DIALOP: Progetto di dialogo tra cristiani e sinistra europea

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    https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2022-06/osservatore-romano-socialisti-cristiani-progetto-cultura-etica.html

    Martedi, 28 giugno 2022 

    Hotel Nazionale • Sala Cristallo • Piazza Montecitorio 131, 00186 Roma

    office@dialop.eu 

    PROGRAMMA

    18.30 In dialogo con gli iniziatori di DIALOP: Walter Baier e Franz Kronreif

    Dall’antagonismo alla collaborazione

    19.00 Tavola rotonda con autori e mentori: Esponenti della Sinistra Europea, di Sophia University Institute e di altre Istituzioni Cattoliche

    “Solo insieme potremo salvarci.” Di quale salvezza stiamo parlando e con quali mezzi possiamo salvarci? – conduce Giulio Meazzini (Cittá Nuova)

    20.00 Dialogo con i partecipanti

    Alla ricerca di un comune futuro in solidarietà di Bernhard Callebaut e Micha Bri

    “Solo insieme saremo salvati”. Ció che può sembrare uno slogan, è il punto di partenza del dialogo di cristiani e socialisti, che racchiude un doppio significato. Significa che c’è qualcosa da cui dobbiamo essere salvati, e che può essere fatto solo attraverso uno sforzo comune.

    Questo punto di partenza dei nostri sforzi comuni era presente fin dall’inizio del nostro dialogo di esponenti del mondo cattolico e del variegato mondo del socialismo, in particolare della Sinistra europea. È un dialogo legato a un invito diretto fatto da Papa Francesco.

    Siamo ben consapevoli che si tratta di due mondi che sono stati in gran parte antagonisti sulla scena pubblica degli ultimi duecento anni, e che su certe questioni sono ancora distanti. Ma con la sopravvivenza dell’umanità e il futuro della terra in gioco, la necessità di un autentico dialogo e un’azione congiunta insieme a tutte le forze di buona volontà, è ora più urgente che mai.

    Osservatori degli sviluppi socio-politici hanno recentemente concluso che l’ideologia liberale e quella socialista hanno perso negli ultimi decenni le loro connotazioni. Il socialismo è sempre più convinto dei principi della democrazia liberale e di uno Stato fondato sullo stato di diritto, mentre il liberalismo si autocorregge proteggendo i diritti sociali.

    E il mondo cristiano? Giovanni Paolo II ha introdotto il concetto di strutture del peccato, la- sciando cosí immaginare strutture di libertà e di comunione. È convinzione comune a molti che l’analisi critica della società dal punto di vista marxiano abbia svolto un ruolo importante per ció che la rivelazione cristiana potrebbe significare per il miglioramento delle condizioni strutturali della società nel suo insieme.

    Al momento non è certo facile pensare in che modo i nostri approcci divergenti su problemi dell’etica personale possano venire superati, per raggiungere una migliore comprensione reciproca delle prospettive. Tuttavia accettiamo questo gap, che non puó essere risolto a breve termine.

    Costruire la fraternità in un clima di rispetto reciproco e lavorare sulle questioni sociali meno divisive ci aiuterà a progredire e approfondire ulteriormente il nostro terreno comune.

    Indignati dal fatto,
    ➢ che miliardi di persone non hanno accesso alle necessità di base di una vita autodeterminata;

    ➢ che le crisi economiche, politiche e pandemiche, così come le distruzioni di stati e le guerre affliggono milioni di vite ogni anno e privano molti altri milioni delle loro case;
    ➢ che la distruzione della diversità della vita sulla terra e il riscaldamento del clima procedono a grande velocità come risultato dei modi di produzione e dello stile di vita di oggi;

    ➢ che la distruzione della diversità della vita sulla terra e il surriscaldamento della terra galoppano a ritmo sfrenato;

    constatiamo
    ➢ un bisogno e un desiderio esistenziale di trasformazione fondamentale delle
    relazioni con la natura e tra gli esseri umani;
    ➢ che solo insieme si possono creare le condizioni per far fiorire la vita di tutti in libertà, uguaglianza e solidarietà;
    ➢ che senza una tale trasformazione non ci sarà una pace duratura e nessuna giustizia;
    ➢ che questo è l’unico modo per preservare la terra nella sua diversità e bellezza come
    habitat per persone, animali e piante;
    ➢ che questa trasformazione è stata trascurata dopo la fine della guerra fredda nel 1989/90 e che è compito delle generazioni attuali avviare una grande trasformazione vitale.

    Come richiesto da Papa Francesco e motivati dai molti movimenti sociali, ecologici e per la pace – abbiamo iniziato un dialogo cristiano-socialista con l’obiettivo di contribuire insieme a questa trasformazione.

    “Così come il comandamento “Non uccidere” pone un limite chiaro per salvaguardare il valore della vita umana, oggi dobbiamo anche dire “non uccidere” a un’economia di esclusione e disugua- glianza. Una tale economia uccide. Come è possibile che non sia una notizia quando un anziano senzatetto muore per esposizione, ma fa notizia quando il mercato azionario perde due punti? Questo è un caso di esclusione” (Evangeli Gaudium 53).

    Il messaggio di Papa Francesco “Questa economia uccide” ci unisce. Ci unisce anche nella consapevolezza che sono le relazioni economiche, politiche, culturali e internazionali a generare empie tendenze distruttive. Vogliamo porre fine alla barbarie della distruzione della natura, della fame, delle malattie e della guerra, della costruzione di nuovi muri e campi, del lusso osceno e della mostruosa concentrazione di proprietà, potere e ricchezza. Insieme, siamo impegnati in politiche che uniscono molti nella solidarietà.

    Nella Chiesa cattolica, come nei movimenti di orientamento socialista, si è rafforzata la percezione che gli obiettivi di entrambi possono essere realizzati solo attuando una radicale trasformazione della civiltà. Non può e non deve esserci un “business as usual”.

    Nell’ultimo decennio sembra che una sorta di terreno comune si apra tra le due tradizioni con l’opzione preferenziale per i poveri e il ruolo attivo attribuito ai poveri, nonché dei movimenti popolari. Il principio di base potrebbe essere formulato in modo seguente: “nessuno può essere veramente li- bero se i più svantaggiati tra noi non sono liberi.”

    Il cambiamento inizia con il dire “No”

    Insieme diciamo No:

    ➢ allo sfruttamento e alla distruzione del nostro più importante patrimonio comune: la natura e la terra;
    ➢ ad un’economia che uccide;
    ➢ ad una politica che crea odio;

    ➢ ad una cultura che trasforma gli uomini in consumatori egoisti e distrugge il patrimonio culturale e culturale dell’umanità;
    ➢ a uno stile di vita imperialista;
    ➢ al razzismo e al patriarcato; e

    ➢ ad una politica internazionale che porta ad una Nuova Guerra Fredda, al terrorismo, alle guerre locali e alle guerre civili.

    La nostra resistenza comune cresce da questo “No”. Essa mira a raggiungere la rottura con tutte le condizioni di uccisione, e chiede al suo posto la creazione di un’economia, di una società e di una cultura del vivere libero in solidarietà. È il difficile cammino della resistenza nonviolenta, che include la disobbedienza civile persistente. Riconosciamo le differenze tra il potere e la violenza di coloro che difendono i propri privilegi e le strutture di sfruttamento degli uomini e della natura e coloro che si ribellano contro queste strutture.

    Oggi Dio non sembra più essere per la Sinistra un ostacolo, per la collaborazione con le forze cristiane ufficiali, e per i cristiani il raggiungimento della fraternità non piú un sogno soprannaturale. Un atteggiamento passivo verso le condizioni sociali esistenti (ingiuste), che non evochi una dovuta reazione, non è più pensabile per la Chiesa, mentre si preferiscono una cultura del cambiamento (se- guendo gli impulsi profetici) e il dialogo (vedi il testo del Concilio Vaticano II: Gaudium et Spes).

    L’opzione preferenziale per i poveri in termini di Chiesa, è sicuramente più in linea con le ri- vendicazioni della sinistra per la liberazione degli oppressi, degli esclusi, mirando a un mondo giusto e solidale per tutti, piuttosto che con la filosofia del non-intervento del neoliberismo. E la cura per la dimensione ecologica del nostro mondo è diventata una forte questione comune.

    Oggi c’è la prassi e si incontrano convinzioni sempre più consolidate, che si possono tradurre nell’idea che per iniziare un dialogo non si debba aspettare di essere d’accordo su tutte le questioni. Come spesso ripetuto da papa Francesco, l’importante è iniziare un processo. Nessuno ha il monopolio della verità. Nel processo di costruzione della fraternità, dell’attenzione reciproca, dell’assunzione di responsabilità insieme per la specie del pianeta, siamo certi di scoprire elementi di un’etica trasversale trasformatrice.

    Nelle lotte comuni, stiamo lavorando a progetti guidati da visioni condivise

    Solo insieme ci salveremo, lottando per

    • un’economia della vita;
    • una comunità curante;
    • una politica di trasformazione solidale;
    • un mondo in cui ci sia spazio per molti mondi;
    • la dignità di ogni individuo in un mondo ricco di beni comuni; e
    • per un insieme di pace.

    Scheda informativa DIALOP_2022 DIALOP_PositionPaper_2022_IT

    Factsheet DIALOP_IT_220508

    DIALOP_PositionPaper_2022_IT

     

    Maggiori informazioni:

    Mappa non disponibile

    Data / Ora
    Date(s) - 28/05/2022
    18:30 - 20:30

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