Conclusa la Mariapoli a Pedalino (RG): una proposta per la fraternità

Mariapoli a Pedalino. La cultura del noi, la sfida dell’oggi

Una lunga carrellata di esperienze, tasselli di vita che costruiscono un nuovo modello di società. Si è svolta, l’11 e 12 maggio, a Pedalino, la Mariapoli, convegno organizzato dal Movimento dei Focolari. La Mariapoli (letteralmente: “Città di Maria”) aveva come titolo «La cultura del noi … la sfida dell’oggi».

Sul palco del Centro Culturale Esperia, a Pedalino, la proposta della nuova cultura della “fraternità”, lanciata dalla fondatrice del movimento, Chiara Lubich, fin dai primi anni del dopoguerra , oggi diffusa in più di 180 nazioni in tutto il mondo. Ha partecipato Aurora Nicosia, direttore del mensile “Città Nuova”, giornale edito dal Movimento dei Focolari, nato negli anni 50 per diffondere una cultura legata ai valori del dialogo. Aurora Nicosia è originaria di Vittoria, vive e opera a Roma. La proposta della fraternità è direttamente connessa con la “cultura del noi”, vero antidoto contro ogni individualismo. La Mariapoli è stata una piccola expò di esperienze e proposte nate da questa nuova vita e di tante testimonianze di chi ha provato a scommettersi in questa direzione, ciascuno nel proprio ambito di vita e di lavoro. Nella sala del Centro Culturale Esperia sono state presentate testimonianze su quattro tematiche: nella chiesa locale, nel dialogo ecumenico, nella famiglia e nella città. Per l’ecumenismo, di rilievo la presenza dei pastori pentecostali  Antonio Stallone, Giuseppe Decorato, Giuseppe Micieli, di Gisela Salomon, della chiesa luterana in Italia, di Gianna Iaquez, di Scoglitti e di don Salvatore Converso, che hanno raccontato l’esperienza di comunione che si prova a vivere a Vittoria, Scoglitti, Santa Croce Camerina.

È seguito un pomeriggio dedicato ai temi del “dialogo in famiglia” con alcuni membri del movimento Famiglie Nuove, Maurizio Bruno e Gina Oliveri, Leda Russo e Angelo Fidone, l’approfondimento dei temi dei rapporti di coppia e dei rapporti con i figli, proposto da Annalisa Burrasca, psicologa e psicoterapeuta, che si occupa di relazioni di coppia. Di particolare rilievo la testimonianza di Domenico Leggio, direttore della Caritas diocesana di Ragusa, di Mariuccia Fazzina, responsabile della casa di accoglienza “Io sono con te” di Comiso (per donne sole o vittima di violenza), di Rosa Perupato che ha fondato l’associazione “Il Filo di Seta”, anch’essa impegnata a Vittoria a favore delle donne vittime di violenza. Altre testimonianze sono state proposte da don Stefano Trombatore, di Rosolini e da Giovanni Lionti, con un gruppo di giovani di Niscemi (Alessia Camagna, Giorgia Cannia, Alessia Lionti, Dalila Di Giovanni), che hanno promosso una mensa per i poveri, insieme alla comunità avventista.

Nel pomeriggio conclusivo, dedicato alla città ed alle sfide del sociale, di rilievo le esperienze di Lucia Mallo e Carmela Lo Monaco, che hanno organizzato a Comiso una serie di incontri dedicati ai temi della politica amministrativa, partendo dalla cultura del dialogo e della fraternità, di Lino Pantano, già consigliere comunale a San Cataldo, che ha promosso alcune iniziative contro la ludopatia, aderendo alla campagna “Slotmob” confluite poi nell’approvazione di un regolamento comunale. Infine, Ida Carmina, sindaco di Porto Empedocle, ha raccontato il suo impegno di sindaco controcorrente, che non si è piegata alla logica dei favori e dei compromessi, fatta segno di numerose minacce e segnali intimidatori e mafiosi.  «Con la mia giunta non ci sono favori, non ci sono parenti. I miei parenti sono tutti i 18.000 empedoclini». Infine, Salvatore Brullo ha presentato l’Economia di Comunione, una delle proposte lanciate da Chiara Lubich, che ha introdotto nuove prospettive anche al complesso mondo dell’economia. Fabio Bruno, David Cutietti e Marco Bruno hanno presentato l’esperienza di Management Technologies, un’azienda di giovani consulenti aziendali, analisti e programmatori, che hanno creato un’impresa innovativa in Sicilia, con l’obiettivo di creare lavoro nell’isola ed evitare le fughe dei cervelli, ma soprattutto di proporre un nuovo tipo di azienda in cui il lavoro è dono per gli altri. L’azienda ha destinato una parte degli utili ad opere sociali, finanziando l’associazione “Vita21”, che si occupa di disabilità.

Le conclusioni sono state affidate ad Angela Guccione e Nicola Stracquadaini, con un messaggio finale ed una prospettiva, quella della nuova cultura del noi nella chiesa e nel mondo.

Alla Mariapoli hanno partecipato anche i bambini (gen 4) ed i ragazzi (gen 3) del Movimento dei Focolari con momenti peculiari a loro dedicati, in sale diverse.

Carmela Lo Monaco

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Roma, il Consiglio Comunale approva mozione contro fabbricazione armi

Riceviamo e pubblichiamo.

“L’Assemblea Capitolina ha approvato all’unanimità la mozione 26/2019, a firma dei consiglieri Fassina e Pelonzi, recante un “Impegno per la Sindaca e la Giunta affinché la Città di Roma si dichiari contro la fabbricazione di armi e materiale bellico nel territorio italiano, solleciti l’attuazione della Legge 185/90 e promuova concrete politiche di disarmo e pace. “Con questa mozione raccogliamo l’invito delle associazioni cattoliche e laiche che qui a Palazzo Senatorio hanno chiesto alla Capitale d’Italia di prendere posizione per l’attuazione di una norma che prevede il divieto di vendita di armi, e in particolare di mine antiuomo, letali nelle guerre in corso, per impedire il loro proliferare”, ha spiegato il consigliere di Sinistra per Roma Stefano Fassina. Le associazioni, ha ricordato il capogruppo Pl Giulio Pelonzi “chiedono un serio sforzo per la riconversione di quelle realtà economiche che non rispettano lo spirito della nostra Costituzione, del Trattato sul commercio delle armi dell’ONU, e della legge italiana 185/1990, che proibisce esportazione e transito di armi ‘verso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani’”. “Il nostro voto sarà convintamente a favore di questa richiesta, in considerazione del ripudio della guerra contenuto nella nostra Costituzione”, ha annunciato la consigliera del M5S Gemma Guerrini”. (da www.askanews.it)

leggi la mozione




Vivere la Parola: piccole esperienze quotidiane (4a parte)

Pubblichiamo l’ultima parte di alcune esperienze pervenute sulla Parola di Vita:  “Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me”. 

  • Accogliere Sumon e la sua famiglia non è stato semplicemente voler bene ad una persona nel bisogno, ma essere famiglia per lui. Oggi, lui e la sua famiglia sono perfettamente integrati e continuano a sperimentare “la casa”, anche se sono lontani dalla propria terra d’origine.
  • Una signora anziana mi ha chiesto un passaggio perché doveva fare una ricarica al telefonino e un temporale stava per arrivare. Con amore l’ho accompagnata aspettando che aprisse il negozio, visto che ancora era presto. Soddisfatta della sua ricarica, l’ho riaccompagnata a casa dopo il temporale. Anche questo “bussare” a volte ti sorprende, sono piccoli gesti che però ti danno anche gioia!
  • Nell’amare non ho perso mai niente, solo il mio orgoglio, in cambio ho ricevuto pace e libertà. Frutto di tutto ciò è vivere la Parola di Dio.
  • Ieri è venuto a scuola un mio alunno per ringraziarmi e ringraziare tutti per i risultati ottenuti, per averlo sostenuto in un momento difficile che stava attraversando.  Soffriva di fortissimi mal di testa, asma respiratoria e, ogni tanto, crisi epilettiche. A volte si sentiva così debole che voleva farla finita. Io e il collega di italiano lo abbiamo incoraggiato ogni giorno. Avevo consigliato alla mamma fargli fare dei controlli presso altri ospedali e sentire altri pareri medici. Così dopo gli esami di stato, superati bene, sono andati in un ospedale di un’altra città dove è stato operato. Adesso sta bene, ha ripreso la sua vita e sta studiando ingegneria. Mi ha dato tanta gioia vederlo felice e sapere che le preghiere rivolte a Maria e a Dio hanno ottenuto la Grazia.
  • Al citofono bussa una signora. Intuisco che è testimone di Geova. Vinco l’iniziale ritrosia e voglia di liquidare la conversazione in due parole. Le apro e dialoghiamo un poco, le dico che sono cattolica, ma che la sostengo con la preghiera perché possiamo diffondere tra i fratelli il bene e i valori universali e condivisibili. Se ne va felice e io più di lei per aver fatto festa a Gesù che bussa.
  • Il vivere la Parola di Vita di questo mese è stato un grande allenamento nel cambiare continuamente i miei programmi per essere disponibile per la famiglia e per quanti mi chiedevano. Pensavo di ritardare nel fare le mie cose ma, alla fine, sono riuscito a fare tutto e anche di più.
  • A lavoro, durante una mattinata intensa di scadenze, ho cercato di stare attento alle esigenze dei “colleghi/fratelli” e li ho aiutati ad alleggerire il loro carico di lavoro, ascoltandoli e portando a compimento le loro richieste.
  • A scuola ho un alunno un po’ problematico. Che faccio? Come posso aiutarlo? Cerco di volergli bene e colmare con il mio amore le criticità. Dopo poco tempo la mamma mi ringrazia, stupita per la rapidità del cambiamento del figlio, avendo notato anche a casa i suoi progressi.
  • In questo mese ho svolto il tirocinio in ospedale e sentivo che dovevo prima di tutto dare amore, regalare un sorriso chiedendo ogni mattina agli ammalati se avevano bisogno di qualcosa. I pazienti non finivano di ringraziarmi dandomi tante benedizioni. Ero davvero contenta che con un po’ d’amore rendevo felici gli altri.
  • La Parola di Vita di Chiara Lubich mi aiuta a vivere la vita, molto cambiata dopo la dipartita del mio amato Luigi. Il passaparola quotidiano ravviva la mia fede e mi aiuta a sentirmi meno sola anche perché i figli sono lontani. Grazie.

(vedi 1a parte)

(vedi 2a parte)

(vedi 3a parte)




“I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, incontro a Roma per i giovani religiosi

Martedì 27 novembre 2018 presso l’aula magna dell’Accademia Alfonsiana a Roma si è svolto un incontro per giovani consacrati, un confronto a tutto campo sul Sinodo da poco concluso. “Non dobbiamo portare i giovani da noi, ma uscire con i giovani per andare incontro agli altri giovani”: una vera e propria conversione anche sul piano pastorale l’invito che ci è stato proposto in modo semplice dal Cardinale João Braz de Aviz e da due giovani che hanno partecipato al Sinodo dei vescovi dal titolo: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

L’incontro è stato organizzato dai giovani religiosi e consacrate del Movimento dei Focolari, Gen-Re (Generazione Nuova Religiosi/e), ed era indirizzato soprattutto alle religiose e ai religiosi al di sotto dei 40 anni. In apertura Federica Vivian, focolarina che lavora nella segreteria del Sinodo, ci ha raccontato brevemente il “Sinodo in numeri” e ci ha fatto dono della sua esperienza su questo tempo di grazia così speciale. Poi è stato il momento delle risposte alle domande dei giovani religiosi. 

Oltre al Cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata, i due giovani presenti, Federica (volontaria di Nuovi Orizzonti) e Filipe (giornalista brasiliano che ha partecipato al sinodo come esperto) hanno risposto alle domande, condividendo il vissuto di queste tre settimane e sottolineando l’esperienza di straordinaria apertura alla Chiesa.

Il Cardinale, in particolare, ci ha riportato tre criteri guida che il Papa ha raccomandato anche nel corso del Sinodo: ascoltare senza pregiudizi, farsi i prossimi con gli altri, testimoniare Gesù è il Vangelo così come sono. Camminare insieme è la sfida della sinodalità che è venuta fuori dalle risposte dei tre testimoni del Sinodo, esperienza che ora tutti siamo chiamati a portare avanti. Se ci mettiamo nella mentalità del camminare insieme ci sono novità per noi. Ma per camminare insieme bisogna riconoscere la dignità dell’altro nella sua diversità: una comunione tra noi che elimini le diversità non è un’autentica comunione.

Matilde e P. Carmine




Eli Folonari, una vita con Chiara Lubich

Ci ha lasciati a 92 anni la più stretta confidente e collaboratrice di Chiara Lubich, la sua “testimone” per eccellenza. I funerali si sono svolti al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo, giovedì 29 novembre.

Leggi sul sito internazionale dei Focolari intervista a Maria Voce 

Leggi l’articolo su Città Nuova




LA VOCE DEI GIOVANI ALL’ONU: Bando per due borse di studio

PROMETEO WORLD ONU 2019 – BANDO INTERNAZIONALE per DUE BORSE DI FORMAZIONE E RICERCA presso la sede ONU di NEW YORK

LA VOCE DEI GIOVANI ALL’ONU

Prometeo World ONU 2019, il progetto internazionale promosso dall’associazione New Humanity (ONG del Movimento dei focolari) e dalla Fondazione Mario Diana onlus di Caserta (Italia) offre due borse di formazione e ricerca del valore di 5mila euro ciascuna per giovani con forte motivazione e interesse per le questioni internazionali e per la promozione del dialogo e della pace tra i popoli. Lo stage si svolgerà presso la sede ONU di New York da febbraio a maggio 2019.

La selezione è aperta a laureati o laureandi delle seguenti aree disciplinari: scienze umanistiche, scienze politiche, relazioni internazionali, diritto, cooperazione internazionale, comunicazione, social management.

I giovani selezionati saranno accompagnati nel loro percorso da esperti di New Humanity, associazione che da oltre trenta anni è ente accreditato presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC).

Obiettivo dello stage è condurre una ricerca su uno o più temi legati al lavoro delle ONG e ai progetti dell’ONU, finalizzati a realizzare gli obiettivi definiti dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Parte del progetto prevede l’ideazione di criteri e processi per il riconoscimento, da parte delle Nazioni Unite, della “Settimana Mondo Unito”: l’expo internazionale di buone pratiche orientate alla fraternità e alla sostenibilità sociale che, da oltre 30 anni, è promossa e organizzata dai giovani del Movimento dei focolari.

Termine ultimo per la candidatura è il 15 dicembre 2018. Il bando è consultabile sui siti web degli enti promotori www.new-humanity.orgwww.fondazionediana.it.

“La nostra Fondazione attraverso il progetto di educazione ambientale ‘Seguimi’ e la sezione ‘Prometeo’, da cui prende il nome questo bando, è da tempo impegnata con e per i giovani a testimonianza, ancora una volta, di quanto sia necessario porre le nuove generazioni come fulcro delle strategie presenti e future, per promuovere crescita e sviluppo sostenibile – ha dichiarato Antonio Diana, presidente della Fondazione Mario Diana. Di fronte alle sfide globali che l’umanità è chiamata oggi ad affrontare, occorre formare una generazione di giovani che siano opportunamente preparati, che trovino spazi dove spendere al meglio le proprie energie e talenti, sviluppino competenze trasversali e capacità di leadership etica, in modo da essere portatori di un autentico rinnovamento sociale”.

Marco Desalvo, presidente di New Humanity ha sottolineato l’apertura internazionale dell’iniziativa. “Abbiamo voluto aprire il bando a giovani di ogni nazionalità, indipendentemente dalla loro cultura e credo religioso. Come ha affermato Papa Francesco: troppo spesso si parla di giovani senza lasciarsi interpellare da loro. Con questo progetto vogliamo che le nuove generazioni, con la creatività, lo stile e l’originalità che le caratterizza, facciano sentire la loro voce nelle sedi dove si prendono le più importanti decisioni per il futuro del pianeta. Il ruolo di un’economia civile e di comunione nella lotta alla povertà, le politiche in tema di rifugiati e migranti, il rafforzamento del ruolo delle donne, la leadership delle nuove generazioni, sono alcuni degli ambiti su cui aspettiamo proposte e idee dai giovani beneficiari del progetto”. 

Lo scorso 24 settembre 2018, il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres ha annunciato “Youth2030”, la nuova strategia per i giovani promossa dall’ONU, per incrementare azioni globali, regionali e nazionali che rispondano ai bisogni delle nuove generazioni, realizzino i loro diritti e gli offrano l’opportunità di essere agenti di cambiamento.

Amplificare la voce del mondo giovanile per la promozione di un pianeta pacifico, giusto e sostenibile, supportare i giovani quali catalizzatori di pace e di azioni umanitarie, volte al bene collettivo sono alcune delle priorità di “Youth2030” e questi sono anche gli obiettivi che si prefigge il progetto Prometeo con l’istituzione di queste due borse di ricerca.

Contact:

New Humanity – Press Office – Lucia Compostella, tel. +39 06.94315635

Fondazione Mario Diana onlus – Press Office – Marco Miggiano, cell.+39 339.8386824




Città Nuova. L’informazione libera. E chiara.

Dopo più di 60 anni dalla sua nascita, l’informazione di Città Nuova vuole continuare ad essere libera e chiara. Non assoggettata cioè a nessun potere e senza timore di dispiacere a chi qualche potere lo detiene, se questo confligge con un’informazione che cerca la verità. Sappiamo quanto ciò sia difficile, oggi come ieri nel nostro Paese, e non abbiamo la presunzione di riuscirci sempre, mentre ci auguriamo che quanti ci leggono, sulla rivista e sul sito, abbiano l’occhio limpido per cogliere almeno lo sforzo in questa direzione. (leggi tutto)




Genova: una città sotto shock

Il crollo del ponte Morandi nel capoluogo ligure lascia sbigottiti e alimenta le polemiche sulle infrastrutture. Regione tagliata fuori da tutto con conseguenze gravissime. Intanto sale il numero dei morti, 35 fino ad ora, e dei feriti. Si lavora senza sosta nel tentativo di recuperare persone vive.


FONTE: CITTÀ NUOVA

La città di Genova  è sotto shock. «Questo non ci voleva, no  no è assurdo, non ci posso credere. Non  può essere vero». Attoniti i primi abitanti di Campi il quartiere che cresce a cento metri sotto le arcate del viadotto sul Polcevera. Sotto la pioggia battente guardano attoniti le macerie del ponte crollato, le carcasse delle auto schiacciate dalle tonnellate di cemento che si sono abbattute sul suolo. E sui capannoni, per fortuna vuoti dove ha una delle sedi della municipalizzata dei rifiuti cittadini.

La vigilia di Ferragosto si presenta così ai genovesi con un disastro di proporzioni notevoli. La città penalizzata per le sue strade e i suoi collegamenti ora è tagliata fuori da tutto. Il viadotto portava al porto il traffico turistico e le merci in arrivo dalla Francia e dal nord est dell’Italia e dall’Europa, e quello proveniente dal sud Italia diretto nel nord Europa. Unica via di transito in una città da sempre soffocata dal traffico su gomma. Con un’autostrada pericolosissima per i troppi Tir che non danno tregua. Ora tutto questo si interrompe. E ancora una volta tutto il traffico si riverserà per anni, sull’Aurelia, nel tratto già da sempre congestionato dalla viabilità cittadina. «Non oso pensare come sarà ridotta Genova d’ora in avanti», dice un vigile urbano. Fatto sta che ora la città si presenta così. Schiacciata da un macigno di cemento, soffocata dai problemi che via via si andranno a creare con l’apertura delle industrie. Schiacciata dalle polemiche che subito affiorano puntuali sulla manutenzione del ponte. E si scoprono perizie datate anni addietro che parlano di falle nei pilastri, di arcate con difetti strutturali e di risposte mai sufficientemente affrontare.

Il Ponte Morandi era stato costruito tra il 1963 e il 1967. La campata maggiore aveva una lunghezza di 210 metri  e l’altezza di 90 metri dal suolo. L’Autostrada dei Fiori, la A 10 ,  è tutta un viadotto da Genova a Ventimiglia: ci si domanda quanto siano sicuri i piloni che sostengono questi viadotti. Ci si domanda quanta manutenzione è stata fatta e si stia facendo.  Ancora una volta Genova paga un alto tributo sia per la sua conformazione geografica ma anche per tanta incuria e irresponsabilità da parte dell’uomo. E puntuale torna la richiesta dell’accelerazione per la costruzione della cosiddetta “Gronda”, opera infrastrutturale relativa alla costruzione di una nuova autostrada dal capoluogo ligure verso nord, opera che pareva avviata, ma che è stata fortemente contestata negli ultimi mesi dai parlamentari Cinque Stelle, per la spesa considerata eccessiva.

Intanto i soccorritori fanno l’impossibile per estrarre dai calcinacci i feriti al momento 11, mentre i morti sarebbero oltre venti. Solidarietà da più parti è stata espressa alla città. Il sindaco Bucci parla di una «immane tragedia per la nostra città». E’ atteso l’arrivo del presidente del Consiglio Conte. Anche la cancelliera  Merkel, il presidente Macron, hanno inviato tra i primi i loro messaggi di partecipazione.

 

 




Cantieri Ragazzi per l’unità: Palermo #insiemeperBallarò

Progetto Ballarò: “Guardo la mia città”

La comunità del Movimento dei Focolari opera a Palermo da quattro anni all’interno del quartiere “Ballarò”, dando vita a legami di amicizia con molti abitanti della zona e con altre associazioni che vi operano. Ed è qui, in questo quartiere storico di Palermo, che dal 2 al 12 Luglio 2018 si sono svolte attività ludiche ed ecologiche volte a sensibilizzare le persone verso il rispetto dell’ambiente e ad aiutarle a guardare la città con occhi nuovi. L’obiettivo principale è stato ed è tutt’ora quello di creare unità all’interno della zona per coinvolgere, a piccoli passi, non solo il quartiere ma anche chi vive in altre parti della città.

Ognuno ha messo in gioco se stesso, condividendo le proprie conoscenze ed esperienze; hanno partecipato sia associazioni che già da tempo operano all’interno del quartiere sia chi ne fa parte da poco, come l’associazione ALAB (Associazione Liberi Artigiani-Artisti Balarm) che ha organizzato laboratori artigianali per i bambini. Molti ragazzi hanno partecipato al progetto, tra cui giovani provenienti da altre città, come Trapani, alternandosi nei vari momenti previsti nel programma: giochi con i bambini, laboratori di disegno e pittura, laboratori artigianali, canto e spettacolo teatrale, mimo, pulizia e riqualificazione degli spazi urbani, delle strade, di un campetto di calcio.

Gli adulti della comunità hanno collaborato nella ristrutturazione di alcune abitazioni e nella realizzazione dei momenti ricreativi, come il mimo, e dello spettacolo teatrale.

L’ultimo giorno infatti si è svolto lo spettacolo interpretato da alcuni bambini del quartiere e da alcuni gen 3 di Trapani e Palermo, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando che ci ha incoraggiati a continuare a promuovere iniziative culturali, di fraternità e unità: “La cultura è stare insieme”, ha detto. 

Il progetto è stato sostenuto economicamente da alcune aziende tra cui BRICO CENTER che ha scelto e premiato il nostro progetto, presentato come progetto vincitore dell’edizione 2018 dell’iniziativa “Insieme per il nostro quartiere” e anche la cooperativa COOP di Palermo, il Comune di Palermo e il rinomato focacciere della zona Ninu ‘u ballerinu che ha offerto la cena finale con prodotti della tipica gastronomia siciliana.

  Questa esperienza ha permesso a noi giovani di comprendere nuove realtà, che spesso sembrano lontane dalla nostra. Stando a contatto con la gente del quartiere, essendoci immedesimati nelle loro vite abbiamo capito quanto sia importante dare una mano a chi ne ha più bisogno, anche solo stando loro vicino. Vedendo soprattutto come i bambini percepiscono questa realtà, ridendo e giocando con loro, abbiamo appreso che uno degli obbiettivi principali è agire per preservare il loro futuro. Grazie a questo progetto, molti volontari, giovani e adulti, hanno potuto dare un contributo per migliorare la nostra città, alimentando in ognuno di noi un senso di unità e fratellanza. Solo partendo da questi piccoli gesti d’amore verso il prossimo possiamo realizzare qualcosa di più grande; citando Chiara Lubich: “Gli avvenimenti veramente grandi nascono da piccole cose”.

Chiara Morello, redazione Teen4Unity

Articolo pubblicato sul blog di Teens4Unity

 




Migranti: Comunicato stampa della Conferenza Episcopale Italiana

I Vescovi italiani hanno diramato il 19 luglio 2018 la nota – “Migranti, dalla paura all’accoglienza” –  dopo i recenti fatti di cronaca che hanno suscitato polemiche sulle politiche rigurado l’immigrazione.

Con il nostro grazie alla Presidenza della CEI rilanciamo la nota della Conferenza episcopale italiana sull’accoglienza dei migranti. Desideriamo diffondere ma soprattutto continuare a tradurre in pratiche concrete il suo contenuto e proseguire l’impegno di tutto il Movimento dei Focolari in Italia e nel mondo, a vivere questa accoglienza diffusa e “capace di autentica fraternità”, senza “volgere lo sguardo altrove”.

Rosalba Poli e Andrea Goller (responsabili del Movimento dei Focolari in Italia)

Ecco il testo:

CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali

Nota della Presidenza della Cei

Migranti, dalla paura all’accoglienza

Gli occhi sbarrati e lo sguardo vitreo di chi si vede sottratto in extremis all’abisso che ha inghiottito altre vite umane sono solo l’ultima immagine di una tragedia alla quale non ci è dato di assuefarci.

Ci sentiamo responsabili di questo esercito di poveri, vittime di guerre e fame, di deserti e torture. È la storia sofferta di uomini e donne e bambini che – mentre impedisce di chiudere frontiere e alzare barriere – ci chiede di osare la solidarietà, la giustizia e la pace.

Come Pastori della Chiesa non pretendiamo di offrire soluzioni a buon mercato. Rispetto a quanto accade non intendiamo, però, né volgere lo sguardo altrove, né far nostre parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi. Non possiamo lasciare che inquietudini e paure condizionino le nostre scelte, determino le nostre risposte, alimentino un clima di diffidenza e disprezzo, di rabbia e rifiuto.

Animati dal Vangelo di Gesù Cristo continuiamo a prestare la nostra voce a chi ne è privo. Camminiamo con le nostre comunità cristiane, coinvolgendoci in un’accoglienza diffusa e capace di autentica fraternità. Guardiamo con gratitudine a quanti – accanto e insieme a noi – con la loro disponibilità sono segno di compassione, lungimiranza e coraggio, costruttori di una cultura inclusiva, capace di proteggere, promuovere e integrare.

Avvertiamo in maniera inequivocabile che la via per salvare la nostra stessa umanità dalla volgarità e dall’imbarbarimento passa dall’impegno a custodire la vita. Ogni vita. A partire da quella più esposta, umiliata e calpestata.

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana

Roma, 19 luglio 2018

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA CEI Comunicato stampa 19 luglio 2018