Associazione Nuove Vie per un Mondo Unito APS

La nostra associazione di promozione sociale, promossa da persone facenti parte del Movimento dei Focolari, è nata a Roma nel 1991 e si impegna da sempre nella promozione di progetti solidali, innovativi e di integrazione sociale, oltre che nella formazione ambientale e di sviluppo della cultura civica ed etica.

Con l’entrata in vigore della riforma del Terzo Settore, abbiamo aggiornato il nostro Statuto per perseguire finalità di interesse generale. Operiamo a livello non solo nazionale ma anche internazionale, con raccolte fondi con cui interveniamo in Italia, Africa, India, Sud America e altre regioni del mondo, ottenendo risultati significativi.

In Italia collaboriamo con istituzioni e altre organizzazioni del terzo settore per sensibilizzare la comunità e affrontare problemi attuali attraverso raccolte fondi, seminari, conferenze, workshop e progetti di solidarietà.

La nostra missione è quella di aiutare le persone più fragili attraverso azioni filantropiche e di supporto reciproco, creando reti di solidarietà per affrontare le sfide del presente

Associazione Nuove Vie per un Mondo Unito APS

Via C. Spinola, 18 – ROMA C.F. 96165390582

nuoveviemondounito@gmail.com

Per maggior informazioni, vai al sito:

https://nuoveviemondounito.it




Ragusa, nasce “CO-GOVERNANCE – Laboratorio civico di sussidiarietà politica”

Il principio della fraternità approda nella politica cittadina. Iniziative di “sussidiarietà orizzontale” per una nuova collaborazione tra cittadini e istituzioni

Un patto di solidarietà e di sussidiarietà tra cittadini e istituzioni. È nata a Ragusa una nuova esperienza associativa, di cittadinanza attiva: Il suo nome è “CO-GOVERNANCE Laboratorio civico di sussidiarietà politica”.

 La nuova associazione è stata costituita il 12 marzo. Undici i promotori: presidente è Alfio Di Pietro, vicepresidente è Mariuccia Guastella, segretaria Patrizia Colucci. Giovanni Ottaviano sarà il tesoriere, Suzen Maria Battaglia è consigliera. Gli altri fondatori sono: Giuseppe Avveduto, Rolando Genovese, Valentina Gulino, Lina Tolaro, Giovannella Licitra, Giovanni Gulino.

CO-GOVERNANCE – Laboratorio civico di sussidiarietà politica” si presenterà ufficialmente alla città il prossimo 6 aprile, alle 9, con un seminario che sarà ospitato nell’aula del consiglio comunale di Ragusa.

Tema del seminario: “Oltre la Politica ideologica: la sfida della partecipazione propositiva”.

Relatori sono Antonio Maria Baggio, politologo, direttore del Centro di ricerca di politica e diritti umani dell’Istituto universitario Sophia di Loppiano (Firenze) e Giampietro Parolin, economista e docente di Strategie aziendali nello stesso Istituto Universitario, autori entrambi di numerosi scritti, articoli e pubblicazioni in tema di politica, di cultura politica e di politica economica.

Sono previsti alcuni interventi programmati di esponenti dei gruppi consiliari di maggioranza, di minoranza e della società civile, nonché un tempo di dialogo e di confronto fra tutti.

 “Il nome dell’Associazione – spiega il presidente Alfio Di Pietro – ne esprime all’evidenza il fine: avviare con le istituzioni comunali, i suoi organi elettivi, di governo e di amministrazione attiva, nonché con il mondo politico nella sua varietà e pluralità, un rapporto di collaborazione che manifesti e certifichi la possibilità nella vita pubblica della città di fare “sistema” e di farne un luogo generativo di comunità, di coesione e di sviluppo, di futuro”.

Il Consiglio direttivo dell’associazione

“Il Laboratorio – prosegue – intende farlo laicamente, senza alcuna colorazione o caratterizzazione partitica, democraticamente, favorendo e rendendo praticabile tra cittadini e istituzioni un confronto stabile, libero da pregiudizi, dando modo, nel contempo, agli attori politici, singolarmente e nel loro insieme, di intrattenere relazioni vere di amicizia attraverso cui ciascuno possa riscoprire la propria originale vocazione politica e le ragioni migliori del proprio impegno e ritrovare la capacità di parlarsi fra diversi senza tentare di coprire le divergenze e i possibili conflitti, ma chiarendole e precisandole nel loro significato costruttivo”.

Quale la ragione che anima il Laboratorio? “È venuto il momento ed è questo – chiarisce Alfio Di Pietro – di comprendere che il governo urbano è un compito complesso e le decisioni dell’oggi determinano il futuro delle nuove generazioni; per questo pensiamo che la città possa e debba divenire uno spazio di sperimentazione per trasformare paure, fratture sociali, conflitti, emarginazione, in opportunità generative di risposte e di crescita. La domanda di fondo è questa: che tipo di mondo e, dunque, che tipo di città desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che in essa stanno crescendo?”

“Il principio di fraternità – prosegue – è la matrice del Laboratorio. Nella sua declinazione politica esso trova traduzione nei principi costituzionali di “solidarietà” (art. 2 della Costituzione) e di “sussidiarietà orizzontale” (articolo 118, comma 4, della Costituzione). L’esperimento che ci proponiamo di realizzare non parte da zero: è stato avviato già un anno fa in prossimità delle elezioni amministrative e – nelle sue varie tappe – ha vissuto vari momenti di dialogo. In questi mesi, si è puntata l’attenzione su alcune iniziative e “buone prassi” della civica amministrazione, già in atto, che lasciano ben sperare”.

 Info e contatti:  Alfio Di Pietro338 157 7238    dipietroalf@tiscali.it

 Francesca Cabibbo

 




XIª edizione del Premio Chiara Lubich per la Fraternità 2024

Al concorso possono partecipare Enti Locali (Province, Regioni, Comunità Montane, ecc.) italiani e di qualunque altra parte del mondo e dimensione.

Sono ammesse anche candidature provenienti da Enti Locali, Organismi o persone singole che segnalassero altre Amm.ni territoriali.

Progetti e iniziative possono concorrere se:

  • Istituiscono e/o diffondono, nel territorio principalmente locale, ma anche nazionale e internazionale, pratiche di fraternità universale secondo le diverse accezioni di tale principio specie esperienze di dialogo e di partnership tra Amministrazioni;
  • Stimolano i cittadini a impegnarsi per il bene comune e a partecipare alla vita della comunità civile;
  • Favoriscono la crescita di una cultura della cittadinanza attiva e inclusiva.

Le segnalazioni possono arrivare da Amministrazioni pubbliche, ma anche da Soggetti sociali, economici, culturali, e ancora da cittadini singoli o associati sia via mail associazionecittafraternita@gmail.cominfo@cittaperlafraternita.org sia via WhatsApp ai numeri 3404182127; 3477769897 entro e non oltre il 15 febbraio 2024

Leggi tutto su Città per la fraternità




Focolari e migranti: Cooperativa “Una Città Non Basta”

Gianni Caucci, imprenditore appassionato di musica, dirigeva il coro della parrocchia quando ha deciso con i componenti di allargare i rapporti positivi che si erano creati tra loro alla comunità circostante. Nel tempo si sono avvicinati agli altri, venendo a conoscenza di tante situazioni diverse, anche di grandi difficoltà economiche, così hanno iniziato a raccogliere beni, cibo, soldi e tempo, per donarli a chi ne aveva bisogno.

Si è creata una rete che è diventata un’associazione di volontariato chiamata “Una città non basta Onlus”, allargatasi sempre di più fino a far nascere l’esigenza di rendere un “servizio” più concreto alla comunità e avere una soddisfazione personale, visto che bisognava dedicargli sempre più tempo e aumentavano le richieste di aiuto e sostegno.

Nasce quindi la Cooperativa “Una Città Non Basta impresa sociale”, in cui ora lavorano operatori come psicologi, assistenti sociali, operai, muratori e avvocati. Infatti, oltre alla necessità di figure professionali per gestire situazioni delicate, un aiuto importante arriva dall’ambito lavorativo, che dona agli assistiti dignità e libertà.

La Presidente, Maria Rosaria Calderone, si dedica interamente alla Cooperativa, che ha una sede a Marino, dove si coordinano tutte le attività ed è attivo il  PIS (Pronto intervento Sociale), servizio per senza fissa dimora nei Comuni di Marino e Ciampino, con accoglienza serale/notturna insieme ad un N. Verde per l’aiuto e l’assistenza  Sociale.  Altra sede sul territorio è a Velletri, un edificio che apparteneva al Don Orione, diventata casa per famiglie migranti da dieci anni. Inoltre “Una Città non Basta” ha dato impulso ad un ulteriore progetto, ristrutturando una casa che verrà adibita all’accoglienza di donne vittime di violenza, a seguito di un bando indetto dal comune di Roma, vinto dalla cooperativa che tuttavia è stata l’unica ad aderire.

L’accoglienza è verso tutti coloro che sono emarginati, come ex tossicodipendenti in buone condizioni fisiche e mentali che ancora non vengono ufficialmente accettati dalla società. La Cooperativa affianca e sostiene le persone, diventando molto importante per le vite che incontra. Una signora che si trovava in grandi difficoltà, racconta Gianni Caucci, gli disse che nessuno nell’ultimo periodo l’aveva cercata, neanche i suoi familiari, se non le persone della Cooperativa.

Una famiglia afgana numerosa è accolta a Marino. Tra i componenti un bambino a cui Gianni ha aggiustato la macchinina telecomandata, che è arrivato in Italia con la mamma e la sorella tramite i ponti aerei del 30 agosto 2021. Con tante altre persone accolte, stanno imparando la lingua grazie al lavoro di docenti volontari che si recano periodicamente al centro. Si cerca di capire quali siano i sogni, i desideri e le capacità di queste persone, in modo che possano un giorno uscire dai centri di accoglienza e rendersi indipendenti.

Non avendo scelto di venire in Italia, a volte mostrano difficoltà nell’accettare la loro situazione. Una ragazza accolta dalla cooperativa continua ad avere il desiderio di tornare nel paese di origine, forse perché ha lasciato degli affetti quando è partita, sebbene la situazione sia molto complicata.

Altro episodio di cui ci rende partecipi Gianni: un giorno Maria Rosaria è entrata in ufficio lamentando che i bambini accolti avevano bisogno di giubbotti. Dopo qualche remora presentata dalla contabile, che le mostrava i pochi fondi a disposizione, comunque comprarono queste giacche, per una spesa di circa trecento euro. Il caso ha voluto che tornate in sede, alla visualizzazione dell’estratto conto, avessero ricevuto una serie di bonifici di una somma più o meno corrispondente a quella spesa, fatti da persone che liberamente donano per sostenere i progetti.

Far funzionare la Cooperativa è un lavoro impegnativo, portato avanti con fatica e speranza per il futuro. Gianni Caucci racconta come si sia ispirato al pensiero di Chiara Lubich: rendere concreto l’amore. Dopo la sua morte si è sentito in dovere di agire: “Forse non sono la persona più adatta a esprimere il pensiero di Chiara a parole, ma sento il dovere di provare a metterlo in pratica, per quanto ho ricevuto nella vita”. Ha parlato della libertà di esprimersi, di donare ed essere ricambiati: “Anche un caffè può essere mezzo di felicità e relazione, oltre che un segno di parità, se è un dono”.

Sia Gianni Caucci che Maria Rosaria Calderone hanno insistito sul tema dell’integrazione, sotto una prospettiva capovolta: dobbiamo pensare non solo alle persone che vengono accolte ma anche a chi accoglie. Non si è sempre pronti al diverso, anzi se ne ha paura, è importante perciò creare dei ponti tra le comunità locali e le realtà di accoglienza, mettendo in relazione le persone nella quotidianità.

Lavorare nella cooperativa dà soddisfazione e gioia, proprio in virtù dei legami che si creano. I volontari insieme ai lavoratori sono sempre in fermento, impegnati e totalmente dediti alla loro attività. Gianni Caucci, persona molto gioviale, aperta e desiderosa di raccontarmi le vicende della Cooperativa, non nasconde che ci possano essere degli scontri perché si è di culture diverse, si vive in tanti e insieme. L’importante è confrontarsi per cercare di raggiungere un “sentire” comune. Così conclude, mentre beviamo un caffè.

Miriana Dante

SITO WEB UNA CITTA’ NON BASTA

SITO COOPERATIVA




Associazione Arcobaleno Milano

L’Associazione Arcobaleno
Nel cuore di Milano, l’Associazione Arcobaleno è un’iniziativa sociale nata 40 anni fa per opera di alcuni giovani del Movimento dei Focolari e divenuta un esempio riuscito dell’integrazione e dell’inclusione delle popolazioni straniere in Italia. L’obiettivo dell’associazione è quello di accogliere e promuovere l’inclu- sione sociale delle persone migranti. Le fondamenta dell’iniziativa partono da una frase di Chiara Lubich: «Amare la patria altrui come la propria». Alle origini, un torneo di calcio, il Mundialito, che nei primi anni ’80 radunava giocatori da oltre 24 nazionalità. A questo col tempo si è aggiunta la Scuola di Italiano, che è riuscita a cogliere fino a 1.500 studenti all’anno e che oggi costituisce l’attività principale dell’associazione. Oltre a questa ci sono i corsi di inglese, di informatica, il centro di ascolto per le donne, lo sportello di assistenza legale, e i servizi per le famiglie bisognose attraverso la Spesa Sospesa e il Banco Alimentare.

Contatti
E-mail arcobalenoass@libero.it Tel 02 89400383

 




Associazione “Il Vaso di Pandora”

L’Associazione “Il Vaso di Pandora” ha la sua mission nella stessa metafora figurativa del nome che le è stato attribuito: è un vaso ricolmo, femminile, generoso, colto. Allude non ad un pieno, ma ad una pienezza, alla generosità del dare nelle sue forme più disparate, all’attenzione verso l’altro. E’ la vera pienezza, infatti, che rende l’uomo generoso e lo rende incapace di ignorare l’altro.

I principi che ispirano l’associazione sono quindi quelli di solidarietà verso gli altri, del rispetto, della formazione e dell’approfondimento culturale, il cui cardine è l’etica e la legalità: un’associazione non di individui, ma di persone.

ll vaso di Pandora opera per un mondo in cui ogni uomo e ogni donna abbiano la consapevolezza di appartenere ad un’unica comunità e dove la cultura del dialogo, del confronto e della corresponsabilità permetta con pari opportunità di accedere attraverso un percorso di crescita umana integrale ad un umanesimo trascendente sollecitando ogni persona a dare un proprio contributo.

L’impulso vivo ed esemplare della mission de “Il Vaso di Pandora” è la sua Presidente e Fondatrice, Severina Bergamo, vero motore dell’associazione, in tensione continua verso il prossimo. È lei che motiva, coinvolge e appassiona vecchi e nuovi iscritti con l’obiettivo di partecipare alle molteplici iniziative in programma.

In soli 4 anni dalla sua fondazione, l’associazione con l’operato infaticabile e magnetico della Presidente, vanta 140 iscritti e oltre 160 iniziative sociali, culturali, solidali, di grande pregio, anche a livello nazionale

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Il Vaso di Pandora ancora una volta ha potuto attivare la rete delle “Aziende Amiche” che anche quest’anno si sono prodigati generosamente rifornendo circa 10-15 dispense Caritas di Bari e provincia, sopperendo così alle crescenti esigenze di aiuto alimentare del territorio.
L’iniziativa della distribuzione si è svolta in data 31 marzo e 1 aprile 2023.

Purtroppo, oltre alle 18.000 famiglie in difficoltà del 2021 seguite dai centri Caritas Bari-Bitonto, se ne sono aggiunte altre 3.900 nel 2022 e numerose parrocchie stanno intensificando i propri sforzi attraverso il lavoro dei volontari di associazioni sensibili al dilagante fenomeno.

Sicché, l’associazione socio-culturale “il Vaso di Pandora”, che da molti anni organizza raccolte alimentari, (questa la dodicesima) in occasione della Santa Pasqua 2023 ha deciso di accogliere, concretamente, le richieste di aiuto da parte di alcune Caritas del territorio.

Segui le attività dell’Associazione sul sito:

http://www.ilvasodipandoraeventi.it/

 




Loppiano: cittadella del Movimento dei Focolari sulle colline Toscane

Per conoscere Loppiano

 

Vinea Mea Brochure 2020




Associazione PAS Ascoli Piceno: distribuzione dei pasti giornalieri

L’associazione PAS, nata nella Diocesi di Ascoli Piceno nel 2017, è una rete di n. 17 associazioni che sul territorio operano a vario titolo nel sostegno al disagio sociale.

In questa fase di emergenza sanitaria la rete continua ad assicurare tutti i servizi di prossimità, di ascolto e di sostegno a favore dei poveri della Diocesi di Ascoli Piceno.

In osservanza di tutte le cautele previste per il contrasto dell’epidemia, le richieste di aiuto vengono censite e gestite via telefono, altri servizi di seguito specificati vengono invece necessariamente assicurati con l’intervento sul campo di volontari.

In particolare, presso il Polo Accoglienza e Solidarietà, rete delle associazioni sta assicurando la distribuzione dei pasti giornalieri che vengono approntati con la collaborazione delle Suore di clausura di Ascoli.

Il cestino giornaliero viene assemblato con generi che pervengono dalla generosità di vari donatori; ciò che manca viene acquistato giornalmente al fine di comporre un pasto completo e abbondante, sufficiente per due volte. Particolare attenzione viene posta per le famiglie che hanno a carico minori e alle varie intolleranze segnalate.

Giornalmente vengono distribuiti circa una cinquantina di “cestini”. La distribuzione avviene, con l’osservanza dei criteri di sicurezza e distanziamento previsti, anche con l’intervento di due operatori della Protezione Civile comunale.

Inoltre ogni sabato viene distribuito presso l’Emporio “Madonna delle Grazie” a quanti si presentano (sia presi in carico che non ancora) un pacco contenente viveri a lunga conservazione sufficienti per una settimana. Sabato scorso sono state effettuate 59 consegne di due colli cadauna.

Ma ciò a partire da questa settimana, non basta più…. la richiesta di sostegno alimentare sta aumentando e quindi ogni giorno vengono soddisfatte in piena collaborazione quelle che arrivano alla Protezione Civile, ai Servizi Sociali o direttamente al PAS. Ogni domanda di aiuto viene presa in considerazione e si cerca di soddisfare ogni esigenza. Da evidenziare la stretta collaborazione che è nata tra Servizi Sociali, Protezione civile e rete delle associazioni.

Insieme ci stiamo quindi preparando a far fronte a una richiesta crescente di aiuto alimentare; per questo vengono impiegati settimanalmente, a rotazione, oltre una ventina di volontari appartenenti a varie associazioni regolarmente autorizzati a svolgere tale servizio dalla Prefettura di Ascoli Piceno.

La parola d’ordine che ci siamo dati è quella che, anche in questo periodo ove ognuno potrebbe giustamente ripiegarsi in se’ stesso, non possiamo non dedicarci agli altri e abbandonare chi tra noi è più fragile. Tutti i volontari sono mossi dal desiderio di “farsi carico del bene degli altri” anche assumendosi un minimo di rischio uscendo da casa, pur nel pieno rispetto della normativa.

E se il DNA dell’essere volontario è la prossimità, oggi causa questa emergenza sanitaria, la catena dei rapporti è cambiata da un TU/ME a un TU/NOI, ove è il NOI è l’INSIEME, la rete che si fa carico delle necessità sociali. C’è un cambio di paradigma dove il “bisognoso” non è più della singola associazione (“quelli che seguiamo noi”) ma c’è una presa in carico solidale, e proprio per questo a più valore aggiunto e in linea con la complessità che stiamo affrontando.

Forse il dramma che stiamo vivendo tra tanto dolore, tante sospensioni e rinunce, sta generando una perla: l’unità.

Associazione PAS – CF 92060500441 – Viale A. De Gasperi, 5 Ascoli Piceno – www.pas-ap.it – info@pas-ap.it




Apertura del Polo Accoglienza e Solidarietà di Ascoli Piceno

Il Polo Accoglienza e Solidarietà di Ascoli Piceno ha trovato casa ed apre le porte al bisogno.

Ascoli Piceno, 16 novembre 2019 – Il Polo Accoglienza e Solidarietà di Ascoli Piceno è stato inaugurato oggi alla presenza delle autorità civili e religiose e può così iniziare a svolgere la propria attività di accoglienza e di risposta al bisogno presso l’immobile di proprietà dell’Ente seminario e concesso in comodato gratuito all’Associazione per lo svolgimento della propria attività.

Obiettivi del progetto– Obiettivo del progetto, realizzato insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e alla Diocesi di Ascoli Piceno, è di concentrare in un unico luogo fisico una serie di servizi e di azioni – grazie alla rete di volontariato già costituita – per il contrasto delle emergenze sociali, l’inserimento lavorativo, la promozione della cultura della solidarietà, del volontariato e della cittadinanza attiva.

La rete associativaalla base del progetto – A partire dalla primavera del 2015, si è avviato nel territorio ascolano  un percorso di rete – fatto inizialmente di conoscenza, stima reciproca e condivisione – tra alcune associazioni che si occupano di sostegno al disagio economico e sociale, della povertà materiale e delle povertà in generale.

A partire da alcune associazioni, il “fare rete insieme” ha via via contagiato altre organizzazioni attive sul territorio e ad oggi la rete è composta da ben sedici realtà: Caritas Diocesana, ACLI, UNITALSI, Centro Accoglienza Vita, Associazione San Vincenzo de Paoli, Croce Rossa Italiana, Movimento Diocesano, Azione Cattolica Italiana, Zarepta, Laboratorio della Speranza, IOM, La Meridiana, Gocce di Carità, B&F,  Kairos e Amolamiacittà. Si tratta di una “squadra” originale per la sua composizione, forse unica nel panorama italiano. La rete è infatti molto eterogenea, composta da associazioni ecclesiali e laiche, grandi e piccole, associazioni  che operano solo nel territorio o espressioni di realtà nazionali. Tutte insieme volte a stendere “un tessuto vivo” sulla nostra terra per renderla sempre di più accogliente ed inclusiva.

Il successo della rete è dovuto, e di questo i protagonisti ne sono convinti, non tanto a un metodo (mettersi insieme o assommarsi) ma soprattutto al valore assoluto che hanno le relazioni tra i singoli, le esperienze dei singoli e quelle di ogni realtà. Il valore aggiunto che si genera dal volersi bene, dalla stima e fiducia reciproca.

IL PAS trova casa – Nell’anno straordinario della misericordia la rete delle associazioni ha poi fatto proprio il desiderio del Vescovo diocesano di trovare una casa unica per i poveri. La “casa unica” è stata trovata, un luogo bello, forse tra i più belli della città messo a disposizione dalla Diocesi che ai poveri ha voluto donare il meglio che ha;  le associazioni si sono messe insieme in un’unica realtà associativa, l’associazione PAS, che non vuole soffocare le singole identità ma aumentarne il valore specifico in relazione alle altre. Si tratta di una struttura che l’associazione PAS ha avuto in comodato dalla Diocesi di Ascoli, in particolare dall’Ente Seminario, nell’autunno 2018 e che nel frattempo è stata ristrutturata grazie ad un importante sostegno messo in campo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno che ammonta ad euro 600.000.

I servizi del Polo – In tale struttura sono stati realizzati alcuni servizi per i poveri: una nuova mensa (sala da pranzo, cucina, magazzino e servizi), un diurno per accogliere chi ha bisogno durante il giorno provvisto di docce, lavasciuga e altri piccoli elettrodomestici, il front-office del Centro Accoglienza Vita e depositi, un centro d’ascolto polivalente e un polo sanitario. Solo quest’ultima struttura ha bisogno di essere ultimata ed entrerà in funzione entro aprile 2020.

Ma la cosa più importante è questa: oggi non si inaugura solo una struttura per i poveri, quanto piuttosto un’icona dell’accoglienza della nostra terra, un’opera proiettata nel futuro, una realizzazione che sarà in prospettiva il crocevia tra terzo settore, il pubblico e il privato, all’interno dell’alveo di una Diocesi. Un “luogo” e non un semplice spazio, un luogo in cui il “di più”  è rappresentato dal gioco dei rapporti di quanti, laici e non laici, si metteranno in gioco per costruire frammenti di unità e fraternità per un mondo più equo e più solidale.

 

ARTICOLO SU CORRIERE_20191117

 




Associazione: “Insieme per il Bene Comune”, nascita e sviluppi

7 ottobre 2018:Una data importante!

Nasce nella città di Vibo Valentia l‘associazione “IBC” – Insieme per Il Bene Comune.

Lo scopo dell’associazione è quello di promuovere e diffondere, ad ogni livello ed in ogni campo della vita sociale, una cultura della Pace e dell’Unità tra le persone e tra i popoli, con particolare attenzione al mondo giovanile e nell’ottica di uno sviluppo integrale della persona umana.Essa si ispira allo spirito del Movimento del Focolari e desidera contribuire alla diffusione, in ogni ambito della società, dell’idea del mondo unito, promuovendo lo spirito della fraternità universale.

Tale scopo potrà essere perseguito attraverso ogni opera azione o iniziativa che sia direttamente o indirettamente strumentale al suo raggiungimento. L’associazione è nata grazie anche al Convegno tenutosi a Vibo il 12 giugno 2018 dal titolo “Elogio dell’autosovversione di Vibo Valentia” alla presenza dell’Economista, storico del pensiero economico e professore ordinario di economia politica all’università LUMSA di Roma Prof. Luigino Bruni.

Infatti, in una sala gremita alla presenza  di circa 300 persone, dell’allora Sindaco di Vibo, Dott. Costa, e vari Consiglieri ed assessori comunali, il professore Bruni ha spiegato con parole semplici quello che è necessario attuare per fare una “rivoluzione d”amore” e cercare di cambiare dal di dentro il proprio modo di agire.

Notando la massiccia partecipazione di pubblico, cosa molto difficile in una realtà come Vibo,  lo stesso sindaco ci ha spronato ad organizzare ulteriori convegni a sfondo sociale, ai quali avrebbe partecipato con enorme piacere, chiedendoci in particolare di organizzare un convegno sul gioco d’azzardo ormai diventato una vera e propria piaga sociale.

Anche una Banca nazionale, avendo apprezzando la riuscita dell’evento, ci ha promesso un contributo di 5.000,00 euro nel caso in cui avessimo organizzato altri eventi interessanti l’intera collettività. E proprio in quest’ottica che il 30 novembre 2018 alla presenza di 250 giovani appartenenti a classi delle Scuole secondarie di II grado abbiamo organizzato un convegno molto apprezzato dal titolo “Insieme, nella legalità, per una società libera dall’azzardo”. Tale convegno, organizzato in collaborazione con la società di comunicazione scientifica TAXI 1729, ha teso a dimostrare agli studenti, usando la matematica, in una forma coinvolgente e divertente, che è quasi impossibile vincere al gioco e che i danni provocati dal gioco d’azzardo sono spesso irreparabili.

Dal marzo 2019 al giugno 2019, l’associazione ha organizzato presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Vibo Valentia più incontri, in diretta via streaming dal Polo Lionello Bonfanti di Loppiano, vicino Firenze, aventi ad oggetto un corso di formazione tendente ad inculcare un nuovo modo di fare economia, “l’Economia di Comunione”.

Da ultimo, in occasione delle elezioni comunali avvenute in concomitanza con le elezioni europee, sempre a Vibo Valentia l’IBC ha pensato di rendersi parte attiva organizzando con altre 2 associazioni, l’associazione “Condividiamo” e l’associazione “Centro Servizi per il volontariato” un incontro con la cittadinanza, alla presenza dei quattro candidati alla carica di sindaco; tutti i candidati a sindaco hanno accolto con piacere l’invito e sono rimasti stupefatti della folta partecipazione del pubblico che, in silenzio e senza faziosità, ha ascoltato con interesse dapprima i Presidenti delle 4 associazioni, che hanno introdotto i lavori, e poi coloro i quali sono spontaneamente intevenuti senza però dare giudizi e senza sottolineare le cose negative della città ma, al contrario, facendo proposte concrete di miglioramento della stessa.

Alla fine dei lavori, si è proposto ai 4 candidati alla carica di Sindaco di rivedersi prima delle consultazioni elettorali affinchè prendessero impegni per la città. E’ nato così l’idea di proporre un patto per la città da sottoporre all’attenzione di tutti i candidati a sindaco, a consigliere comunale ed alla cittadinanza.

Ma da dove cominciare? cosa scrivere?

Vi assicuro, non è stato semplice lavorare con tutte le associazioni ma, man mano che ognuna di esse apportava il proprio contributo, ci  si rendeva conto dell’occasione e della bellezza di condivedere le proprie idee senza prevaricare quelle degli altri, anzi facendo spazio alle idee degli altri, rinunciando alla propria; è stata un’esperienza di forte comunione fra tutti.

Ma proprio quando si era già stilata la bozza definita da inviare ai candidati affinchè ne avessero contezza e decidessero di firmarla totalmente oppure parzialmente oppure di non firmarla affatto, perchè non condivisibile, e si era già fissato l’incontro con i candidati e la cittadinanza, ecco che un’altra associazione ha chiesto di aggregarsi per dare il proprio contributo, l’associazione “Libera” – contro le mafie -.

Ognuna delle associazioni coinvolte umanamente sentiva di dovere dire che ormai era troppo tardi e che non ci sarebbe stato il tempo di ritoccare nulla, ma, sempre nell’ottica di dare spazio all’altro e di far sentire pertanto importante anche l’altro, mettendo da parte i propri egoismi, ha accolto subito con gioia la proposta dell’associazione aggregatasi.

Ma quale impegno era contenuto nel patto? In esso ciascun candidato a sindaco avrebbe dovuto assumere impegni programmatici, etici, democratici e concreti, nei confronti degli altri candidati e nei confronti della cittadinanza tutta, impegnandosi, fra l’altro:

– a gestire con trasparenza e correttezza il denaro pubblico;
– ad ascoltare la parte avversaria con atteggiamento costruttivo e non distruttivo a prescindere dal ruolo di maggioranza e/o di opposizione;
– a promuovere e sostenere l’utilizzazione ai fini sociali dei beni confiscati alle mafie;
– a contrastare con proposte concrete il dilagare della povertà adottando azioni reali di contrasto;

ma anche i cittadini si dovevano impegnare a partecipare alla vita democratica della città anche nel caso in cui avesse vinto la coalizione per la quale non si era votato  ed inoltre si dovevano impegnare a non chiedere favori e privilegi personali o di categoria ma di ricercare sempre la relazione tra il proprio problema ed i bisogni della Comunità.

Come si può immaginare, tale patto, se firmato e soprattutto se rispettato da tutti, era davvero un modo di andare contro corrente, di non sottostare alle logiche del proprio partito di appartenenza.

E’ così e successo!!! Ogni candidato a sindaco ha firmato il patto approvandolo e condividendolo in pieno. In una sala gremita in ogni ordine di posti, con tanta gente anche in piedi, si spera sia partito un nuovo modo di fare politica a Vibo, come già in altre parti d’Italia ed anche in Calabria, come a Cutro e Castrolibero dove i rispettivi sindaci Salvatore e Giovanni hanno cominciato ormai da tempo a dare la propria vita per i loro cittadini senza compromessi e liberi da condizionamenti.




“Fazenda da Esperança“ – Lamezia Terme (CZ)




L’esperienza di “Casa Ismaele” a Cosenza

Riceviamo e pubblichiamo l’esperienza di una comunità che ha aderito a un progetto di accoglienza. L’articolo è stato pubblicato sul periodico dell’Associazione Famiglie Nuove, Spazio Famiglia.

“Mi chiamo Lamine Badiane e ho da poco compiuto 18 anni.
Vengo dal Senegal,dove vivevo con la mia famiglia. Lì dopo la scuola, che ho frequentato per quattro anni, ho lavorato come elettrauto, finché ho deciso di partire. Prima di mettermi
in viaggio non potevo immaginare quanto questo sarebbe stato duro e faticoso. Ho attraversato quattro Paesi prima di arrivare in Italia. Tutto il viaggio è durato due anni. Dal Senegal ho attraversato la Mauritania, il Mali, l’Algeria, la Libia, dove sono rimasto per un mese in prigione. Sono riuscito a scappare grazie all’aiuto di una signora e ad arrivare sulla
spiaggia, dalla quale mi sarei imbarcato.

Il 30 Giugno 2017 sono partito a bordo di un’imbarcazione e sono arrivato in Italia, a Corigliano, il 3 Luglio». Quella di Lamine è una delle tante storie che accomunano i ragazzi ospitati nella Casa di Ismaele, una casa famiglia situata a Rogliano, in provincia di Cosenza, che accoglie minori stranieri non accompagnati, tra le fasce più vulnerabili di chi arriva in Italia con la speranza di un futuro migliore. La struttura, aperta dopo l’emergenza sbarchi sulle coste calabresi dello scorso Giugno e poi entrata nel circuito Sprar, ospita 12 ragazzi, adolescenti e neo maggiorenni. Nata dalla collaborazione tra la cooperativa sociale Fo.Co., AFNonlus, AMU Onlus e la cooperativa sociale Mi.Fa., Casa di Ismaele offre ai ragazzi un ambiente familiare e uno stile di vita adatto alla loro età. Oltre all’attività scolastica, gli ospiti della casa famiglia infatti frequentano dal mese di ottobre un corso di italiano, che li impegna tutti i giorni nonché attività sportive in base alle loro attitudini. Il pranzo e la cena sono momenti conviviali e vengono condivisi con gli educatori.

In entrambi i pasti sono i ragazzi stessi a cucinare, assieme all’educatore di turno. Non mancano momenti di aggregazione, uscite, partecipazioni alle feste popolari, pizze, tombolate ed altro. Oltre agli operatori, ai mediatori linguistico-culturali, all’assistente sociale e alla psicologa, i ragazzi sono seguiti da una rete di famiglie locali, che si sono messe a disposizione per offrire loro momenti di svago e tempo libero. Alcune si sono riunite formando la cooperativa sociale Missione Famiglia (Mi.Fa.), impegnata nella diffusione di un’idea “sociale” di famiglia, che si metta al servizio delle periferie esistenziali.
«L’esperienza di Casa di Ismaele, parte da una comune attività sociale di volontariato, svolta da alcuni anni, in favore di minori con disagio, residenti in case famiglia, inclusi i minori stranieri non accompagnati», ‒ ci spiegano Gaetano e Giulia Gabriele, tra i fondatori di Mi.Fa. Per realizzare l’obiettivo di un’accoglienza che, riconoscendo la centralità della persona umana e della sua dignità, garantisca la reale applicazione dei diritti umani, nonché l’attivazione di percorsi finalizzati all’autonomia economica e sociale dei giovani, le famiglie di Mi.Fa. hanno da subito istaurato un rapporto di amicizia con i ragazzi della casa famiglia. «Fin da subito ‒ continua Gaetano ‒ grazie all’aiuto dei mediatori lingustico-culturali, siamo riusciti a creare una zona di prossimità, favorendo un clima di accoglienza e d’incontro, cercando di valorizzare e rispettare la diversità delle loro culture e, soprattutto, facendogli capire di non sentirsi estranei, ma considerandoli un dono alle nostre vite».
Le famiglie hanno un ruolo fondamentale in questo processo di integrazione.

Lo conferma anche Alfusainey Touray, mediatore linguisticoculturale della struttura.
«Fare in modo che un ragazzo straniero sia supportato da una famiglia locale, gli permetterà di praticare la lingua e gli darà un punto di riferimento. Nello stesso tempo, questa esperienza consentirà alla famiglia di superare gli stereotipi e i pregiudizi che accompagnano lo straniero». Così l’accoglienza assume la sua vera conformazione, diventa un’opportunità di conoscere, confrontarsi con il diverso, sperimentando forme di multiculturalità anche all’interno di piccoli centri abitati. Per fare in modo che tutti i ragazzi come Lamine, alla domanda “Cosa ti aspetti dal futuro?”, rispondano proprio come ha fatto lui: «Mi piace studiare e voglio continuare così per imparare la lingua e integrarmi. Voglio diventare un elettrauto nel futuro e voglio servire questo Paese, che mi ha dato l’opportunità di cominciare una nuova vita»”.

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Obiettivo fraternità Onlus – Torino

Obiettivo Fraternità Onlus è un’Associazione di volontariato che nasce nel 2007 a Torino, a seguito di una decennale esperienza di numerosi volontari in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, con l’intento di promuovere e diffondere una cultura della solidarietà nel mondo giovanile, nella famiglia e nella società.

Si ispira alla spiritualità del Movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubich nel 1943, che ha come cardini la cultura dell’unità e la fratellanza universale che intende promuovere e diffondere attraverso azioni e iniziative a ogni livello e in ogni campo della vita umana e sociale.

L’Associazione cerca di suscitare una mentalità della solidarietà come elemento determinante dello sviluppo integrale dell’uomo, al fine di instaurare una cultura del dare proiettata alla condivisione delle ricchezze culturali, materiali e spirituali di ogni popolo. A tal fine favorisce, a tutti i livelli, un dialogo e una reciproca conoscenza tra popoli, razze ed etnie, arricchite dall’apporto delle singole culture, nel rispetto dell’identità di ogni singola persona. In particolare, per il conseguimento di un nuovo ordine economico internazionale basato sull’interdipendenza fra le nazioni e una equa distribuzione delle ricchezze, attua iniziative nel mondo dell’economia e del lavoro, con particolare riferimento alle categorie sociali più deboli.

Nell’ottica di sostenere lo sviluppo completo della persona umana e delle diverse realtà sociali, promuove il rispetto della natura e l’importanza dell’ambiente, così come attua attività didattiche e formative per educare alla legalità e alla non violenza, per favorire la pace e l’unità fra i popoli.

Per la promozione e concretizzazione dei suoi obiettivi, l’Associazione sostiene e organizza azioni di solidarietà nei confronti di popoli, comunità, gruppi di persone o famiglie in stato di necessità e collabora con altre associazioni o gruppi, Enti e Amministrazioni pubbliche e private, nazionali e internazionali, civili e religiose.

Inoltre, cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso l’utilizzo di tutti i mezzi di comunicazione e organizzando convegni, dibattiti, conferenze, corsi di formazione, congressi, workshop, mostre e spettacoli.

In base all’ambito in cui opera, l’Associazione si compone di tre sezioni strettamente interconnesse:

Contatti: info@obiettivofraternita.org

http://www.obiettivofraternita.org




Centro Culturale TrentUno ONLUS

Il Centro Culturale TrenUno ONLUS promuove iniziative nel campo della solidarietà, dei diritti umani, della cooperazione e dello sviluppo internazionale, della difesa popolare non violenta, della pace, del disarmo: iniziative racchiuse nel comune obiettivo di contribuire ad una cultura della fraternità per l’unità dei popoli. 

Persegue queste finalità in quanto espressione territoriale in ambito sociale e culturale della più universale esperienza del Movimento dei Focolari a cui si ispira in quanto allo spirito, alle finalità, ai metodi e ai contenuti. Per tali scopi promuove, prevalentemente sul territorio del Trentino, iniziative culturali, formative e ricreative nei diversi campi della vita sociale, con particolare riguardo a quelle aventi carattere aggregativo e continuativo; si apre allo scambio culturale con tutto il mondo a partire dalla vicina provincia di Bolzano, sia con la cultura italiana, che con quella tedesca e quella ladina.

Trento Ardente è tra i progetti cui il Centro Culturale TrentUno dà il proprio concreto contributo. Contribuendo con il 5 per mille in favore del Centro Culturale TrentUno ( Cod. Fiscale 96036430229 ) si possono sostenere economicamente anche le iniziative di Trento Ardente.

http://www.trentoardente.it

http://www.flickr.com/photos/trentoardente/sets/72157633260111494/show/

 




Associazione “Insieme per il bene comune” – Vibo Valentia

L’Associazione intende promuovere e diffondere, ad ogni livello ed in ogni campo della vita sociale, una cultura della Pace e dell’Unità tra le persone e tra i popoli, con particolare attenzione al mondo giovanile e nell’ottica di uno sviluppo integrale della persona umana.

Essa si ispira allo spirito del Movimento del Focolari e desidera contribuire alla diffusione, in ogni ambito della società, dell’idea del mondo unito, promuovendo, tra quanti vorranno condividerne l’azione, lo spirito della fraternità universale proclamata nell’art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Tale scopo potrà essere perseguito attraverso ogni operazione o iniziativa che sia direttamente o indirettamente strumentale al suo raggiungimento.

Nell’ambito delle suddette finalità l’Associazione, a titolo esemplificativo, si propone quanto segue:

a) suscitare una mentalità della solidarietà come elemento determinante dello sviluppo integrale dell’uomo, promuovendo in tal senso opere, azioni e iniziative in ogni campo della vita sociale;

b) favorire anche a livello locale, un dialogo ed una maggiore conoscenza reciproca tra i popoli, razze ed etnie, che porti alla stima dell’altrui cultura come della propria e alla diffusione di una cultura planetaria che goda dell’apporto delle singole culture;

c) educare alla pace e alla non violenza, valorizzando il pensiero ed i messaggi di quanti nel mondo hanno favorito e favoriscono la pace e l’unità tra gli uomini;

d) assicurare con iniziative ricreative, ecologiche e sportive, la riscoperta dell’importanza che anche lo sport e l’ambiente rivestono nello sviluppo pacifico delle persone e dei popoli; promuovere, organizzare e gestire iniziative ed attività sportive, musicali e teatrali sia avvalendosi di strutture dell’Associazione stessa, ovvero messe a disposizione da enti pubblici o privati;

e) promuovere e diffondere l’economia civile e di comunione in tutte le sue implicazioni, organizzando a tal fine corsi, workshops, mostre, convegni, tavole rotonde, forum, seminari, studi, cineforum, corsi di formazione, premi e borse di studio, viaggi e visite culturali;

f) promuovere e diffondere gli ideali di una politica di comunione e per l’unità;

g) promuovere le scienze e le arti, operando per mettere in rilievo i valori morali e spirituali che uniscono le culture e garantendo la ricchezza delle loro diversità, nonché il progresso del sapere in ogni disciplina, per contribuire a migliorare la vita umana e l’ambiente naturale e sociale;

h) sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo le finalità generali e le iniziative dell’Associazione attraverso i mezzi di comunicazione di massa e attraverso manifestazioni di vario genere, pubblicazioni e notiziari.

L’Associazione può svolgere tali compiti anche in collaborazione con altri enti aventi finalità analoghe.

L’Associazione potrà compiere ogni atto, azione o negozio direttamente o indirettamente strumentale al perseguimento degli scopi istituzionali, nelle forme e nei limiti stabiliti dalla legge.”  

Viale Matteotti pal. Ubi Carime – Vibo Valentia 

c.f. 96045370796  – viboinsieme@gmail.com  infoline 392 9863470




Associazione S.F.E.R.A. Onlus – Brescia

1. S.F.E.R.A. Onlus  è un’associazione, con finalità sociale e senza scopo di lucro. È stata fondata nel 2011 a Brescia, dove ancora oggi ha la propria sede principale.

L’Associazione è dedicata alla memoria di mons. Gennaro Franceschetti (Provaglio d’Iseo (Bs), 14 giugno 1935 – Fermo, 4 marzo 2005), sacerdote bresciano a lungo a servizio della Diocesi, poi parroco di Manerbio e dal 1997 arcivescovo di Fermo, nelle Marche. Mons. Franceschetti fu espressione di una tradizione ecclesiale, sociale e culturale che ha segnato generazioni di uomini e donne, educata a testimoniare i valori cristiani non solo nella vita personale, ma anche in quella pubblica e civile.Con la sua grande carica umana, intellettuale e spirituale ha orientato persone e istituzioni ad aprirsi ai temi dell’evangelizzazione, della promozione umana e culturale, della solidarietà economica e sociale.

L’Associazione opera, in Italia e all’estero, per favorire Sviluppo, Fraternità, Educazione, Responsabilità e Accoglienza… in una parola SFERA! Partendo da questa missione, le attività dell’associazione si possono raggruppare in due settori:

Carità– È il settore dell’azione concreta. Promuoviamo raccolte di beneficienza e, attraverso il coinvolgimento di volontari, realizziamo progetti di forte impatto sociale a favore di persone in condizioni di svantaggio fisico, psichico, economico, sociale e familiare. Siamo impegnati sia in Italia che all’estero, conviti che l’interdipendenza planetaria richieda interventi coordinati di carità intelligente e che il benessere possa essere duraturo solo se diffuso. Oggi i nostri sforzi si concentrano sul programma di promozione umana Maison de Paixche stiamo realizzando a Kikwit, nella Repubblica Democratica del Congo.

Educazione– Organizziamo momenti di riflessione, incontri pubblici e lezioni nelle scuole per diffondere la cultura della mondialità, promuovere il dialogo culturale e l’accoglienza, sostenere la cultura del dono in vista della civiltà dell’amore.

2. IL PROGRAMMA MAISON DE PAIX

Il programma Maison de Paixprevede la costruzione di un Centro formativo polifunzionale e di promozione umana nella città di Kikwit, nella Repubblica Democratica del Congo. I vari complessi, integrandosi fra loro, vogliono rispondere alle principali problematiche emerse nei colloqui con la popolazione locale e con i volontari che già operano in zona, a cominciare dalle Suore missionarie Francescane Angeline: l’assistenza sanitaria, la formazione e la promozione umana. Ad oggi sono stati realizzati: la scuola materna, i laboratori, la casa degli operatori e la recinzione intorno al Centro, con i relativi servizi igienici ed energetici. La conclusione del primo lotto dei lavori (settembre 2017) ha consentito di avviare l’attività del Centro, a cominciare dalla coltivazione dei campi e dalle lezioni presso la scuola materna. Il progetto ha un costo complessivo che supera i 2 milioni di euro.

3. IL PROGETTO «IL RISCATTO PARTE DALLA DONNA» – COSTRUZIONE DI UN CENTRO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE FEMMINILE

Il progetto «Il riscatto parte dalla donna» si inserisce nel più ampio programma della Maison de Paix (Casa della Pace). Nella fattispecie, si prevede la realizzazione di un Centro di formazione professionale femminile; il suo allestimento con macchinari necessari alla realizzazione di corsi di sartoria; infine l’attivazione dei corsi.

I percorsi formativi saranno di due tipi: un corso di educazione informale, con corsi serali utili a conseguire competenze di base (comunque da certificare rispondendo al diritto di ogni persona di vedere riconosciuti i propri apprendimenti, comunque acquisiti); un corso più strutturato, da articolare in 1-2 anni di formazione professionale.

Infine, al fine di perseguire un’educazione integrale, i laboratori sarà cadenzati da atelierche si focalizzeranno sui seguenti contenuti: il lavoro come diritto dell’uomo; partecipazione dei lavoratori ai processi produttivi; impresa sociale come vettore di sviluppo delle comunità locali; costituzione di associazioni di giovani in piccole unità produttive.

Il progetto prevede la collaborazione specifica dell’Accademia S. Giulia di Brescia e, più in generale, di una trentina di soggetti pubblici e privati coinvolti nella Maison de Paix.

  1. OBIETTIVI

L’obiettivo del progetto è quello di insegnare alle giovani congolese le basi e le tecniche avanzate di sartoria e abbigliamento: l’acquisizione delle basi della sartoria e del modello avverrà attraverso l’esercitazione e l’applicazione pratica durante le lezioni. In seconda battuta, ci si propone di inserirle in attività lavorative. Non si tratta semplicemente di apprendimento di un lavoro ma di trasformare i luoghi designati per apprendere un mestiere in luoghi educativi, di accompagnamento per i giovani, in veri laboratori che aiutino il giovane a transitare nel mondo lavorativo accompagnati da progetti ad hoc, creando nel contempo reti efficaci di protezione e di collaborazione.

  1. STRATEGIA DI INTERVENTO, STRUTTURE E STRUMENTI IMPIEGATI

I motivi della scelta di insediare a Maison de Paix, dei percorsi di sartoria e abbigliamento sono molteplici:

  • il Congo possiede una lunga tradizione nella realizzazione di tessuti esotici, creata da artigiani locali che hanno acquisito una particolare abilità nella decorazione del cotone grezzo;
  • ciò dimostra come i congolesi siano dotati di una grande vitalità creativo-artistica da valorizzare in molti settori;
  • in condizioni di vita disagiate l’aspirazione all’eleganza diventa sfoggio e può configurarsi come spazio di azione, di compensazione e di rifugio.

In quest’ottica, la strategia è di partire da un elemento caratterizzante la realtà locale – quale è, appunto la sartoria artistica congolese – per offrire occasione di riscatto.

Il progetto prevede la creazione di una struttura ad hoc (finanziata solo in parte dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso i fondi dell0’8X1000) denominata Centro di formazione professionale femminile. I servizi di contesto (recinzione di sicurezza, alloggi per gli operatori, infrastrutture varie) saranno garantiti dal Centro Maison de Paix, completato nella sua parte essenziale, abitato dalle Suore Francescane Angeline e frequentato dal dicembre 2018.

Quanto agli strumenti impiegati, si partirà con un allestimento minimo ma ben calibrato, grazie all’esperienza dell’Accademia Giulia di Brescia e delle Suore Francescane Angeline, che da decenni sono presenti in loco: macchine da cucire lineari e tagliacuce, carta da pacco leggera, matite, squadre, metri e gessi da sarta, forbici per tessuto e per carta, spilli, aghi, fili, tessuti e scampoli.

Opuscolo SFERA Settembre 2017




Associazione Famiglie Nuove Sicilia

“Operiamo in favore di famiglie in necessità per cause morali o materiali,
Siamo impegnati in progetti di formazione inerenti a contenuti e aspetti della vita famigliare. Insieme alle “Famiglie Nuove” di tutto il mondo ci stiamo già occupando dei bambini del Sud del mondo. Ancora tanti aspettano cibo, educazione, salute”.
 
L’Associazione di solidarietà familiare e sociale “Azione per Famiglie Nuove Sicilia” è al suo 11° anno di attività, ma la sua storia parte da più lontano, e il suo impegno – radicato nel territorio regionale – vuole avere come orizzonte il mondo.
 
www.afnsicilia.it



Cooperativa Loppiano I

Il 9 Maggio 1973 viene costituita la Cooperativa Loppiano Prima , che nasce per offrire una testimonianza di Vangelo vissuto attraverso un’esperienza di lavoro concreto.
Senza alcuna sicurezza di lavoro e di casa, i primi pionieri trasferiti dal bergamasco , cominciarono a ristrutturare alcuni casolari e, con sacrifici e duro lavoro, iniziarono la costruzione della cittadella e la coltivazione dei terreni circostanti.

Si trattava d’incarnare nel lavoro concreto di ogni giorno la spiritualità del Movimento e di mantenere il rispetto nei confronti della natura e di conseguenza per l’uomo. Di conseguenza, in questi anni non sono mai stati usati prodotti di sintesi su tutte le coltivazioni, facendo tesoro invece dei processi fisici, conseguendo l’ottenimento della certificazione biologica su tutti i terreni.

Vedi la Presentazione completa

www.loppianoprima.it

Vendita online Fattoria

www.agriturismoloppiano.com

www.facebook.com/fattorialoppiano/

 



Pietra viva onlus, le vie dei colori

Rivitalizzare il territorio attraverso la consapevolezza di essere parte della famiglia umana. L’esperienza di “Pietra viva” a Casavatore.

A Casavatore, nel nord di Napoli, in particolare nella frazione Parco delle Acacie, il contesto è molto difficile e la densità abitativa al primo posto nelle classifiche europee. Qui alcuni anni fa, un gruppo di persone ha cominciato ad attivarsi e a sperimentare una nuova forma di solidarietà e socialità.

Le iniziative avviate anche in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato, hanno avuto come risultato la forza di  tessere una rete di relazioni sociali tra gli abitanti del luogo, le scuole, le Istituzioni locali e la parrocchia, animando ed aggregando un territorio caratterizzato da individualismo e indifferenza.

Le innumerevoli azioni solidali rivolte all’infanzia disagiata, all’emarginazione, all’accoglienza dei meno abbienti, un’attenzione all’ambiente e alla sanità, hanno dato vita all’associazione di volontariato “Pietra viva”, che in seguito ha acquisito presso il Registro della Regione Campania l’iscrizione come Onlus.

E’ così che è nata anche l’attività di un laboratorio, la “sartoria solidale”, presso il Centro Polifunzionale Parrocchiale:  alcune sarte volontarie mettono a disposizione il loro tempo libero e la loro esperienza lavorativa. Dai proventi delle varie attività della sartoria, si rinnovano dal 2013  cinque sostegni a distanza che supportano tramite AFNonlus bambini di Paesi diversi: Vietnam, Serbia, Repubblica Democratica del Congo, Giordania, Repubblica Dominicana. Un modo per abbracciare  il mondo intero! Gli aiuti garantiscono ai bambini i beni primari: alimenti, medicinali, vestiario, istruzione e la possibilità  di crescere, studiare e migliorare la loro condizione, liberandosi dall’ignoranza, dalle malattie, dal sottosviluppo così da  rappresentare anche una speranza di futuro per la propria comunità.

Recentemente l’associazione “Pietra viva” è riuscita a raccogliere dei contributi anche a favore del progetto  “On your side”  di AFNonlus,che si rivolge ai bambini gravemente ammalati residenti presso gli Istituti di accoglienza per minori in Vietnam, realizzando  per loro interventi di supporto medico-sanitario che  migliorino il loro  stato di salute e  qualità della vita.  Tante iniziative sono state realizzate per arrivare all’obiettivo prefissato: una serata all’insegna delle canzoni classiche napoletane, visite culturali, tornei sportivi, una sagra dal titolo “le vie dei colori” ed un concorso di disegno e narrativa rivolto ai bambini delle Scuole di Infanzia,  Primaria e Secondaria di I° grado del territorio di Casavatore con tema “Famiglie a Colori”. I bambini delle scuole si sono espressi  attraverso disegni, temi, riflessioni di vita vissuta e sono stati premiati in una serata conclusiva che ha dimostrato come la convivialità e l’aggregazione siano possibili anche in un territorio così difficile.  E non è finita qua!

L’associazione Pietra Viva Onlus è in continuo movimento e trasformazione, sempre vigile alle necessità e ai bisogni delle persone che vivono  in situazioni d’indigenza. Facendo propria la frase di Madre Teresa di Calcutta: “Noi non possiamo fare grandi cose, ma piccole cose con grande Amore”,  continua a costruire, come pietra viva, la nostra casa comune.

Giovanna Pieroni




Meno spreco, più risorse – Progetto Mt 25 onlus

UN PROGETTO VOLTO A RIDURRE GLI SCARTI ALIMENTARI E FAVORIRE UNA MAGGIORE CONDIVISIONE DEI PRODOTTI

Il progetto di Mt 25 onlus è composto di tanti ingredienti, tre soprattutto: fornire un aiuto alimentare a sostegno delle famiglie in necessità; ridurre lo spreco delle risorse; favorire più condivisione e meno assistenzialismo. Tutto ciò avviene attraverso il recupero delle eccedenze alimentari e del cibo in scadenza nei supermercati, che vengono poi distribuite alle famiglie.

«È un lunedì, ore 19. Abbiamo finito la distribuzione dei viveri. Mentre stiamo riordinando, arriva una coppia in bicicletta. “Eccovi, finalmente, ci hanno detto che aiutate tante persone; ecco il nostro Isee”. Rispondiamo che stiamo per andare via e che sarebbero dovuti arrivare prima, magari fissando un appuntamento. “Veniamo da un comune distante circa 5 km”, ci rispondono. In realtà non abbiamo mai mandato via nessuno a mani vuote. Vorrà dire che anche stasera faremo tardi. Si fa per chiudere e arriva una giovane mamma con una ragazzina. L’odore sgradevole dell’alcool riempie la stanza. “Abito non lontano, ho bisogno di aiuto. Ma capisco, è proprio tardi. Scusate, magari torno un’altra volta”. Ci guardiamo negli occhi e manco a dirlo ci fermiamo per lei; le si riempie la borsa, si chiedono notizie. E va via contenta».

La vita comoda non fa per loro. A Tanino e Maria Giovanna Caruso, entrambi medici, di origine siciliana e da diversi anni nel bergamasco, non basta ricoprire posti di responsabilità nel loro ambito lavorativo. Incontrandoli, ci si rende conto che la passione per l’umanità bisognosa è una spinta interiore così forte da prevalere su ogni possibile giustificazione, tipo «non ho tempo, non ce la faccio». Se poi vai in giro con loro per le strade di Bergamo, devi mettere in conto di fermarti spesso lungo il percorso perché c’è sempre qualcuno con cui salutarsi, scambiare due parole, chiedere notizie sulla salute, la famiglia, la scuola dei bambini, i parenti lontani nei vari Paesi del mondo…

Il progetto di cui stiamo parlando è composto di tanti ingredienti, tre soprattutto: fornire un aiuto alimentare a sostegno delle famiglie in necessità; ridurre lo spreco delle risorse; favorire più condivisione e meno assistenzialismo. Tutto ciò avviene attraverso il recupero delle eccedenze alimentari e del cibo in scadenza nei supermercati che vengono poi distribuite alle famiglie. I numeri parlano più di ogni altra cosa: nel 2015 sono state recuperate 100 tonnellate di viveri, per un valore commerciale di 500 mila euro, e sono state aiutate 170 famiglie; attualmente ricevono questo tio di aiuto circa 300 famiglie di 22 nazionalità diverse. Un’esperienza, quella di cui stiamo parlando, che era iniziata in parrocchia, ma non volendosi limitare alle famiglie del proprio quartiere, è poi sfociata, dal marzo dell’anno scorso, in una onlus, “Mt 25”. Così me ne parlano i due nostri amici: «Consapevoli che la sola buona volontà non basta, oltre all’esperienza sul campo, abbiamo studiato le normative, visitato centri di distribuzione, stretto legami con il Banco alimentare della Lombardia, incontrato istituzioni, parroci e laici. All’interesse iniziale di tanti, non sempre è seguito un vero e proprio impegno. Comunque siamo andati avanti cercando di farlo in modo professionale per salvaguardare la salute di tutti». All’inizio era tutto da inventare: un’impresa difficile ma non impossibile. «Qualcuno ci ha proposto di puntare sul secco – spiegano – perché avrebbe richiesto una gestione più semplice. Era vero, ma quest’idea non ci convinceva perché pensavamo che tutto quel cibo sarebbe finito in discarica e non sulle tavole delle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Il nostro progetto, piuttosto, vuole essere innovativo perché propone di superare la prassi diffusa del “pacco mensile per i poveri” per giungere a trasformare l’enorme spreco di risorse in un reale sostegno al reddito familiare e a beneficio dell’ambiente in cui viviamo». Tant’è che le famiglie ricevono ogni settimana la spesa. E i nostri amici, col loro furgone frigorifero, fanno la spola tra 6 supermercati e 3 piattaforme logistiche (depositi fuori Bergamo da cui vengono distribuiti gli alimenti e a cui torna l’invenduto o il cibo vicino alla scadenza).

Le vedi arrivare le persone, all’orario di apertura. “Mt 25 onlus”, infatti, ha oggi una sua sede, inaugurata il 22 novembre dell’anno scorso: 350 mq dove 24 volontari garantiscono una presenza giornaliera. Fra questi non pochi sono le stesse persone che beneficiano dei “pacchi” e che si mettono a loro volta a disposizione. Ci sono spazi adatti a custodire i beni alimentari con le dovute attenzioni igienico-sanitarie e anche stanze adibite a contenere vestiario e giocattoli, materiale scolastico da mettere in comune a poco prezzo.

C’è una saletta riservata ai giochi dei bambini, un’altra dove è possibile svolgere incontri, spazi dove condividere i diversi aspetti pratici della vita degli ospiti. «Per noi “Mt 25” è il luogo ove vorremmo testimoniare che nel XXI secolo non “si fa la carità” ma ci si impegna. Non si tratta di dare poco o tanti soldi come facevamo prima, ma tutti noi stessi, tempo ed energie», commentano Tanino e Maria Giovanna, che aggiungono: «Il nostro agire ha la sua radice nel Vangelo, a partire dal nome stesso della onlus che fa riferimento al passo di Matteo, appunto, “avevo fame e mi avete dato da mangiare”, ma anche alla parabola dei talenti. Ci verrà chiesto un giorno come abbiamo utilizzato le capacità che Dio ci ha dato. Abbiamo sotterrato i talenti ricevuti sotto tante scuse oppure ci siamo dati da fare per il bene comune? Noi vorremmo trovarci nella seconda condizione». E di un’altra cosa sono convinti: il loro è un modello replicabile.

Aurora Nicosia

Fonte: Rivista Città Nuova n.4 Aprile 2017

Per info: dasprecoarisorsa@gmail.com

 



Gruppo Tassano: “fare economia come comunione”

Il 10 novembre il Gruppo Tassano ha presentato al territorio il suo Bilancio Sociale 2016: la “gratitudine collettiva” di soci, cittadini e istituzioni

di Antonella Ferrucci

171110 Sestri Levante Tassano 03 rid«La storia del Gruppo Tassano, potrebbe essere semplicemente definita “un miracolo”». Esordisce così, il giornalista Roberto Pettinaroli, responsabile edizione Levante de Il Secolo XIX, nel presentare il Gruppo nella splendida cornice dell’Ex Convento dell’Annunziata a Sestri Levante ad una sala gremita con oltre 300 persone. Soci e lavoratori delle Cooperative del Gruppo, ma anche molte persone che in  questi quasi 30 anni di attività hanno incrociato la sua strada come lavoratori o beneficiari dei servizi alla persona che il Gruppo ha fornito; e poi le istituzioni, con le quali il gruppo è stato in  grado di creare sinergie tali da permettere la realizzazione nel Tigullio di quel “welfare leggero” invocato  da più parti e che qui si può toccare con mano, con la piena soddisfazione degli amministratori e dei cittadini. 

Si chiama “Foto di gruppo” il Bilancio sociale che viene  presentato oggi: un titolo molto azzeccato visto che tutto qui parla di “persone” e di 171110 Sestri Levante Tassano crop“persone al  centro”:  «Siamo una rete di imprese che desidera rispondere attraverso il lavoro ai bisogni essenziali della persona» dice Simona Rizzi, presidente del Consorzio Tassano Servizi Territoriali. Certamente in un bilancio ci sono anche i numeri dal momento che Gruppo Tassano significa 6 consorzi, 33 cooperative sociali e 700 dipendenti, ma anche un valore totale della produzione di oltre 15.809.000 di Euro con servizi forniti a 4705 utenti diretti e 100.000 indiretti in 35 comuni e territori di pertinenza, ma realmente -si tocca con mano- il centro di tutto restano le persone. Lo si vede dalla “gratitudine” che emerge come sentimento collettivo dalla sala, durante tutto lo svolgimento del convegno, in particolare quando vengono nominate alcune persone che con le loro scelte hanno dato il via a questa storia, nella quale il “lavoro” è grande protagonista. Un lavoro “vero” e sempre “cercato” per permettere anche alle persone “speciali”, -così le ha definite la Sindaco di Sestri Levante Valentina Ghio, anch’essa ex cooperatrice- di avere una propria dignità, lavorando. «Ognuno ha la sua misura, cerchiamo di mettere insieme il meglio di ogni persona, il meglio di tutto quello che quella persona può dare» dice Maurizio Cantamessa, Presidente del Consorzio Tassano. Con la conseguenza di rigenerare le persone, che da una posizione di svantaggio diventano “risorsa”.

171110 Sestri Levante Tassano 04 ridTutto questo ha una radice: l’economia di comunione e da qui la parola va ai protagonisti ed ai testimoni. L’intervento di Alberto Ferrucci e Luigino Bruni intendono proprio dare consistenza a quelle radici e raccontare l’Economia di Comunione anche attraverso un frutto maturo come il Gruppo Tassano che ad EdC ha aderito fin dalla prima ora, nel  ’91: grande commozione ha accolto l’attribuzione a fine convegno di tre targhe agli “imprenditori di comunione” Giacomo Linaro, Pierino Cattani e Pierangelo Tassano da cui questa bella storia è cominciata.

Chiedo a Maurizio Cantamessa: “Cosa vi ha spinti a intitolare questa giornata “Fare economia in comunione”, di fatto ri-annunciando con forza al vostro territorio, ai soci, ai cittadini, le vostre radici?

171110 Sestri Levante Tassano 06 rid«Il nostro gruppo, dopo anni di espansione fino in Toscana, Emilia Romagna e Piemonte un po’ per volta  è tornato ad essere molto territoriale, e oggi con i suoi 6 consorzi insiste totalmente nel territorio del Tigullio. La nostra “Foto di  gruppo” oggi mostra una realtà molto coesa, in cui possiamo affermare esiste una totale condivisione dei valori ed anche una comprensione a livello di lavoro quotidiano: era il momento di raggrupparci, consolidarci e ripartire. Il fatto di esserci concentrati sul territorio, abbiamo capito, è molto importante perché favorisce le relazioni: con le istituzioni presenti stasera davvero lavoriamo ogni giorno gomito a gomito e avendo a che fare con servizi alla persona, è importante “esserci di persona”».

Per il futuro, quali garanzie che questi valori restino alla base della vita del Gruppo?

«Il Gruppo Tassano diventerà una Fondazione. Riteniamo sia lo strumento giuridico più adatto per conservare quei valori che ci hanno portato fino a qui oggi al di là di noi. Un’altra novità è poi la “Scuola di Economia Civile”: tanti professionisti ci aiutano e sentiamo il desiderio di formare altre persone allo spirito di economia di comunione ».

 Vedi il video istituzionale del Gruppo Tassano:

 Vedi il video sul Bilancio sociale del Gruppo Tassano:

Fonte: www.edc-online.org

Articolo apparso su Il Secolo XIX




Associazione Legami di solidarietà

Inizio: 23 aprile 2015
Mission: Assistenza a lavoratori cassaintegrati, lavoratori atipici, disoccupati e inoccupati del territorio.

Legami di solidarietà un’associazione promossa da Libera Campania, FIOM-CGIL Campania e Parrocchia S. Felice in Pincis nell’ambito della campagna Miseria Ladra

· Legami è una Associazione laica, apartitica ed indipendente, che si ispira ai principi di solidarietà umana, di mutuo rispetto della dignità individuale e collettiva nella promozione della cittadinanza attiva.

· Promuove la cultura della legalità, del lavoro, della solidarietà e dell’ambiente, basata sui principi della Costituzione

· L’Associazione non ha scopi di lucro, persegue finalità di solidarietà sociale ed ha per oggetto la promozione e realizzazione di iniziative nei settori dell’assistenza
sociale e socio-sanitaria, della formazione, della beneficenza e degli aiuti umanitari.

Per la realizzazione delle proprie finalità, l’Associazione si propone principalmente di:

ideare e implementare progetti volti al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità in cui si opera per rafforzare i legami di solidarietà con particolare attenzione a lavoratori atipici, disoccupati, inoccupati, lavoratori in cassa integrazione;

sviluppare progetti di formazione e affiancamento rivolti ai soggetti sopraelencati
apprestare gli aiuti materiali ed i supporti ritenuti utili tesi a produrre
condivisione e scambio tra i membri della comunità in cui opera;

favorire e promuovere la coesione sociale e territoriale di collaborare con le realtà associative territoriali per costruire reti di solidarietà, servizi sociali e assistenziali comuni;
incoraggiare la partecipazione della società civile;

realizzare progetti, in coordinamento con le scuole del territorio, tese a
contrastare il fenomeno della dispersione scolastica attivando meccanismi di attivazione dei soggetti senza lavoro. Animazione e giustizia sociale sui territori insieme costituendo un noi di corresponsabilità e partecipazione.

Pagina Facebook
legamidisolidarieta@gmail.com



Associazione Polo Accoglienza e Solidarietà

Nasce ad Ascoli Piceno l’Associazione Polo Accoglienza e Solidarietà (Associazione PAS)

Lunedì 25 settembre è stata costituita l’Associazione Polo Accoglienza e Solidarietà (Associazione PAS).

La nascita dell’Associazione PAS, un’associazione di associazioni, rappresenta il traguardo di un percorso di rete avviato a partire da aprile 2015 da vari soggetti che sul territorio offrono, in modo diretto o indiretto, servizi e sostegno ai poveri.

L’iniziativa, inizialmente promossa da alcune associazioni, ha via via coinvolto altre realtà sia laiche che ecclesiali, che pur nel rispetto dello specifico di ciascuna, si sono messe in gioco con l’obiettivo di ottimizzare le risorse e migliorare i servizi a favore dei poveri.

In questi due anni e mezzo si sono condivisi esperienze, informazioni, dati, sono stati avviati tanti micro progetti soprattutto è maturata la consapevolezza che la complessità delle problematiche di oggi richiede un approccio sinergico, uscire quindi dall’autoreferenzialità ed entrare sempre più in una logica di rete. Un welfare che parte dal basso e che con l’associazione PAS assume una strutturazione, pur leggera, per poter andare avanti.

I soci fondatori dell’Associazione PAS sono: Ass. Betania (Caritas), CRI, S.Vincenzo, Zarepta, CAV, ACLI, Movimento Diocesano, B&F, l’UNITALSI e l’Azione Cattolica. L’AGESCI ha assicurato il suo sostegno all’iniziativa.

La presenza di tante realtà associative eterogenee tra loro è il vero valore aggiunto dell’iniziativa, perché si è creato un fronte unico del “bene”, una rete di prossimità capace di intercettare le povertà vecchie e nuove, visibili e nascoste.

La costituzione dell’Associazione PAS non è solo un traguardo di un percorso di rete ma vuole essere un punto di ripartenza accelerata per la realizzazione nel territorio di una struttura, che oggi manca e se ne sente il bisogno, in cui poter dare un servizio integrato ai poveri e fornire loro nel contempo una possibilità per poter ripartire. Realizzare cioè quella “cittadella della carità” di cui S.E. il Vescovo D’Ercole ha parlato all’inizio dell’anno della Misericordia.

Era l’autunno del 2015, con il Vescovo si sono fissate le priorità e il metodo di lavoro e mano a mano è venuto alla luce il “sogno” del PAS “Polo di Accoglienza e Solidarietà”, un progetto finalizzato allo sviluppo della coesione sociale sul territorio cittadino e provinciale, attraverso pratiche virtuose di inclusione sociale e l’attivazione di azioni integrate di solidarietà, assistenza e salute pubblica. Questi i servizi previsti nel PAS: una nuova mensa, un dormitorio (maschile e femminile) di emergenza, un centro diurno (docce, lavanderia, stireria, servizi igienici alla persona), un ambulatorio medico-infermieristico (ivi compreso un dispensario farmaceutico e di apparecchi elettromedicali); a seguire un centro di distribuzione vestiario e oggetti vari, eventuali laboratori di falegnameria e cucito (etc.) per l’avviamento al lavoro, botteghe e atelier.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno sostiene il progetto, per la realizzazione del quale ha previsto, nel Piano pluriennale 2017 – 2019, un investimento di 600 mila Euro nel triennio.

Insomma ci sono tutti gli ingredienti per far sì che Ascoli sia sempre di più la città dell’accoglienza e della solidarietà: la ferma volontà del Vescovo, la disponibilità del Sindaco, l’aiuto concreto della Fondazione nella tessitura della rete di solidarietà, la determinazione di una solida base di oltre 1.000 volontari… manca solo di individuare un luogo idoneo di almeno 500 metri quadri per la realizzazione del Polo.

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione PAS, composto da Pino Felicetti di B&F (Presidente), Mimmo Bianchini di Betania, Claudio Ricci di Zarepta, Emanuela Tranquilli della S. Vincenzo, Luciano Gabrielli dell’UNITALSI, Elisa Floridi della Croce Rossa e Anita Gasparrini del CAV/ACLI, è già al lavoro per concretizzare al più presto questo “sogno”.

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VIDEO DI PRESENTAZIONE

Articolo apparso su adriatico 28.9.17




RomAmoR – Tra i senza tetto nelle stazioni di Roma

Ognuno di noi è chiamato ogni giorno a vivere la bellezza dell’incontro e a volte si sceglie di incontrare l’altro che è più emarginato, che non viene visto, ma che fa parte del nostro  piccolo grande mondo.
L’esperienza è nata così, dall’incontro di Dino Impagliazzo, il fondatore della nostra Associazione, con i senza fissa dimora della stazione Tuscolana: dal suo desiderio di prendersi cura di loro, di andare incontro all’altro, di amarlo incondizionatamente e accettarlo così com’è.

Nasce la prima squadra tra i fornelli delle piccole case romane: chi preparava il sugo, chi la pasta, chi ordinava qualche panino ai banchi dei mercati rionali.

Ma la bellezza delle piccole cose cattura ogni essere umano: l’amore genera altro amore… Così, piano piano, questa famiglia diventa sempre più grande, aumentano sempre di più le persone pronte a dedicare il loro tempo rendendo sempre più concreto il sogno di Dino. E’ così che siamo diventati un’associazione. Abbiamo trovato un luogo dove poter cucinare per grandi numeri e, con l’aiuto di sempre più numerosi volontari, siamo riusciti a portare pasti caldi sia alla stazione Tuscolana che alla stazione Ostiense.

Dietro ad un pasto caldo ed una coperta, nella gioia della condivisone, nel desiderio del donarsi senza volere nulla in cambio , semplicemente assaporando la bellezza dell’incontro, si intrecciano volti, storie, lacrime e sorrisi. Pakistan, Marocco, Polonia, Italia, Romania, Afganistan, Tunisia, tutto il mondo si incontra in una stazione della capitale: anche tu sei lì e, scegliendo di donare il tuo tempo all’altro, quel mondo diventa anche un po’ tuo. Ti rendi conto allora che quella diversità non è un limite, ma la possibilità di tornare arricchito, con negli occhi il sorriso di chi hai incontrato.

Per saperne di più www.romamor-onlus.com

ARTICOLO CON VIDEO SU ROMATODAY

Interviste all’associazione RomAmoR mandate in onda durante la trasmissione “Siamo Noi” del 6 gennaio 2015, emittente TV2000