Dalla Basilicata alla Puglia e alla Campania, un migliaio di persone hanno condiviso giornate di spiritualità, incontro tra generazioni, cura del territorio e responsabilità sociale. Il percorso prosegue in Calabria, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza vissuta in relazioni e iniziative concrete nelle comunità locali.
Di Gabriele Amenta
Il caratteristico verso, detto “zip”, del tordo bottaccio nel Bosco Quarto sul Gargano. Una fiaccolata che rischiara la notte in un paese ai piedi del Pollino. Un “dado del noi” elettronico e luminoso che invita a prendersi cura degli altri. Sguardi, sorrisi, abbracci, risate e anche lacrime. Pensieri capaci di andare in profondità, smuovere i cuori e tradursi in azione. Una Mariapoli è difficile da raccontare per chi non l’ha vissuta. «Vieni e vedi!» è il motto sempre valido.

San Severino Lucano, San Giovanni Rotondo, Gambarie d’Aspromonte. Sono le località scelte per le Mariapoli estive del Sud d’Italia per le regioni: Basilicata, Puglia, Campania e, prossimamente, in Calabria. In totale hanno partecipato un migliaio di persone.
Esperienze differenti per dimensioni, stile e contesto, ma unite dalla stessa aspirazione: trasformare per alcuni giorni un gruppo di persone in una comunità nella quale ciascuno possa sentirsi accolto, ascoltato e chiamato a costruire brani di fraternità.
Basilicata, la prima Mariapoli regionale
Dal 1° al 3 maggio San Severino Lucano (Potenza) ha ospitato la prima Mariapoli organizzata dalle comunità lucane come realtà regionale. Vi hanno preso parte circa 110 persone.
L’appuntamento ha assunto un significato particolare in una regione nella quale le distanze geografiche e le difficoltà dei collegamenti hanno a lungo reso meno frequenti gli incontri tra le diverse comunità della Basilicata.
Alla dimensione regionale si è aggiunto anche uno scambio con altri territori. Una ventina di persone provenienti da una parrocchia di Castelvetrano, in provincia di Trapani, ha portato una tarantella preparata durante settimane di prove. L’esibizione in abiti tradizionali è diventata un momento di festa e un segno concreto dell’incontro tra comunità diverse.

Puglia, una famiglia tra generazioni diverse
Dal 10 al 12 luglio, a San Giovanni Rotondo (Foggia), circa 300 persone hanno partecipato alla Mariapoli della Puglia, aperta anche a partecipanti provenienti da Matera. Uno degli aspetti più evidenti è stato l’incontro tra generazioni: dai neonati fino a un partecipante di 91 anni.

Tra i momenti più originali vi è stata la presentazione del “dado del noi”, ispirato al dado dell’amore. Il prototipo, realizzato nell’ambito dell’esperienza di una scuola a indirizzo elettrotecnico, presenta diverse facce luminose e indica ogni volta una frase da vivere. Espressioni come «non mollare mai» o «diamo tutto di noi stessi» sono diventate inviti giornalieri da mettere in pratica.
La riflessione sulla pace è stata approfondita attraverso la testimonianza di Gennaro Guidetti, operatore umanitario impegnato in diverse zone di guerra. Il racconto si è soffermato in particolare su Gaza, sulla sofferenza della popolazione e sulle ferite provocate dal conflitto. Al termine dell’intervento, avvenuto via Social, nella sala si sono accese progressivamente piccole luci. Ciascuna rappresentava un gesto di riconciliazione già compiuto o un impegno personale da assumere. La pace è apparsa così non soltanto come una grande questione internazionale, ma come una responsabilità che riguarda le parole utilizzate, i rapporti da ricostruire e la disponibilità a compiere il primo passo verso l’altro.

«La Mariapoli abbraccia l’essere umano nella sua interezza», chiosa Paola Garzi. La dimensione spirituale non è separata dalla cultura, dalle relazioni, dalla cura del corpo e dal contatto con il creato. Anche conoscere e imparare ad amare il luogo che ospita l’incontro diventa parte del cammino.
Nella giornata finale è emerso l’impegno per il rinnovamento sociale, attraverso esperienze di amministrazione locale, recupero di spazi sottratti alla criminalità e restituiti alla comunità, e percorsi di inclusione rivolti a migranti, giovani sole e minori non accompagnati, con particolare attenzione alla continuità del sostegno dopo il compimento dei diciotto anni.

Campania, il ritorno dopo dieci anni
Dal 23 al 26 luglio, ancora a San Giovanni Rotondo, si è svolta la Mariapoli della Campania. Circa 270 persone, provenienti dalle diverse province, sono tornate a incontrarsi dopo dieci anni dall’ultima edizione. Il programma è stato preparato da un gruppo di famiglie e giovani dei Focolari che hanno contribuito a dare uno stile fresco e contemporaneo, apprezzato anche dai partecipanti più anziani.

Nell’ultima giornata, un particolare “telegiornale” ha raccolto le numerose attività realizzate nelle comunità locali. Non si è trattato soltanto di raccontare quanto già fatto, ma di rilanciare il desiderio di impegnarsi nei territori.

Il percorso proseguirà con un’altra Mariapoli estiva in Calabria nelle suggestive alture di Gambarie d’Aspromonte prevista dal 29 luglio al 2 agosto. La sfida resta la stessa: trasformare l’esperienza della Mariapoli in una rete di rapporti capaci di generare pace, inclusione e bene comune nei propri territori.


C’ ero anch’io ad una di queste Mariapoli, peraltro un ritorno dopo molti anni di assenza. Quanto narrato corrisponde perfettamente a quanto vissuto. E se le.Mariaoli fossero nel.cordo dell’ anno esperienze sempre in cantiere? Laboratori permanenti per ossigenarsi e restituire alle proprie città entusiasmo e impegno, una strada per cambiare il mondo!!!
C’ero anch’io in Mariapoli in Puglia e vorrei sottolineare la preziosità dell’ intervento degli esperti Rita e Rino Ventriglia che, con professionalità e sapienza esperienziale, hanno guidato tutti i presenti in sala l’11 mattina e durante il laboratorio pomeridiano, alla scoperta di noi stessi e di noi in relazione all’altro, rendendoci più consapevoli delle sfide che il carisma dell’unità pone nella vita delle relazioni interpersonali e comunitarie.
Grazie Rita e Rino per quello che ci avete donato.