Da Torino riparte Time to change. 120 ragazzi protagonisti di pace al Sermig

535

Tre giorni di volontariato, formazione e cittadinanza attiva. I giovani hanno incontrato malati, anziani, bambini e persone fragili, riqualificato spazi pubblici e preparato una cena per la pace aperta alla città

Di Gabriele Amenta

«L’obiettivo – spiega Federica Ferrero – era far ripartire le squadre di Time to change, ritrovando insieme entusiasmo, motivazioni, slancio per il nuovo anno. E vorremmo che lo stesso entusiasmo raggiungesse tutte le squadre di Time to change in Italia: quando i giovani vengono messi nella condizione di esprimersi e di donarsi, sono capaci di fare cose eccezionali». Detto, fatto. I coniugi Federica Ferrero e Claudio Gallinaro, una coppia dei Focolari, sono animatori, insieme ad un’altra ventina di adulti, di tanti progetti per i Ragazzi per l’unità e per Time to change in Piemonte. Progetti non estemporanei, ma che hanno una continuità durante tutto l’anno. Progetti concreti, fattibili, che vedono i bisogni del territorio a cui cercano di dare delle risposte. Progetti che, in tre anni, sono cresciuti dando sempre più responsabilità ai ragazzi, supportandoli, incoraggiandoli, dando fiducia. Progetti che vorrebbero essere sempre più diffusi in tutta Italia. Del resto, anche l’unità d’Italia partì da queste parti.

Il programma è stato pensato perché fosse coinvolgente per i 120 ragazzi presenti, tra gli 11 e i 18 anni, avesse solide fondamenta e si traducesse in un impegno concreto verso gli altri. Ogni mattina, la spiritualità dell’unità ne ha costituito la radice, offrendo un’indicazione chiara da vivere nella quotidianità.

Venerdì 4 settembre, è stato illuminato da un viaggio alla scoperta della regola d’oro: «Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te» e dalla Parola di Vita: «gareggiate nello stimarvi a vicenda». Sabato 5 settembre il tema ispiratore è stato il sogno del mondo unito da concretizzare con la frase del Vangelo: «C’è più gioia nel dare che nel ricevere»». Domenica 6 settembre si è riflettuto sulla relazione con Dio e sul «a chi mi ama mi manifesterò».Nei momenti di approfondimento di ogni mattina si sono conosciute le storie di giovani che hanno lasciato un segno, una scia di luce da seguire, hanno indicato una rotta. Carlo Grisolia e Alberto Michelotti, servi di Dio; Chiara Luce Badano, beata; Maria Orsola Bussone, venerabile, sono giovani che «ce l’hanno fatta» e perché non noi? La radici di ogni impegno per gli altri sono nella capacità di donarsi alimentati dalla fonte di Dio perché uno solo è l’Amore ispiratore, generativo, oblativo.

Molto intensa anche la testimonianza di un collaboratore di giustizia, che ha rigettato la malavita e, insieme al figlio, ha dimostrato come è possibile condurre un’altra vita e cambiare direzione.

Living Peace, un percorso internazionale di educazione alla pace, ha condiviso alcune proposte legate alla pace, alla fraternità, all’inclusione e alla cittadinanza attiva. Al centro il Dado della pace e la costruzione di una grande bandiera collettiva costruita da quadrati di stoffa di venti centimetri per venti realizzata dai ragazzi di tutto il mondo. I riquadri con parole e immagini dedicati alla pace sono, poi, cuciti assieme in una unica bandiera destinata ad un Paese segnato dalla Guerra.Nel pomeriggio spazio alle iniziative, laboratori, riqualificazione pubblica con una miriade di occasioni per essere protagonisti in modo fattivo, concreto, in azione. «L’amore con i muscoli» in movimento, non chiacchiere.

La pace può anche cominciare da un quadrato di stoffa per cucire una bandiera, da uno sguardo attento ad un malato, dal piantare rosmarino e salvia in un parco pubblico. La singolarità di questa tre giorni di campo è che l’invito è stato esteso anche ad altre città. La maggior parte dei partecipanti proveniva dal Piemonte, ma a Torino sono arrivati anche gruppi da Milano, Massa e dalla Liguria, oltre ad una ragazza di Pescara.

L’dea chiave delle azioni intraprese è che «non si trattata di semplice volontariato – chiosa Federica -, ma di riconoscere nell’altro una persona da amare».

All’Hospice di Chieri per le cure palliative i ragazzi hanno al mattino preparato alcuni doni che hanno consegnato nel pomeriggio, hanno condiviso una merenda e alcune ore in compagnia con persone affette da malattie in fase avanzata. È stata la prima volta nell’Istituto delle Piccole Sorelle dei Poveri di Torino che accoglie anziani con risorse economiche limitate. Le ore trascorse insieme hanno portato una ventata di aria fresca realizzando i quadrati per la bandiera della pace, suonando il pianoforte e condividendo una merenda. La sera successiva la superiora ha chiamato gli organizzatori per ringraziarli, «spendendo bellissime parole su quanto hanno fatto con gli anziani e chiedendoci di tornare se possibile!».

Capre, pecore, mucche e vitellini, asinelli, galli, galline, faraone e il pavone sono tra gli animali presenti nella Fattoria del Gelato di Pianezza. I ragazzi hanno accompagnato dei bambini stranieri già seguiti durante l’anno con giochi e visite agli animali riuscendo a coinvolgere anche altri bambini presenti nel luogo. Una mamma, osservandoli, ha detto che quei giovani le davano speranza e potevano essere modello per i suoi figli.

Erbe aromatiche sono state piantate in un parco pubblico di Torino che è stato ripulito da erbacce e rifiuti. Non solo pulizia ma un atto generativo con le piante di rosmarino e salvia che cresceranno insieme ai bambini. Il gesto ha suscitato la curiosità degli abitanti ed è diventato un invito a considerare il verde pubblico come un bene affidato alla responsabilità di tutti.

La riqualificazione dell’anfiteatro del Giardino Salerno ricoperto di scritte e graffiti nel quartiere Borgo San Paolo a Torino (Circoscrizione 3) rientrava nel progetto Trame e scenari. I ragazzi hanno preparato il fondo bianco e poi hanno collaborato all’opera ideata dagli artisti Osvaldo Neirotti e Jesus Salinas. L’intervento si è svolto in più giornate di lavoro e l’opera completa il recupero di uno spazio pubblico attraverso un lavoro condiviso tra artisti, giovani, Circoscrizione e cittadinanza.

Altre squadre hanno prestato servizio negli spazi del Sermig e di pulizia alla Cartiera, in collaborazione con la cooperativa Valpiana. I partecipanti hanno incontrato i ragazzi del centro diurno minori in situazioni di difficoltà, dipinto con loro i quadrati della bandiera e condiviso la pizza. Un altro gruppo ha preparato e distribuito la cena a persone senza fissa dimora.

Fino alla grande cena del sabato sera aperta al territorio. 270 le persone presenti con menu, preparazione, apparecchiatura, servizio ai tavoli preparato dai ragazzi. La serta si è conclusa con tutti i ragazzi sul palco, tra musica, balli e un clima di famiglia.

La fatica non è mancata, ma nessuno si è tirato indietro. «Erano sporchi e stanchi – commenta Claudio -, ma continuavano a dire: andiamo, facciamo. Vederli così contenti e coinvolti ripaga di ogni fatica organizzativa. E questa disponibilità misura il cambiamento più importante». «All’inizio avevano bisogno di essere guidati – aggiunge Federica -. Oggi sanno che i protagonisti sono loro. Dietro ogni iniziativa c’è il lavoro quotidiano di un gruppo di adulti, ma la direzione è chiara: lasciare ai ragazzi spazi reali di responsabilità. L’obiettivo è far crescere di numero le squadre di Time to Change e dare continuità alle esperienze iniziate».

Tra i vari riscontri ricevuti le parole di Fadi, già presente l’anno scorso: «Ho fatto nuove amicizia – scrive -, ho avuto un po’ più di responsabilità e parteciperò a eventi invernali venendo in anticipo perché è bellissimo stare con voi». Caterina, invece, si è sentita accolta da un gruppo che spera «possa essere sempre unito e crescere». Clara, mamma di una ragazza alla prima esperienza dice che «è tornata a casa gioiosa e piena di entusiasmo. Se per favore c’è modo di fare altre esperienze insieme durante l’anno facci sapere. Noi ci siamo!». E voi?

3 Commenti

  1. Ma che meraviglia, perché al tg. non mettono in evidenza anche questi atti belli e che danno speranza, peccato
    sarebbe un esempio formidabile per i ragazzi privi di stimoli e di noia

LASCIA UN COMMENTO