visita, ricordo di aver partecipato alle attività con i bambini. L’anno successivo ci invitarono alla Mariapoli, un convegno estivo dei Focolari, e da lì cominciò tutta la storia e iniziammo tante avventure insieme, io, mio fratello e altri amici».

Due piccoli gesti di amore. La visita di una focolarina a casa e il deporre un fiore sulla tomba di Emilio Faggioli a Loppiano mettono in moto una storia nuova. Come due mani che si aprono, si distendono fino ad abbracciare il mondo intero.

Denise Sola, nel suo primo contatto con i Focolari, è attratta da una canzone che invitava ad amare tutti, sempre, subito e con gioia.

«Ricordo ancora – continua Denise Sola – il mio primo “atto d’amore”: tornata a casa da scuola, come facevo sempre, stavo per lanciare la cartella. Poi mi ricordai di quel “subito” e pensai che, ogni volta che la lanciavo, mia mamma o mia nonna dovevano raccoglierla. Così non la lanciai e la misi a posto. Per me fu il primo gesto concreto. Mi colpì anche l’idea del mondo unito, dell’“ut omnes”, che poi negli anni si è declinata in tanti modi. Sentivo una chiamata a portare fraternità, a mettere insieme le persone, ad accogliere. A casa mia, in realtà, l’accoglienza era già una dimensione forte: la porta era sempre aperta, mia mamma era molto generosa e c’era sempre un piatto per qualcuno. L’incontro con gli ideali dei Focolari ha rafforzato in me proprio questa realtà».

Catena di Quarrata orbita nell’area industriale della vicina Prato, distante solo 15 chilometri. Denise cresce nel distretto del tessile e la sua famiglia lavorava nel settore della maglieria e anche lei vive dentro il mondo della moda. Frequenta l’Istituto d’arte con indirizzo moda e il suo sogno era lavorare in quel campo. «Spesso, quando si pensa alla moda, – chiosa Denise Sola – vengono in mente le sfilate e le luci, ma in realtà è anche un mondo di lavoro intenso, fatto di persone che faticano. Nei nostri paesi, molte case avevano il laboratorio al piano terra e l’abitazione sopra: anche l’ambiente in cui vivevamo era segnato da quel tipo di lavoro. E dopo la scuola ho lavorato nell’azienda di famiglia».

L’amore è azione, fatti concreti. E Denise Sola con i giovani dei Focolari non risparmia energie. Crescendo, partecipa, alle attività per l’integrazione dei profughi albanesi e alle iniziative di solidarietà durante la guerra nell’ex Jugoslavia.

Immaginava per sé un’altra strada: sposarsi, avere molti figli, mentre a poco a poco matura la scelta di una donazione totale a Dio.

«Mi sono accorta – dice Denise – che fare tante attività non bastava più. Avevo una vita pienissima: la parrocchia, gli amici della scuola, i compagni del paese, i Giovani per un Mondo Unito. Non avevo una serata libera. Eppure, proprio dentro questa ricchezza, sentivo che mancava qualcosa. Piano piano è iniziata una ricerca più profonda. Ho capito che Gesù mi chiedeva un di più e, a un certo punto, ho intuito che quel di più era di vivere 24 ore su 24 per Dio in una comunità dei Focolari. Sentivo che potevo spendere così la mia vita per un mondo più unito».

Una scelta che matura lentamente, non si tratta di una caduta da cavallo, ma un episodio simpatico la induce a prendere una decisione. «Un giorno – ricorda Denise – andai in focolare a Firenze per prendere alcune cose. La focolarina che aprì la porta era di fretta, ma quando mi vide mi disse: “Vieni dentro”. In quel momento quelle parole risuonarono in me in modo diverso. Io risposi di no, ma quella notte non dormii. Qualche giorno dopo tornai e raccontai quello che mi stava succedendo. Pensavo mi avrebbero presa per matta, invece la focolarina mi disse: “Era tanto tempo che ti aspettavamo”. Per me fu una conferma. Poi ci fu tutto il tempo del discernimento e della formazione, e piano piano quella chiamata è cresciuta».

Fino al trasferimento a Loppiano nel 1997, dapprima per la scuola di formazione, dopo, per altri 26 anni. Ritrova anche il mondo del lavoro da cui proveniva: la moda, la maglieria, la creatività artigianale. A Loppiano mette a frutto queste competenze e scopre una dimensione più profonda del lavoro: non solo mezzo di sostentamento, ma luogo di dignità, crescita e relazione.

Accompagnando giovani provenienti da tutto il mondo, Denise comprende quanto il lavoro possa diventare spazio educativo. Anche i compiti più semplici o manuali acquistano valore quando sono vissuti come contributo alla costruzione comune. «Tra l’idea e il risultato ci sono sempre le persone», afferma. Una convinzione maturata anche nel confronto con dipendenti, collaboratori e giovani in formazione.

Loppiano le apre poi uno sguardo internazionale. Culture, lingue, abitudini e sensibilità diverse diventano una scuola quotidiana. Denise impara che un abbraccio può essere naturale per qualcuno e difficile per un altro; che parole innocue per una cultura possono ferire in un’altra; che ogni relazione, anche la più complessa, merita di essere accolta.

Dal 2018 vive nel focolare di Firenze e lavora al Centro La Pira, dove segue l’accompagnamento di residenze di giovani, internazionali e non, come animatrice di comunità. È inoltre coinvolta nel percorso “Mediterraneo di fraternità”, una rete che mette in dialogo esperienze provenienti dalle diverse sponde del mare: Europa occidentale, Italia e Albania, Europa orientale e Medio Oriente.

Per Denise, il Mediterraneo insegna soprattutto la reciprocità. Non esiste solo un Nord che aiuta un Sud, ma popoli e comunità che hanno tutti qualcosa da offrire.

«È stato importante – sottolinea Denise – imparare a guardare il Mediterraneo dall’altra parte del mare. La verità sul Mediterraneo non la possiede una sola prospettiva: la porta la pluralità. Tutti hanno qualcosa da donare alla fraternità».

Oggi, guardando alla nuova responsabilità che le è stata affidata, Denise non parla di programmi già definiti, ma di uno stile: relazione, dialogo, ascolto e servizio. È questa la cifra del suo percorso. Una vita in cui la fraternità non è rimasta un’idea astratta, ma è diventata gesto quotidiano, lavoro condiviso, incontro tra culture e disponibilità a costruire insieme. Sostituisce Cristiana Formosa, a cui va un grande riconoscimento e ringraziamento per il lavoro svolto e che ora si è trasferita al centro internazionale delle focolarine.

Denise all’Assemblea 2026

17 Commenti

  1. È un compito non facile in un momento storico di grande instabilità, ed incertezza per le sorti del mondo e di ciascun essere umano.
    Svaniscono sogni e visioni di mondo unito, ma il Dio di Gesù Cristo continua ad essere il Dio della storia, il Dio che opera nella nostra storia e ci chiede di essere con Lui nell’umanità sofferente e in attesa.
    Auguro a Denise di custodire dentro di sè questa certezza per proporla ai tanti che incontrerà, ed essere per tutti lievito di speranza.

  2. È l’esperienza di chi “Ascolta e Interloquisce in sé “guardando “meravigliata Chi le è davanti, e come a Emmaus ,”ascolta e le vibra l’anima, Gesù la invita “Datti a Me”! La “parola responsabile” non ha genericità, è precisa ,ha solo bisogno della fantasia dell’Amore, per te Denise Sola nata nel 73 , come il mio primo figlio, permettimi di chiamarti figlia,ti auguro ciò che diceva Luminosa “Ho vissuto, facendo tutto davanti a Dio” (Sei Sola “per il cognome”!)

  3. Grazie infinite Denise.
    Direi che con “ascolto, dialogo e servizio” ci sono tutte le premesse per costruire una unità vera e piena.
    Tutta l’unità da parte mia (piero barazza di Vicenza)

  4. Emozionante come attraverso il dolore e le varie circostanze Dio si fa avanti e ti sceglie Denise ha risposto Si e ora con questo nuovo Si auguro la forza e la gioia di continuare a risponderGli Siii ,Carissima Denise ora in questo nuovo servizio non sei sola sono con te credici…..siamo un corpo a vivere per un mondo unito ciao cara Denise

  5. Il suo programma non già definito : DARS, si, darsi a tutti. Grazie Denise ed auguri di buon lavoro; chi ben comincia…….Ciao 😃

  6. Grazie Denise. Conosco bene dove sei nata perché io sono nato a Prato. Continuiamo tutti in unità a portare questo mondo al Padre celeste sulle nostre spalle con Chiara. Ognuno lì dove Dio lo ha posto. 1

  7. Il programma lo fa’ la vita e le relazioni che la abitano, quindi mi sembra che ci siano ottime premesse. Ricordo quello che ci disse Papa Francesco che ci consigliò la Paressia come stile nei rapporti

  8. Grazie, Denise. Conta sulla nostra unità.
    Ti auguro un buon cammino fatto di dialogo, di servizio e di fraternita’.Giovanna ( Agrigento)

  9. Grazie Denise, attraverso questa intervista ci hai donato un pezzo della tua storia. Grazie per questo nuovo Si. Ti assicuriamo tutta l’ unità. Saluti da Carmela del focolare di Termoli (Molise)

  10. Tutta la mia unità per questa nuova “divina avventura”. Sono Fatima e sono della Sicilia precisamente di Mussomeli. Ti dice qualcosa questo paese? Abbiamo saputo che tuo papà era originario di qui. E’ stata una gioia leggere di queste notizia. Sarebbe bello sapere di più. Un abbraccio

  11. Carissima Denise, gioisco con te per questo nuovo “Si”. Ho avuto il piacere di conoscerti ed ospitarti a Torre Annunziata, insieme alle pope di Loppiano, nel 2006. Ne conservo un ricordo bellissimo, per cui sono andata a ripescare le foto fatte insieme
    Grazie per tutto quello che farai. Conta sulla mia unita.

  12. Grazie Denise non ti conosco ancora ma sento che il tuo volerti mettere in ascolto mi stimola a fare di più e meglio la mia parte a tornare ad essere protagonista nel trasmettere l’ideale alle nuove generazioni . Andiamo avanti insieme mettendoci in unità insieme all’ascolto di Gesù in mezzo a noi a cui diciamo ancora una volta il nostro si ! Alla sua scuola e al suo ascolto in unità farai cose grandi per il futuro dell’Opera !

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