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Parola di vita adolescenti giugno 2023

 




Tito, la malattia vissuta in maniera attiva e con amore

Non è facile dire qualcosa o esprimere sentimenti perché Tito ci ha lasciati da poco. Il dolore è ancora grande perché manca e manca tanto. Siamo stati sempre molto legati, l’unico amore della mia vita, l’ideale ci ha poi uniti spiritualmente e la malattia ci ha resi davvero “uno”.

È così, la malattia può dividere o unire: non si esce facilmente da schemi mentali o da forme egoistiche di vita. Solo l’amore umano non ce la può fare; è un percorso difficile e impegnativo perché il malato di SLA è molto esigente, per la mancanza totale di autonomia. Ci vuole un aiuto dal “cielo”, una grazia particolare da accogliere.

Tanti mi dicono che io ho avuto un ruolo importante nella gestione della malattia, ma la parte più importante l’ha fatta Tito, che si è confrontato con Gesù nel suo abbandono, non con rassegnazione ma in maniera attiva e con amore. Da ingegnere, ha progettato anche questo momento della sua vita e ci ha guidati e coinvolti nel suo percorso.

Per chi non ci ha conosciuti vorrei dire brevemente che ci siamo sposati 46 anni fa, io avevo 20 anni, 13 meno di lui. Lui ingegnere, io insegnante di educazione fisica. Ci siamo presi per mano e abbiamo iniziato il nostro percorso di vita da cui sono nati 6 figli (il primo, nato prematuro, non ce l’ha fatta).

L’ideale dell’Unità di Chiara Lubich era già entrato nella nostra famiglia con Don Annibale Ferrari (zio Bibbo) ma 30 anni fa abbiamo iniziato un cammino con la nostra parrocchia e Don Pietro Cappelli, sacerdote focolarino, un percorso che ha messo alla prova la capacità di vivere per l’altro e di uscire da noi stessi nelle piccole cose della vita, nella famiglia, nel lavoro.

Così, guidati dall’amore di Dio attraverso Chiara e tutti i fratelli che hanno condiviso il nostro percorso di fede con il Movimento Diocesano, siamo stati preparati: la possibilità di mettere tutto in pratica ci veniva offerta da questa bruttissima malattia.

Essere uniti nell’anima ci ha permesso di fare un percorso molto forte e profondo. È bastato un “si” insieme ogni volta che Tito peggiorava…gli sussurravo all’orecchio “ci sono e sarò sempre con te”. Poche sono state le volte che, presa dalla stanchezza, di notte quando mi chiamava predicavo un po’ ma poi la mattina non mancavano le scuse, i baci e gli abbracci.

I primi anni sono stati segnati dalla progressione della malattia che mese per mese gli toglieva le abilità: prima alle braccia poi alle gambe. Quindi da subito sono diventata le sue braccia e le sue gambe. Tutto questo non ci ha chiusi in una vita triste e dimessa ma abbiamo continuato ad essere presenti nella comunità e nella famiglia senza privarci di piccole gioie come un concerto o una vacanza. L’attimo presente diventava la soluzione per continuare a vivere con normalità e mai con rassegnazione.

Poi è arrivato il momento in cui respirazione e alimentazione erano compromessi.
Tito ha cominciato a confrontarsi e documentarsi per arrivare alla scelta di sottoporsi alla tracheostomia e alla gastrostomia, grazie alle quali è stato con noi altri cinque anni.
In questi anni ha potuto gioire con la sua famiglia di tanti avvenimenti, lauree, nascite dei suoi 8 nipoti ed è rimasto un riferimento importante e prezioso perché attraverso whatsapp ha continuato ad essere guida per tutti.

Dall’anno 2000 ha accompagnato tanti giovani, in particolare nostro genero Mario oggi sindaco di Roseto in un percorso di cittadinanza attiva, attraverso il MPPU. Ha organizzato scuole di partecipazione e convegni. Per tanti anni aveva dato un contributo alla sua città, Roseto, attraverso i suoi editoriali sul giornale parrocchiale “Piccola Città”.

E ancora tanti amici accolti a casa hanno potuto sperimentare la sua serenità grazie alla preghiera (rosario giornaliero) e alla continua ricerca spirituale che ha condiviso attraverso i suoi scritti e i suoi libri fino alla fine, anche quando muoveva solo gli occhi (alla fine anche la bocca era bloccata). Negli ultimi tempi abbiamo tutti capito che era pronto per il grande incontro purificato nel corpo e nello spirito. È stato bello accompagnarlo con preghiere e canti e ci è sembrato che l’ultimo atto d’amore per noi fosse il suo sguardo sereno.

Concetta Rocci

Riportiamo qui una pagina tratta dagli scritti di Tito

Tito Rocci da Appunti di Vita maggio 2022, pg: 47-49

Tito 03 maggio 2023

 




“Girl On A Mission (Magnificat)”. Il nuovo brano del Gen Verde per la GMG 2023

Il Gen Verde lancia una nuova canzone per la Giornata Mondiale della Gioventù 2023 a Lisbona, Portogallo

 Arriva un nuovo single del Gen Verde, “Girl On A Mission (Magnificat)”: da venerdì 5 maggio su tutte le piattaforme musicali e con il videoclip disponibile sul canale YouTube ufficiale.

Come è nato questo brano, quale la sua motivazione, l’ispirazione?

Perché non fate una canzone per la GMG?. Questa è la domanda che ci hanno fatto varie volte durante la Giornata Mondiale della Gioventù del 2019 in Panama… e infatti la proposta ci piaceva tanto. Lo sognavamo e finalmente è arrivato il momento. Scrivere un brano non è semplice in mezzo a concerti e tour. Ma abbiamo deciso e l’idea è partita!”, dice Jamaica Lyra (percussionista, Brasile).

Nancy Uelmen (cantante e compositrice, Stati Uniti) spiega: “Siamo rimaste affascinate dalla scelta del tema della GMG preso dal Vangelo di Luca: «Maria si alzò e andò in fretta». E ci sembrava importante che il nostro nuovo brano lo sottolineasse. In questi ultimi anni di preparazione alla GMG 2023, fortemente segnati dalla pandemia, si sente che Papa Francesco vuole aiutarci tutti – e in particolare i più giovani – a rialzarci. Sull’esempio di Maria, ci sprona a trovare nuovo coraggio per approfondire il rapporto con Dio e il rapporto con gli altri – aprendoci specialmente a chi è più nel bisogno”.

Adriana Martins (cantante, Brasile) aggiunge che il brano “è in inglese, perché volevamo che fosse in una lingua che tanti giovani potessero capire e poi certamente anche in portoghese, perché è la lingua locale della GMG. A Lisbona troveremo tantissimi giovani di tutto il mondo. Per questo nel ritornello si canta la frase ‘Magnificat anima mea’: parole, queste, conosciute ad ogni latitudine!”.

“Girl On A Mission (Magnificat)”

“Mentre iniziavo a scrivere, mi sono chiesta: cosa avrà sentito Maria che così giovane, e incinta, si è messa in viaggio per raggiungere la cugina Elisabetta? Penso soprattutto una grandissima gioia! Lei portava Gesù già dentro di sé! Ho immaginato che, mentre viaggiava, le parole del Magnificat cominciavano a risuonare nell’intimo del suo cuore”, spiega Nancy.

E perché questo titolo? Risponde Christina Wang (batterista, Malesia): “Si voleva che la canzone fosse una conversazione con Maria e, allo stesso tempo, una preghiera nella quale chiediamo a lei di portarci con sé ed insegnarci ad avere il suo sguardo, il suo ascolto, la sua attenzione verso l’altro. L’immagine di Maria ‘in viaggio’ è molto significativa per noi, che siamo spesso in viaggio per i tour, proprio per portare il messaggio del Vangelo attraverso la nostra musica. Per questo vediamo in Maria un modello per la nostra vita.

E la musica? Dice Nancy: “Doveva essere moderna e adatta per quel contesto, ossia per una grande folla di giovani: un brano con tantissima energia per rispecchiare la fretta e l’urgenza di Maria di portare un messaggio importante. Bisognava che fosse esplosiva e sacra allo stesso tempo, come sicuramente sarà l’esperienza della GMG per tutti questi giovani che si riuniscono dopo la lunga attesa della pandemia per fare una forte esperienza di Dio insieme”.

Foto © Gen Verde

Come in diverse delle produzioni artistiche più recenti del Gen Verde, per realizzare il videoclip di questo brano hanno voluto che fossero presenti i giovani. In questa occasione, hanno coinvolto un gruppo di ragazze e ragazzi studenti di danza del Laboratorio Accademico Danza di Antonella Lombardo, e anche una giovane violoncellista italiana, Maria Salvatori. “Ci sarebbe molto altro da dire, perché questa canzone ci entusiasma tanto, ma vogliamo finire così, lasciando il brano a voi, perché, speriamo, nell’ascolto possiate trovare quello che abbiamo voluto trasmettere. E, certamente, non vediamo l’ora di suonarla alla GMG 2023 di Lisbona!, conclude Jamaica Lyra.

Link videoclip: https://youtu.be/7hsza1S_lrA
Link brano: https://lnk.to/girlonamission

Gen Verde – International Performing Arts Group
Una band composta da 19 artiste di 14 Paesi che ha come obiettivo portare un messaggio: pace, dialogo e fraternità sono possibili. E lo fa attraverso l’arte, in particolare la musica, e attraverso workshop artistici con giovani di tutto il mondo. I suoi punti di forza sono talento, internazionalità, ricchezza culturale e sperimentazione artistica.

Foto © Gen Verde

Sito ufficiale: www.genverde.it
E-mail stampa Gen Verde: press@genverde.it
Instagram: @genverdeofficial
Facebook: @GenVerdeOfficial
Youtube: GenverdeOfficial
Twitter: @GenVerdeMusic

 




Primo Maggio di Loppiano: partire da sé, dalle relazioni con l’altro, per costruire insieme un mondo migliore

29-30 aprile e 1° maggio 2023 – Loppiano (FI)

Oltre 1200 persone hanno partecipato a “Common Ground | Me You and Us” il festival che ha celebrato i 50 anni della manifestazione dei giovani nella cittadella. Uno spazio, un “terreno comune” che continua ad accogliere le domande di senso e le aspettative dei loro coetanei, dando nuovo slancio e idee al desiderio di contribuire a costruire un mondo migliore. Inaugurata, in diretta Youtube mondiale, la Settimana Mondo Unito, promossa dalle comunità del Movimento dei Focolari assieme al Movimento Laudato si’, per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale alla pace, alla cura dell’ambiente, alla conversione ecologica, alla cura integrale della persona.

Foto da Comunicazione LOPPIANO

Loppiano (FI), 2 maggio 2023Castro, dell’Angola, rimasto orfano a causa della corruzione che affligge la società nel suo Paese, confida come ha superato il suo dolore personale grazie alla fede in Dio e la scelta di studiare economia, per mettersi al servizio dei poveri e lenire il dolore dei suoi compatrioti. Mimmy, ambasciatrice “plastica zero” del Burundi, condivide il suo progetto per riciclare la plastica in lastre ecologiche e piantare alberi nel Parco Nazionale di Rusizi. Ivan, che vive a Damaguete, nelle Filippine, assieme alla comunità di cui fa parte, ogni primo sabato del mese ripulisce le spiagge della sua isola e pianta le mangrovie per preservare l’ambiente marino. Questo, perché: «La nostra gente ha bisogno del mare per sopravvivere. Essendo uno dei Paesi più poveri dell’Asia, la pesca è un mezzo di sostentamento di molti». Daniele, italiano, racconta quanto il Primo Maggio di Loppiano abbia influito nelle scelte fondamentali della sua vita. «Mi ha messo in moto, alla ricerca sempre più autentica e matura di quello che, come uomo, posso dare» spiega. Oggi, è cofondatore di tunehey!, un’applicazione e una società benefit che vuole sostenere il lavoro degli artisti e contribuire a innescare rapporti di prossimità attraverso la musica.

Queste e tante altre sono le testimonianze ascoltate dal palco dell’Auditorium di Loppiano, il 1° maggio 2023. Oltre 1200 i presenti, provenienti da ogni parte d’Italia, con rappresentanze dall’Europa e dai Continenti

Un programma in sala, in diretta YouTube, che ha aperto anche la Settimana Mondo Unito 2023 “Dare to Care, le persone, il Pianeta e la nostra conversione ecologica”. Ovvero, sette giorni per sensibilizzare l’opinione pubblica alla pace, alla cura dell’ambiente, alla conversione ecologica, alla cura integrale della persona che parte dalla fraternità concreta. Sette giorni promossi dalle comunità del Movimento dei Focolari nel mondo in sinergia con altri movimenti, associazioni, istituzioni locali che ne condividono i valori. Come il Movimento Laudato si’, partner principale dell’edizione 2023.

Foto da Comunicazione LOPPIANO

Nell’occasione delle celebrazioni per i 50 anni (1°maggio 1973-2023) del Primo Maggio di Loppiano, la cittadella è stata divisa in 3 grandi aree: Me, You Us. In questo “terreno comune”, come recitava il titolo della manifestazione, i giovani hanno proposto un programma di concerti, spettacolo, spazi di laboratorio con esperti, offrendo ai partecipanti un viaggio da dentro sé stessi all’altro, fino al “noi”. «Nella consapevolezza che è attraverso la relazione con l’altro che possiamo mettere a frutto tutti i nostri talenti, strumenti per portare luce nel mondo. Agendo per il bene comune, per le nostre comunità, i nostri territori, il mondo che abitiamo», ha concluso dal palco Annachiara di Bergamo.

L’appuntamento, aspettando il prossimo Primo Maggio di Loppiano, è alla Giornata Mondiale della Gioventù in Portogallo.

Musica e danza per la fraternità e la pace

Durante la giornata del 1° maggio, anche la band internazionale Gen Rosso ha portato il suo messaggio di fraternità attraverso la musica, con due concerti ispirati al nuovo album “The reason” (la ragione), frutto delle esperienze e dei tanti incontri che hanno caratterizzato questi ultimi tre anni di attività. Non ultima l’esperienza di accoglienza e formazione informale con i giovani profughi e migranti in Bosnia-Herzegovina e Libano. Accanto a loro, anche il concerto di Emanuele Conte, giovane cantautore trevigiano vincitore di Area Sanremo 2021, che ha presentato il suo ultimo singolo “Proiettile Bambolina”, uscito il 25 aprile scorso, un inno alla pace e ad aver cura del mondo. «Possiamo salvaguardare la nostra Terra partendo dall’amarci l’uno con l’altro. Sennò siamo finiti in partenza» ha commentato. Le coreografie della manifestazione sono state possibili grazie alle ballerine del Laboratorio Accademico Danza, scuola che promuove la danza come strumento di unità tra i popoli che, con l’Ass. Dancelab Armonia, promuove il Festival e il Premio “Armonia tra i Popoli”, e i campus d’arte con i bambini di Betlemme.

29 e 30 aprile 

In 200 sono arrivati a Loppiano da varie parti d’Italia per vivere tutti e tre i giorni del Festival “Common Ground | Me, You and Us” e andare in profondità nel percorso

Foto da Comunicazione LOPPIANO

proposto dall’”io” al “noi” passando per il “tu”, l’altro. Un percorso che è stato possibile attraverso laboratori di dialogo con esperti, progettati su tematiche scelte dagli stessi giovani (CLICCA PER APPROFONDIRE). «Da sola non avrei mai riflettuto su queste tematiche», ha confidato una ragazza al termine dei due giorni. «È stato importante riconoscere le ferite che ho dentro», confessa con candore un giovane. «Non avevo pensato così seriamente a riflettere sulle cose importanti della vita e a impegnarmi per gli altri», aggiunge un terzo.

I laboratori del Primo Maggio di Loppiano si sono svolti grazie alla preziosa collaborazione con: The Economy of Francesco, Istituto Universitario Sophia, Polo Lionello Bonfanti, Rondine cittadella della Pace, Movimento Laudato si’.

Per rivedere la diretta YouTube di “Common ground | Me, you and us”: https://www.youtube.com/live/XTlATNwBX4I?feature=share

Maggior foto a questo link

Vedi anche: https://www.focolaritalia.it/events/loppiano-1-maggio-50-anni-di-impegno-da-festeggiare/




Loppiano: un invito speciale al 50esimo del 1° maggio . . . a te che hai partecipato in passato

Anche tu, come tanti di noi, in questi 50 anni hai partecipato una o più volte, come spettatore o attore, nel bellissimo scenario di Loppiano, all’evento del 1° maggio.

Forse anche tu hai un bellissimo ricordo; magari sei venuto con un gruppo di amici che adesso hai perso di vista; magari quell’entusiasmo di quel giorno non c’è più, ma ti piacerebbe riviverlo.

Ecco è arrivata l’occasione!

Sei invitato a partecipare a questa celebrazione dei 50 anni aperta a tutti,  giovani di oggi, ma anche a tutti quelli che non lo sono più, ma che almeno una volta vi hanno partecipato.

Se non potessi essere presente di persona puoi dare il tuo contributo in vari modi:

  • per esempio scrivendoci qualcosa di quella volta, cosa è stato per te, o inviandoci una foto o passando l’invito a qualcuno che c’era con te a quei tempi
  • oppure con un sostegno economico anche piccolo perché come sai per l’organizzazione avremo bisogno di aiuto (il conto a cui puoi mandare un contributo anche piccolo è “erogazioni liberali” primo maggio: conto  P.A.M.O.M. BANCO BPM S.P.A.  Figline V.no (FI) Cod. IBAN IT 51 A 05034 05463 000000001637   SWIFT BAPPIT22

Grazie di quanto potrai fare, puoi scriverci alla mail: primomaggio@loppiano.it

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Dal 1973 il Primo Maggio a Loppiano, cittadella internazionale del Movimento dei Focolari, è l’appuntamento fisso per migliaia di giovani per dichiarare il loro impegno a vivere per portare nel mondo la fraternità e costruire un mondo più unito. Affrontano temi e riflessioni ispirati dalla realtà contemporanea, attraverso forum e azioni concrete, esperienze, spettacolo e musica.

 




Parola di vita adolescenti maggio 2023

 

 

 




Nuovo album musicale del Gen Rosso: “The reason”

Il nuovo album sarà presentato al pubblico domenica 30 aprile, durante un concerto sul canale YouTube GEN ROSSO official, nell’ambito della Settimana Mondo Unito 2023.Il CD, che esce in formato fisico, sarà anche disponibile su tutti gli store online dal 23 aprile.

 




Parliamone! Giovani consacrati in comunione

Siamo un gruppo di giovani consacrati e consacrate del Movimento dei Focolari che da alcuni anni portiamo avanti un cammino per i giovani e le giovani consacrate che chiamiamo “santi insieme”. Si tratta di occasioni per incontrarsi e fare famiglia insieme tra vari carismi, cercando di aiutarci nel cammino di santità alla luce della spiritualità dell’unità del Movimento dei Focolari.
Quest’anno proponiamo una serie di incontri su temi attuali e scottanti della vita consacrata che abbiamo intitolato  “PARLIAMONE”; l’obbiettivo è infatti creare degli spazi di dialogo per condividere e confrontarsi su alcuni aspetti che rendono difficile il nostro cammino di santità.
I temi che affronteremo in questi quattro incontri saranno:
  • Abusi
  • Internet e social media
  • Omosessualità
  • Sostenibilità delle opere
Saranno incontri internazionali con la possibilità di traduzioni in: spagnolo, inglese, portoghese e italiano.
Questo invito è rivolto in modo particolare a tutti i giovani consacrati e consacrate, che stanno vivendo le prime tappe della formazione, (noviziato, juniorato), oppure a professe/i perpetue/i che stanno ultimando gli studi.
Vogliamo crescere nel cammino di comunione tra giovani consacrate e consacrati appartenenti a diversi carismi, condividere esperienze vissute e costruire ponti di fraternità, formandosi insieme al vangelo illuminato dai vari carismi.
La partecipazione è gratuita.
Gli incontri saranno ONLINE utilizzando la piattaforma Zoom.
Contatti: santi.insieme@gmail.com
1° incontro –  ABUSI il 29/04/2023 alle ore 20.30 
interverrà Sr. Tiziana Merletti, suora francescana dei poveri laureata in giurisprudenza e dottore in diritto canonico.
Le iscrizioni sono chiuse, chi desidera seguire l’evento, solo in lingua italiana, lo potrà fare attraverso il link yuotube :  https://www.youtube.com/watch?v=o8GNCEHSlnA



Weekend “Formato famiglia” a Loppiano

Nel weekend 25-26 marzo nuovo appuntamento  a Loppiano per “Formato Famiglia” con la partecipazione di oltre 30 famiglie con i loro 40 bambini/ragazzi dagli zero ai 17 anni.

Una breve presentazione di tutti i presenti, con una caratteristica della propria famiglia, ha creato da subito un clima gioioso. Un video su Loppiano e tre esperienze di focolarini hanno poi presentato la spiritualità e la vita  della cittadella, la sfida su cui costruire il weekend.

Il tema “Sessualità e tenerezza in famiglia” è stato guidato da Maria e Raimondo Scotto, lei psico-pedagogista e lui medico, con una lunga esperienza nell’accompagnamento di famiglie.

Maria e Raimondo con la loro freschezza, semplicità, competenza, e le loro esperienze di vita, hanno saputo trasmettere, in modo chiaro, “il segreto per essere felici, amando”, offrendo a tutti la possibilità di sperimentarlo nella propria coppia. La riflessione personale e di coppia, il lavoro e la condivisione in piccoli gruppi, hanno permesso di esprimere i propri sentimenti al partner e confrontarsi con altri.

L’aver “aperto le porte” ad altre famiglie arrivate la domenica, ha messo in luce come  “Formato Famiglia” abbia proprio la funzione di fornire a ogni famiglia brevi spazi e qualche spunto per fare il punto della situazione e ripartire ricaricati.

Molto partecipato e gradito anche il sabato sera  con le artiste del GEN VERDE , che con la loro frizzante vitalità, hanno condotto la serata con canti, esperienze, animazioni…. “risvegliando in tutti noi la felicità”.

Bambini e ragazzi sono stati coinvolti nei due giorni in un programma parallelo: i più grandi si sono  aggregati a un gruppo di ragazzi della Toscana presenti a Loppiano per una giornata di formazione mentre ai bambini fino agli 11 anni,  sono stati proposti attività, laboratori, giochi, e un momento dedicato ai compiti, accompagnati da alcune famiglie del team “Formato Famiglia” e alcuni animatori della cittadella.

Alcune impressioni dei partecipanti:

“Sono stati giorni brevi, ma intensi. Ci portiamo a casa tante cose, soprattutto il valore della tenerezza e il proposito di dire ogni mattina: “Cosa posso fare per far contento l’altro?”. Ora non ci resta che metterlo in pratica.

“Grazie per la vostra organizzazione: tutto perfetto. Ne avevamo bisogno. Viviamo lontano dalle nostre famiglie e non abbiamo aiuto e sostegno. Qui abbiamo avuto momenti per noi due … i bambini, non solo erano custoditi, ma amati! “

“Non abbiamo avuto mai l’opportunità di confrontarci con altre famiglie. Qui è stato molto utile. Ritorneremo il prossimo weekend.”

“Questo weekend è arrivato in uno di quei momenti bui della nostra vita di coppia di cui parlavano Maria e Raimondo, per una preoccupazione legata a nostro figlio. Questo ha finito con l’allontanarci, dimenticando di essere, prima che genitori, coppia. Abbiamo riscoperto quelle parole di tenerezza che non usavamo da tempo e, nel leggere i pensieri scritti dall’altro nella piccola esercitazione, ci siamo commossi. Questo weekend è stato per noi un punto di ripartenza e un’occasione di formazione per la nostra coppia”

Enrico e Daniela




Saper rischiare per tessere il cambiamento

500 aderenti dei Focolari provenienti da 29 Paesi, con traduzioni in 16 lingue, hanno partecipato, dal 23 al 26 marzo, al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo ad un congresso internazionale dal titolo: “Tessere il cambiamento”. Presenti 80 italiani di varie regioni. Un collegamento planetario ha unito virtualmente decine di città in tutto il mondo.

«Occorre saper rischiare per amore». «Il mondo è alla ricerca di persone che sono pronte a rischiare per un bene più grande, per una umanità più fraterna».

Sono alcune delle parole chiave con cui Margaret Karram, presidente dei Focolari, si rivolge ai partecipanti con un messaggio scritto. «Come sapete – aggiunge – sono a Monaco per un incontro di “Insieme per l’Europa”, ma desidero con tutto il cuore raggiungervi con questo messaggio scritto per esprimervi tutta la mia gratitudine, stima e affetto».  

E confida i suoi ultimi impegni: «Nei mesi scorsi ho avuto una serie di importanti appuntamenti, nell’ambito del percorso sinodale della Chiesa Cattolica e nel cammino con altri Movimenti ecclesiali e Nuove comunità. Ho sperimentato la vitalità della Chiesa e ho avuto la possibilità di incontrare personalmente Papa Francesco, che ci ha parlato a cuore aperto, comunicandoci ciò che gli sta più a cuore per la Chiesa e per il mondo […]».

Centro Mariapoli di Cadine (TN)

Il nucleo del suo intervento va al cuore del titolo del congresso “Tessere il cambiamento” che Margaret Karram evidenzia come sia un programma centrale di ogni persona e per l’umanità intera. «La tessitura è un processo paziente, costante, che, per essere portato a termine, richiede l’intreccio di molti fili che, insieme, compongono un tessuto solido e duraturo. E il cambiamento di cui il mondo ha urgente bisogno richiede una tessitura di questo tipo: una rete fatta di persone allo stesso tempo salde e flessibili, che sanno accogliere tutti, aprire mente e cuore alla più grande diversità; che sanno lavorare con tutti, anche con chi la pensa diversamente da loro, ma con cui condividono i valori fondamentali di pace, giustizia, dignità per tutti». 

E conclude evidenziando il cuore di ogni azione: «Prego che questo congresso radichi in tutti voi una forte esperienza di Dio che vi dia la gioia di far parte di una grande famiglia, come nodi di una rete d’amore che abbraccia e consola il mondo». (qui il messaggio completo)

Centro Mariapoli Bra (CN)

Parole efficaci accolte con prontezza dai partecipanti che hanno vissuto la gioia di ritrovarsi in uno dei primi congressi in presenza dopo la pandemia con la possibilità di relazioni, di potersi guardare negli occhi e poter condividere le proprie esperienze di vita.

Anche la preparazione è stata una bella palestra di unità, di confronto e di corresponsabilità: il risultato sono stati dei programmi ricchi e personalizzati, momenti partecipati fin dall’inizio; esperienze di comunità,  di accoglienza, di apertura al territorio, di attenzione e cura per le nuove generazioni ed intensi momenti di comunione e spiritualità.

Tra gli argomenti approfonditi troviamo la preghiera, la comunità come luogo di crescita e di testimonianza, la spiritualità dell’unità, l’impegno ecclesiale e sociale con relative esperienze, alcune consolidate negli anni.

Un congresso che ha abbracciato virtualmente il mondo intero, non solo a parole. Molti i convegni paralleli in varie città del mondo e sabato 26 marzo un collegamento online planetario di un’ora con esperienze personali, forti testimonianze sul Vangelo vissuto, numeri artistici, ha contribuito a riconoscersi in una unica famiglia legata dallo stesso desiderio di fraternità al di là dei confini geografici, religiosi, sociali.

Una ventina di punti collegati dall’Italia, dove si svolgevano altrettanti congressi in presenza, ad esempio dal Centro Mariapoli di Bra (CN), Frontignano (BS), Cadine (TN) e molti altri (vedi cartina).

I partecipanti sono partiti arricchiti dai momenti vissuti insieme, dal forte amore reciproco sperimentato e dalla profonda esperienza di Dio. Così scriveva uno di loro, ringraziando a conclusione del congresso: «La nostra linfa la prendiamo da Dio, però se non ci mettiamo in contatto con Dio è difficile dare qualcosa al fratello, ma se non ci mettiamo nell’amore al fratello è più difficile questa unione con Dio».

Centro Mariapoli Frontignano




Presentazione di: “Un cuore in azione”

Rafforzare negli adolescenti il perdono, la pazienza, il prestare consiglio o conforto, la critica costruttiva significa aiutarli a crescere personalmente e come comunità, a diventare responsabili verso quanti vivono accanto a loro ed avere cura della felicità altrui come della propria. Un cuore in azione offre a catechisti, animatori, insegnanti un’ampia scelta di proposte didattiche per approfondire con ragazzi tra i 10 e 14 anni le opere di misericordia spirituali, partendo dal loro vissuto e portandoli a scoprire l’Amore misericordioso di Dio nella loro vita.

https://www.cittanuova.it/libri/9788831165884/un-cuore-in-azione-1/

 

Gli adolescenti che attuano le opere di misericordia hanno il coraggio di mettersi al servizio della comunità, attenti a quanti sono più nel bisogno e capaci di stabilire relazioni di vicinanza e solidarietà. Solo insieme a loro possiamo concretizzare quelle opere virtuose necessarie per custodire nell’oggi e in un domani la famiglia umana e il pianeta che la ospita.

https://www.cittanuova.it/libri/9788831165952/un-cuore-in-azione-2/




Parola di vita adolescenti aprile 2023

 

 

 




La conoscenza di sé in Dio (Chiara Lubich nella scia della tradizione spirituale cristiana)

“Conosci te stesso”: l’imperativo attribuito all’oracolo di Delfi diventa con Socrate lo scopo della filosofia e come tale, con alterne vicende, innerva la storia tutta del pensiero. Anche nella tradizione cristiana si tratta di realtà centrale, come si evince dall’accurato percorso tracciato in questo saggio e scandito in tre momenti: quello che da Origene, passando attraverso la testimonianza di alcuni dei Padri greci e latini, giunge fino a Bernardo di Chiaravalle nel Medioevo; quello che s’esprime, agli albori della modernità, nella mistica di Caterina da Siena e poi, soprattutto, nella mistica del Carmelo e della Compagnia di Gesù; quello infine che – in modo per l’oggi emblematico – presenta l’accento di novità apportato dal carisma dell’unità di Chiara Lubich nel mettere in luce anche la dimensione comunitaria della conoscenza in sé di Dio. Il rigore accademico si congiunge con l’esperienza di vita dell’Autore, in un libro che si accredita come un work-in-progress da leggere soffermandosi con attenzione su ciascuna delle sue pagine: per dar spazio a quanto lo Spirito di Dio via via suggerisce.

SCHEDA DEL LIBRO




Don Annibale Ferrari: zio Bibbo!

Il 5 marzo di 28 anni fa nella cittadella di Loppiano don Annibale, per tutti noi nipoti zio Bibbo, all’età di 76 anni, si è addormentato per sempre con un dolcissimo e lieve passaggio all’altra vita.

Se n’è andato così come è vissuto, nella semplicità della sua camera, circondato da quelle poche cose, che gli permettevano di vivere nel suo quotidiano la bellezza e l’essenzialità del Vangelo.

Grande commozione e motivo di profonda riflessione è stato per noi nipoti entrare in quella stanza e constatare come avesse messo in pratica la sua “promessa di povertà”. Gli oggetti presenti si potevano contare sulle dita di una mano: la macchina da scrivere modello anni 50, un cappotto, un colbacco, tre camice, due vestiti, due golf invernali ed estivi. E poi, invece, tanti libri che, insegnante e uomo coltissimo, non abbandonava mai. Conosceva, per esempio, a memoria le tre cantiche della Divina Commedia.

Da alcuni anni, per via della salute precaria, viveva nella casa parrocchiale di Incisa Valdarno, dove era parroco e svolgeva un’attività pastorale che gli consentiva di trascorrere una vita più tranquilla rispetto a quella in cui per tanti anni aveva profuso con tanto impegno tutte le sue energie, prima a Fontem in Africa e poi in tante città d’Europa.

Nel ’56 l’incontro con Chiara Lubich e la spiritualità del Movimento dei Focolari l’aveva folgorato e aveva dato, come lui stesso spesso raccontava, “una nuova dignità al suo essere sacerdote”.

Infatti, quando Tommaso Sorgi lo invitò ad andare in Mariapoli nel trentino, lui era già un sacerdote affermato nella città di Teramo, un vulcano pieno di idee con tante aspirazioni umane e personali.

Nei primi anni di sacerdozio, a volte, il parrocchiano rappresentava per lui una sorta di ostacolo che gli impediva di portare avanti tutti i suoi progetti “terreni”. In seguito con sapiente e accattivante ironia era solito raccontare di questo periodo simpatici aneddoti sulla “perfida cameriera”, sul “sacrestano pesante e mostruoso da vedere”, sul “vicino di casa logorroico”, sul “parrocchiano petulante”. Tutti personaggi che nel tempo don Annibale ha amato con grande cuore e generosità.

Don Annibale: matrimonio dei nipoti Concetta e Tito

Appena conosciuto il Movimento, vi aderisce totalmente. Si libera di tutto ciò che avrebbe potuto ostacolare la sua nuova vita, anche da un punto di vista materiale. Vende i suoi beni e con il ricavato partecipa anche alla realizzazione del centro Mariapoli di Castel Gandolfo, incontrando qualche iniziale incomprensione in famiglia. Ma poco a poco, col tempo, siamo diventati tutti orgogliosi e fieri di lui e delle sue scelte.

Frequenta poi a Londra una scuola dove torna a studiare per imparare l’inglese e prepararsi a partire per il Camerun dove arriva a Fontem nel 1967, mandato da Chiara Lubich per dare il suo specifico contributo a servizio del popolo Bangua che viveva grandi difficoltà di sopravvivenza. Si tratta di una tappa molto importante del suo percorso, una scelta radicale. Lì resta però pochi anni, perché duramente provato da una malattia tropicale dalla quale esce miracolosamente indenne, ma che fiacca la sua forte fibra.

I racconti di quegli anni, efficacemente animati anche con l’aiuto di un filmino, rappresentavano per noi nipoti occasione di stringerci attorno a lui e ammirare con una sorta di “santa invidia” la natura selvaggia che ci mostrava, piena di verde e di colori, rigogliosa ed incontaminata.

Tornato in Italia, per ben 19 anni, gira le parrocchie d’Europa alla ricerca di fondi da inviare a Fontem per il completamento delle indispensabili strutture progettate facendo forza sull’oratoria e sull’esperienza di cui era ben provvisto. Non era un semplice questuante ma un vero missionario accolto dovunque come un autentico “fidei donum”.

Superati abbondantemente i settant’anni, nonostante la sua salute sempre più compromessa, è riuscito a portare avanti il suo impegno pastorale, in particolare con le giovani coppie, e tanti progetti importanti come il restauro delle chiese di Loppiano e di S. Vito. Fino alla fine don Annibale ha messo a frutto i suoi talenti con tutte le sue forze.

Ma è bello anche ricordare come non sia mai mancato a tutti gli appuntamenti importanti della nostra famiglia a Giulianova e a Roseto. L’ultima volta ci eravamo visti in occasione del battesimo della mia quinta bambina. Portava sempre tavolette di cioccolata e regali a tutti. Ricordo che riusciva ad avvicinare tante persone e a relazionarsi con grande facilità. Era come una calamita con quanti veniva in contatto: tutto il nostro vicinato, i suoi amici di infanzia, gente che non frequentava la chiesa… Alcuni si confessavano solo con lui e, anche in famiglia, la sua presenza era sempre motivo per rinsaldare l’unità tra tutti.

In occasione di quel battesimo, d’accordo con Lui, invitai a casa mia un gruppo di amici di Roseto (Roseto degli Abruzzi). Fu un momento bello e appassionante perché la sua testimonianza era e risulta ancora una storia avvincente. Aveva un modo tutto suo di raccontare che incantava e divertiva allo stesso tempo l’auditorio di ogni età, una vera “arte del dire” fatta di parole semplici ed essenziali, intercalate da frequenti “È vero… fratelli cari”. Erano frammenti di vita illuminata da un grande Ideale, un’autentica testimonianza di Vangelo vissuto.

Il suo cuore di “fanciullo”, il fisico da “pacioccone”, il carattere gioviale e bonario, la gioia contagiosa che non mancava mai, anche nei momenti per lui più difficili, riuscivano a mettere tutti di buon umore.

E fino alla fine è stato così: l’espressione da eterno fanciullo sul volto, illuminato dal suo cordiale sorriso … a dimostrazione di un passaggio sereno, pervaso di pace, proprio come quello riservato ai giusti.

Concetta Ferrari




Albertina Zirondoli è Venerabile

Il 23 febbraio 2023, Papa Francesco ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche della Serva di Dio carpigiana Albertina Violi Zirondoli, legata al Movimento dei Focolari

Il 23 febbraio 2023, Papa Francesco ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche della Serva di Dio Albertina Violi Zirondoli, “fedele laica e madre di famiglia; nata il 1° luglio 1901 a Carpi (Italia) e morta il 18 luglio 1972 a Roma (Italia)”.

Una notizia accolta con profonda gioia dalla Chiesa di Carpi, in cui Albertina, la “signora maestra” come veniva chiamata, per la sua professione di insegnante, con stima e ammirazione dai concittadini, ha vissuto quasi la totalità della sua esistenza. Conobbe il Movimento dei Focolari di Chiara Lubich nel 1949, insieme al figlio Alfredo, medico anestesista, poi focolarino e sacerdote, e fu grande promotrice della cittadella internazionale di Loppiano negli anni ‘60, dove visse l’ultimo tratto della sua vita, quello della malattia, per essere infine trasferita in ospedale a Roma, dove morì. E’ sepolta nel cimitero di San Vito di Incisa Valdarno, in Diocesi di Fiesole.

“La causa di beatificazione è iniziata, su richiesta dei diocesani di Carpi, il 16 luglio 2005, dopo una folta assemblea di oltre 400 persone, con l’approvazione dell’allora vescovo Elio Tinti – afferma don Carlo Malavasi, vicepostulatore della causa di beatificazione di Albertina Violi Zirondoli -. Di seguito la parte processuale si è svolta nella Diocesi di Fiesole, dato che è sepolta vicino a Loppiano, di cui allora il figlio Alfredo era responsabile. Dopo la chiusura del processo diocesano è stata redatta la Positio, cioè la sintesi di tutta la documentazione che prova l’esercizio eroico delle virtù della Serva di Dio. Ci sono dei tempi di percorrenza, sei anni prima che i documenti possano essere aperti. In sintesi, si è arrivati ad un anno fa, il 3 febbraio 2022, quando la prima Commissione Vaticana, composta da nove teologi, esaminata la Positio, ha espresso parere favorevole sull’eroicità delle virtù di Albertina. Questa Commissione – prosegue don Malavasi – ha passato la documentazione alla seconda Commissione, che a sua volta si è espressa favorevolmente presentando la causa al Santo Padre, che proprio oggi ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare il decreto sulla venerabilità”.

Dunque, da oggi Albertina è Venerabile, cioè, spiega don Malavasi, “fino a questo momento la preghiera rivolta alla Serva di Dio era di carattere personale, privato, poiché non era ancora ammesso il culto pubblico. Ora invece quest’ultimo è ammesso, si possono quindi esporre immagini di Albertina alla venerazione nelle chiese e si possono svolgere momenti di preghiera pubblici. Il passo successivo è l’attesa di un miracolo, ottenuto per la sua intercessione, perché sia proclamata Beata. Siamo, per fare un paragone, allo stesso punto della causa di beatificazione di Mamma Nina. Quindi, due venerabili, entrambi donne, per la nostra Diocesi. Al momento – aggiunge don Malavasi – si sta lavorando perché la salma di Albertina possa essere traslata a Carpi”.

Breve biografia
Nata a Carpi nel 1901, Albertina Violi sposò a 23 anni Livio Zirondoli e fu madre di Alfredo, che poi divenne medico e sacerdote. Molto conosciuta per la sua attività di insegnante, professione che esercitò nella scuola pubblica e privatamente fino a settant’anni, manifestò una grande capacità di educatrice. Durante la seconda guerra mondiale e nel dopoguerra si dedicò ad opere di assistenza e in particolare alla promozione spirituale, umana e culturale delle giovani. Prima presidente del Cif (Centro Italiano Femminile) a Carpi, organizzò doposcuola per bambini e ragazze, scuole per maestre d’asilo e vigilatrici di colonie, soggiorni estivi in montagna e al mare, corsi di economia domestica e di educazione sociale. L’incontro negli anni ‘50 col Movimento dei Focolari (Opera di Maria) aprì una nuova dimensione spirituale alla sua vita. Suscitò varie vocazioni maschili e femminili. Morì a Roma, dopo mesi di sofferenze fisiche e morali, confortata dalla presenza di Chiara Lubich, che accolse la sua consacrazione a Dio nell’Opera di Maria.

Dal sito della Diocesi di Carpi: https://diocesicarpi.it/albertina-voli-zirondoli-e-venerabile/




Parola di vita adolescenti marzo 2023

 

 

 




Avviata una nuova esperienza di Chiesa

Seconda tappa del cammino sinodale in Italia. Il contributo dei Focolari in Italia.

In genere, nel mondo della cinematografia e della televisione, si dice che il sequel non ha sempre la stessa freschezza, originalità, vitalità del primo episodio o della prima serie tv. Ma, ci sono, non rare eccezioni. In campo ecclesiastico, poi, la continua novità è alimentata, non tanto dalla ripetizione di un evento, ma dallo spirito che aleggia, dalla presenza di Gesù da Lui promessa «dove due o tre sono riuniti nel suo nome».  È la «strada – che Dio sta indicando alla Chiesa è proprio quella di vivere più intensamente e più concretamente la comunione e il camminare insieme»: sono parole di Papa Francesco del 18 febbraio al convegno del Dicastero per i laici, la famiglia, la vita.

I temi stessi da affrontare nel secondo anno scaturiscono da quanto è emerso dalle conversazioni spirituali durante il primo anno: non sono studiati a tavolino da gerarchie ed esperti, ma nati «dalla consultazione – ha detto il cardinal Zuppi – del popolo di Dio». In Italia si sono formati circa 50.000 gruppi sinodali per una partecipazione complessiva di mezzo milione di persone, un campione molto significativo. E anche il popolo focolarino in Italia ha portato il suo contributo con centinaia di incontri e migliaia di persone sparse per le comunità del Belpaese.

I “cantieri” di Betania, i percorsi, gli assi portanti da affrontare sono stati adattati liberamente da ciascun territorio secondo quello spirito di famiglia che richiama Betania, la città di Gerusalemme dove abitavano gli amici di Gesù: Lazzaro, Marta e Maria, protagonisti di tante narrazioni del Vangelo.

A Torino, sul primo “cantiere della strada e del villaggio”, che indica i lavori in corso verso tutti coloro che formano la società, nessuno escluso, si sono evidenziati gli spazi reali di incontro nella vita quotidiana: condomini, famiglie, comunità parrocchiali, dove vivono persone di ogni estrazione culturale. Vale solo ciò che è concreto, uno sguardo di attenzione, l’ascolto, l’interesse per l’altro, un gesto di gentilezza più che tante parole, e le varie iniziative prese alla Cartiera, un’ex fabbrica della Circoscrizione IV della città, che è diventata uno spazio di fraternità tra generazioni, religioni, Paesi. Dal 2014 attività sportive, culturali, sociali, organizzazione di feste hanno gettato ponti soprattutto con i molti bambini musulmani e le loro mamme.

La strada, i negozi, i luoghi di ritrovo, gli ambienti di lavoro sono i luoghi privilegiati delle comunità dei Focolari dei Paesi etnei quali San Giovanni la Punta, Trecastagni, Nicolosi e tanti altri. Sono emersi tanti atti di ordinaria quotidianità che tessono una rete di relazioni e alzano il termometro di un clima sociale positivo senza neanche averne consapevolezza. Salutare con attenzione, dare una chiave di lettura positiva sugli eventi, ascoltare, essere disponibili, offrire una parola con amore, con il tono giusto anche se schietta, la gentilezza persino quando si guida, gettare acqua sul fuoco sugli inevitabili conflitti tra vicini di casa, costruisce relazioni, un bene immateriale non quantificabile che porta pace, superamento della solitudine, vicinanza nei momenti difficili, condivisioni delle criticità.

A Corato, in provincia di Bari, il “cantiere della strada e del villaggio” si edifica nei rapporti costruttivi con la chiesa Valdese, nell’impegno in progetti della Caritas, nel supporto a persone con problemi psichiatrici e immigrati in cerca di un clima di famiglia. Alcuni giovani della comunità si sono impegnati nel progetto Sognitudo 2030 della Fondazione Casillo, con l’intento di aumentare conoscenza e consapevolezza sui temi dello sviluppo sostenibile, far circolare informazioni, condividere buone pratiche e stimolare nuove idee. La città, i cittadini e il territorio sono i punti di partenza per un’analisi critica e consapevole per attivare processi di cambiamento.

Nel valorizzare le relazioni con altre associazioni una menzione speciale è indirizzata a Palermo dove Fratel Biagio Conte, recentemente scomparso, ha edificato una città nella città con la comunità Missione speranza e carità. Molti gli interventi personali e collettivi di collaborazione dei Focolari per sostenere una nuova socialità e far emergere una cultura della vita e dell’unità da contrapporre alla cultura della morte della criminalità. Un popolo nuovo che è emerso proprio nelle varie manifestazioni, nelle visite alla comunità e nei funerali di Fratel Biagio, dopo aver seminato il Vangelo sulla strada per trent’anni.

Testimoniare, partecipare, indirizzare sono i tre verbi chiave per le comunità di Torino per esplicitare il secondo “cantiere dell’ospitalità e della casa”. Annamaria lo ha messo in pratica aprendo le porte di casa al mare per tutta l’estate, da metà giugno e a metà settembre, a tantissimi amici. L’idea è semplice e vive di uno slogan: “Rinuncia al diritto di replica”. Parlando ci si conosce, vengono fuori le proprie idee, la propria visione del mondo, come affrontare i problemi, con un dialogo e confronto sereno su temi contrastanti.

Annamaria non ha rinunciato a dire la sua, ma ha compreso che è meglio aspettare il momento opportuno e il modo migliore di dire le cose. Senza saperlo ha messo in pratica i principi di Rumi, un grande poeta, maestro e mistico Sufi, originario di Iconio in Turchia e contemporaneo di San Francesco. Rumi affermava che occorre sempre dire la verità, ma cercando di capire quando è utile e farlo, in ogni caso, in modo gentile. A Palermo, invece, il modo di “essere famiglia” si è concretizzato sostenendo persone ammalate e sole, mettendo a disposizione il proprio tempo per le nuove coppie nel proprio condominio, accogliendo anche chi sbaglia e chi è in difficoltà relazionali.

Per progredire nel percorso del terzo cantiere su “servizio e formazione della sfera spirituale dell’uomo” a Reggio Calabria e in Trentino si è sottolineata l’importanza del Vangelo vissuto, del vivere da cristiani, condividendo le narrazioni delle esperienze vissute. Un talento tipico dei Focolari che crea comunione in maniera positiva e propositiva. Non tanto denunciando il male, ma evidenziando, anche se piccolo, il bene compiuto. In diverse comunità di Torino è stato evidenziata la forza che scaturisce dalla Messa mensile che genera comunione, crea condivisione, incoraggiamento e speranza. “L’esperienza sul sagrato” che segue, il semplice incontrarsi, parlarsi, raccontarsi gioie e dolori è un’occasione di far crescere l’esperienza di comunità semplicemente ascoltandosi.

Punto dolens e di rammarico per molti è il quarto cantiere “lavorare insieme alle nuove generazioni”. I contesti sono variegati, le motivazioni differenti, ma il rapporto con i giovani funziona solo quando è concreto, operativo e si lascia a loro l’iniziativa e l’organizzazione. In Trentino con il percorso Ecoplan, e la raccolta fondi per l’AMU in Burundi per l’emergenza idrica, in varie comunità d’Italia con Up2me e i suoi percorsi sull’affettività e sessualità, a Torino nelle azioni per i senza tetto. Si nota anche se i genitori sono in donazione, i figli fanno lo stesso perché l’esempio si comunica con la vista e non con l’udito. Con il fare e non con il parlare.

Emerge così, in modo trasversale, una nuova esperienza di chiesa, un popolo unito nella missione che come chiarisce Papa Francesco «non s’impara teoricamente, si capisce vivendolo. Poi si spiega, come si riesce, ma se non lo si vive non si saprà spiegarlo».

Aurelio Molè

Ai gruppi misti, cioè formati da uomini/donne, adulti/giovani ecc. . . . , che si sono ritrovati insieme in diverse città a partire da gennaio 2023, è stata consegnata una Scheda con alcune domande su cui confrontarsi (qui sotto allegata).

Spesso questi incontri sono avvenuti in collaborazione con altre associazioni e movimenti del territorio ed auspichiamo che sempre più aumenti questa collaborazione.

Scheda secondo anno_cammino sinodale 




Incontro Ecumenico al Focolare Meeting Point di Roma

Il Direttore Matthew Laferty è stato ricevuto con altri leader ecumenici  al nuovo Focolare Meeting Point nei pressi di Piazza Venezia al centro di Roma. Congratulazioni al Movimento dei Focolari per la loro ardita visione e per il nuovo spazio che favorisce l’unità e la fraternità umana”.  E’ il tweet che già la sera stessa dell’incontro (15 febbraio) è stato lanciato dal Methodist Ecumenical Office di Roma, che  a nome del World Methodist Council, è incaricato delle relazioni con la Chiesa cattolica e la Santa Sede.

Al bridisi finale  anche l’arcivescovo Ian Ernest, Direttore del Centro Anglicano a Roma, rappresentante dell’arcivescovo di Canterbury presso la Santa Sede, aveva espresso la sua gratitudine per il momento di calda accoglienza e comunione fraterna sperimentate in quelle ore vissute in modo del tutto informale e familiare, “che – ha detto – ci ha portati più vicini gli uni agli altri”.

E’ stato “un momento e un luogo  profetico per l’ecumenismo” per don Giuliano Savina,  Direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana (UNEDI). E’ stato spontaneo per il pastore valdese Winfrid Pfannkuche, a Roma (Via IV Novembre) membro della Consulta delle Chiese evangeliche della capitale,  richiamare l’attuale legame di amicizia ben diverso da quando la  Chiesa valdese è stata per  decenni nascosta nel condominio che dista a soli tre metri dal Focolare Meeting Point già sede di una confraternita carmelitana. In quel tempo gli uni consideravano gli altri eretici tanto da vigilare a che nemmeno le pietre delle due costruzioni quasi adiacenti si toccassero.

E segno di rinascita è lo stesso centro, inaugurato  nel maggio dello scorso anno dal vicario generale del Papa per la diocesi di Roma il card. Angelo De Donatis e dalla Presidente dei Focolari, Margaret Karram. La struttura comprensiva della Chiesa di Santa Maria del Carmine, che risale al Seicento, è stata trasformata in uno spazio con vari ambienti dal tocco moderno e armonioso, che gli ospiti hanno visitato.

Come è stato loro illustrato, è uno spazio, aperto ogni giorno,  che vuol essere “casa”,  accoglienza, punto d’incontro in questa città, per leaders e fedeli di Chiese e comunità ecclesiali,  rappresentanti delle diverse religioni, responsabili e membri di associazioni e movimenti, politici, diplomatici, adulti e giovani che passano da Roma per i più svariati motivi. Mentre il primo impegno di chi lo anima è mantener vivo con tutti quell’amore evangelico che vede in ciascuno un fratello, un volto del Maestro che ha promesso la sua presenza quando due o più sono uniti nel suo nome.

Già si intravvede un nuovo cammino di crescita nella reciproca conoscenza con uno scambio di inviti già nell’immediato: a nome dell’Arcivescovo Ortodosso d’Italia, il Metropolita Polycarpos, domenica 19 Divina Liturgia della Chiesa Greco-Ortodossa per la festa di San Teodoro; al Centro Anglicano martedì 21 febbraio da parte dell’arcivescovo Ian Ernest.

Carla Cotignoli




Un Consiglio molto particolare

«Ma cosa è successo al Consiglio del Movimento dei Focolari in Italia e Albania dell’11-12 febbraio?», chiede qualcuno incuriosito dalle voci che girano… In effetti è stata un’esperienza un po’ straordinaria, coraggiosa. Per tutto il pomeriggio di sabato il Consiglio ha “ascoltato” un gruppo di 16 “giovani adulti” italiani del Movimento dei Focolari a cui era stata posta questa domanda: “Alla luce della tua esperienza personale nell’Opera di Maria (Movimento dei Focolari), quali vedi oggi come punti di forza e punti deboli del Movimento?”.

Con la passione e l’energia proprie della loro età, i 16 hanno analizzato la situazione, fatto presente alcune criticità che richiedono particolare attenzione, dimostrato quanto hanno a cuore il futuro dell’Opera, che li ha fatti crescere, facendogli sperimentare di appartenere ad una famiglia universale.

Ma chi sono questi 16? Tutti di età a cavallo dei 30 anni (quindi nella “terra di mezzo”), già impegnati professionalmente nei vari ambienti di lavoro, sono giovani facenti parte delle diverse diramazioni oppure attualmente non inseriti nelle strutture dell’Opera. Non si conoscevano prima, o almeno non tutti, eppure parlavano tutti con grande sintonia.

Contenti e grati della fiducia loro accordata, non si sono fatti pregare e hanno incominciato a far presente al Consiglio proposte, concrete e urgenti, tra cui, solo come esempio in sintesi: “abbattere le pareti” (tra diramazioni, parte maschile e parte femminile, giovani e adulti), fare di “comunità” e “nuove generazioni” le priorità in Italia, rivedere le modalità della formazione, affrontare argomenti delicati come l’omosessualità, orientare tutti i membri dell’Opera sotto i 50 anni all’accompagnamento dei giovani, fidarsi dei giovani rischiando di far decidere a loro in prima persona (insieme agli adulti) “come fare le cose”, ecc.

Nella mattina di domenica c’è stata la risposta dei membri del Consiglio alle sollecitazioni dei 16. Risposte che forse i giovani non si aspettavano così piene di gratitudine e voglia di rimettere in discussione schemi mentali ormai obsoleti.

Infine Cristiana e Gabriele (Responsabili del Movimento dei Focolari in Italia e Albania) hanno riassunto il senso di queste due giornate ed il metodo di lavoro per il futuro, in modo da non lasciare senza risposta gli appelli ricevuti. In particolare si è deciso di darsi un anno di tempo per esaminare ed eventualmente mettere in opera quanto richiesto dai 16.

Durante tutto il 2023 i 16 continueranno ad essere “consiglieri” a tutti gli effetti del Consiglio, al pari degli altri componenti. Verranno attivati dei tavoli di approfondimento delle varie proposte, in modo da presentare delle prime valutazioni. Tutti i componenti del Consiglio sono stati invitati a riflettere sull’impatto che le proposte di questi “giovani adulti” hanno sulle rispettive competenze.

Il Consiglio è stata anche l’occasione, nella sua prima parte il sabato mattina, di ampi aggiornamenti tra cui il secondo anno del Cammino sinodale (di questo daremo maggior informazioni in un prossimo articolo che uscirà a breve), un resoconto della Scuola di formazione sul Movimento Diocesano (vedi qui gli articoli apparsi sul nostro sito), notizie dopo un incontro svoltosi nella cittadella di Montet, in Svizzera, dei Responsabili del Movimento dei Focolari a livello europeo ed infine un primo sguardo su un processo avviato a riguardo della Visione Economica dell’Opera (VEO), anche alla luce del primo Bilancio di comunione presentato da poco.

Non sono mancate le chiacchierate negli intervalli, durante i pasti, al bar sorseggiando un caffè ed un frizzante momento di relax e divertimento. Alla fine si è partiti tutti felici, ringraziando per aver aperto una nuova pagina piena di promesse per il futuro del Movimento.

 

Giulio Meazzini




A Castel Gandolfo Chiesa, comunione e quotidianità

Dal 26 al 30 dicembre 2022 si è svolto al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo un incontro- ritiro per seminaristi, aperto anche a giovani sacerdoti e diaconi. I partecipanti in presenza erano di 15 nazionalità diverse, altri collegati via Zoom. Riportiamo qui l’esperienza di Stefano che ha partecipato per la prima volta.

Non conoscevo quasi nulla del Movimento dei Focolari, pertanto partecipare al Convegno per seminaristi a Castelgandolfo dal 26 al 30 dicembre 2022 è stata una scoperta e un dono.
Siamo partiti da Torino in sei (due preti e quattro seminaristi) e ci siamo diretti verso Genova per andare a prendere un altro prete e due seminaristi. Il viaggio verso il Centro Mariapoli è stato già una bella occasione per attendere con desiderio quello che avremmo vissuto, sperimentare momenti di fraternità e conoscersi ancora meglio.

Il titolo del Convegno era “Quale stile di vita per una Chiesa sinodale?”.
Provando a pensare come ripercorrere le giornate vissute mi vengono in mente tre parole: Chiesa, comunione, quotidianità.

La parola Chiesa vuole riassumere il respiro che mi è sembrato di avvertire partecipando al Convegno: persone provenienti da diverse parti del mondo ma radunate nello stesso luogo per vivere un’esperienza di fede insieme. È stato affascinante e bello ascoltare preghiere e canti in lingue diverse, poter dialogare su temi, che pur nella diversità dei luoghi in cui viviamo, toccano la vita di ciascuno di noi.

Chiesa, ancora, è l’esperienza che abbiamo potuto fare partecipando all’Udienza generale con il Papa, mercoledì 28 dicembre, e a seguire l’opportunità di celebrare l’Eucaristia nella Basilica di San Pietro.

Comunione è ciò che mi è sembrato di percepire innanzitutto della spiritualità vissuta in quei giorni. Il primo giorno, a questo proposito, ci è stata offerta una bella meditazione su Gv 17, in modo particolare sul v. 21: “perché tutti siano una sola cosa”, che poi concretamente abbiamo invocato e vissuto quella sera stessa nell’adorazione eucaristica. Alcune testimonianze ci hanno esortato ad accogliere la radicalità della proposta evangelica che in definitiva è comunione con il Signore e con i fratelli e le sorelle che incontriamo sul nostro cammino.

Attraverso altre testimonianze abbiamo potuto ascoltare come la comunione sia stata fondamentale in momenti di difficoltà: la preghiera degli altri è diventata un’ancora di salvataggio, una rete che sostiene.

La parola quotidianità racchiude la visita alla casa di Chiara a Rocca di Papa. In quel luogo si percepisce davvero un senso di famiglia, sembra davvero che ci sia lei ad accoglierti e ad accompagnarti alla scoperta dei luoghi che ha vissuto giorno dopo giorno.

Quotidianità infine è ciò che possiamo dire di aver sperimentato nei nostri giorni a Castelgandolfo, persino nei momenti più informali.

Quotidianità è quel luogo e quel tempo dove siamo ancora una volta chiamati a vivere e ad annunciare ciò che abbiamo vissuto e ci ha toccato il cuore!

Stefano

 




La scuola di formazione sul Movimento Diocesano

Castel Gandolfo, 30 gennaio – 5 febbraio 2023

Dopo più di quarant’anni dalla sua costituzione, si è svolta, presso il Centro Mariapoli di Castelgandolfo, una scuola di formazione sul Movimento Diocesano (diramazione del Movimento dei Focolari). Sono stati giorni utili per approfondire le caratteristiche di un’espressione forse poco nota dell’Opera di Maria, ma che ha ancora oggi una forte attualità, in quanto, ove sia possibile costituirlo, offre un’originale opportunità di integrazione tra il Movimento dei Focolari e le chiese locali.

Il convegno si è sviluppato su alcuni piani paralleli, tra i quali: riflessioni spirituali, interventi di carattere ecclesiologico e di contenuto giuridico (per spiegare come questa diramazione si affianchi e si integri con le altre espressioni del Movimento), domande e risposte con i relatori, incontri a gruppi e condivisione di esperienze di vita vissuta. Nel titolo: scuola di formazione sul (e non del) Movimento Diocesano, la scelta della preposizione è stata significava per indicare che si trattava di un approfondimento su questa esperienza, diffusa in alcune diocesi dell’Italia centrale (Pesaro, Fermo, Macerata, Ascoli Piceno e Teramo) e non di una serie di lezioni da essa condotta.

La prima conversazione, La spiritualità dell’unità nel pensiero di Chiara Lubich, tenuta da Margaret Karram, Presidente del Movimento dei focolari, ha delineato i principali contenuti spirituali che animano la vita dell’Opera di Maria, che devono trovarsi anche in questa sua diramazione. Tra gli altri ha sottolineato: l’unità nelle diversità, l’attitudine al dialogo e la tensione alla comunione fraterna.

L’intervento di Jesùs Moràn,  L’ecclesialità dell’Opera di Maria, ha indicato come le intuizioni avute dalla Lubich si innestano nella vita della Chiesa post conciliare, nella quale vi è una particolare attenzione al rapporto tra le espressioni gerarchiche e i carismi.

Il cardinal Giuseppe Petrocchi, arcivescovo de L’Aquila, e a suo tempo animatore del primo Movimento Diocesano ad Ascoli Piceno, dove era giovane sacerdote, ha spiegato Il regolamento del Movimento Diocesano. Non ha riportato solo le caratteristiche giuridiche di questa iniziativa (che è promossa dall’Opera di Maria ed è riconosciuta dal vescovo locale), ma ha anche ricordato gli orizzonti ecclesiali in cui il Movimento Diocesano opera, in particolare la comunione e la missionarietà.

Sempre in questo contesto di collocazione e di comprensione, si sono succedute le relazioni di Piero Coda, La Chiesa Comunione e la Sinodalità, quella di Floran Gillet, Il profilo mariano della Chiesa, e quella di Vincenzo Pilato, L’Evangeli Gaudium e il carisma dell’unità. Nelle diocesi dove è costituito il Movimento Diocesano, un ruolo particolare viene svolto dal sacerdote-animatore e: I sacerdoti nelle sfide della Chiesa oggi è stata la conversazione tenuta da Antonio Bacelar.

Stefano Passaggio

Vedi anche: https://www.focolaritalia.it/2023/02/01/scuola-movimento-diocesano/

https://www.focolaritalia.it/2023/02/01/il-movimento-diocesano/




Il Movimento Diocesano

Il Movimento Diocesano, è una diramazione del Movimento dei Focolari che opera a servizio della Chiesa locale.

Attraverso un’intensa vita di comunione, si propone di irradiare nelle parrocchie e nelle diocesi, cui presta il suo servizio, il carisma dell’unità di cui è portatore e, assieme alle altre realtà ecclesiali, concorre alla realizzazione di una “Chiesa comunione”, così come auspicato da Giovanni Paolo II nella Novo Millennio Ineunte.

Per fare ciò promuove ed alimenta una sempre più profonda unità dei fedeli attorno al Vescovo, collabora nei diversi ambiti pastorali della diocesi e propone una nuova evangelizzazione nelle parrocchie attraverso la formazione di uomini nuovi, secondo le diverse fasce d’età, in uno stile comunitario.

Il Movimento diocesano ha avuto i suoi inizi ad Ascoli Piceno (Italia) nel 1973, quando attorno alla vita del nascente focolare sacerdotale si compose un gruppo di giovani, attratti dalla testimonianza di unità di quei novelli sacerdoti.

Chiara Lubich ne seguì gli sviluppi fin dagli inizi e intesse costanti relazioni con l’allora primo responsabile e iniziatore, d. Pino Petrocchi, ora Cardinale membro della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Arcivescovo de L’Aquila. Con l’incoraggiamento di Mons. Morgante, allora vescovo di Ascoli, la realtà crebbe e giunse ad una prima approvazione ufficiale.

L’esperienza si è poi diffusa nella diocesi di Teramo, dall’aprile del 1976, ricevendo anch’esso l’approvazione del Vescovo del luogo, Mons. Conigli.

Negli anni successivi si è diffuso in altre diocesi italiane. Attualmente è presente ad Ascoli Piceno, Teramo, Fermo, Macerata e Pesaro.

Sito: https://www.movparrdioc.org/home/il-movimento-diocesano/

Segreteria Centrale del Movimento Diocesano

Via XXIV Maggio, 106/3
00046 Grottaferrata – Roma
Email: movparrdioc@focolare.org

 

 




Parola di vita adolescenti febbraio 2023

 

 

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Parola di vita adolescenti Gennaio 2023