Domande aperte sulla guerra e la politica delle armi – 21 settembre ore 18.00

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    Incontro promosso dal gruppo di lavoro Economia Disarmata assieme al Servizio per la pastorale sociale e del Lavoro – Giustizia pace e salvaguardia del Creato

    Mercoledì 21 settembre dalle ore 18

    Presso sala Benedetto Labre Via della Madonna dei Monti, 41 Roma 

    Per partecipare inviare una mail a economia.disarmata@gmail.com

    la riunione sarà trasmessa in diretta web sulla pagina Facebook dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro Diocesi di Roma https://www.facebook.com/PastoraleSocialeRoma

    Il senso dell’incontro

    Promuovere un momento di confronto aperto tra soggetti della società civile che in questi anni si sono impegnati cercando di contrastare la corsa agli armamenti e le forniture a Paesi in guerra e/o in contrasto dei diritti umani.

    Il contesto

    L’invasione russa dell’Ucraina ha portato ad evocare il diritto di resistenza e il ricorso convinto al concetto di guerra giusta legittimando una politica di riarmo condivisa trasversalmente dalle forze politiche.

    Le poche eccezioni non potranno comunque incidere nell’assetto del nuovo Parlamento e quindi del governo che, tra poche settimane, dovrà decidere come agire davanti alla possibile involuzione del conflitto in corso nel centro dell’Europa.

    Arrivano al riguardo dagli stessi vertici politici militari di Mosca e dell’Occidente espliciti riferimenti all’utilizzo delle armi nucleari che l’Italia ha deciso di non mettere al bando come propone invece il trattato Onu del 2017. Il possesso di questi strumenti di sterminio di massa rischia paradossalmente di essere percepiti come fonte di sicurezza mentre la loro diffusione sempre più incontrollata ci conduce, come continua a ripetere la federazione degli scienziati atomici, verso la mezzanotte nucleare dell’umanità.

    In tale scenario appare velleitario proporre, anche sotto la spinta della transizione ecologica, politiche di riconversione economica dal militare al civile con effetti postivi a catena nel campo della ricerca e dell’occupazione.

    Lo stato di guerra rafforza quel realismo politico che finora ha giustificato la crescita del settore industriale delle armi presente e attivo nei mercati internazionali.

    Che fare? Le domande aperte

    • Quali sono le ragioni per non rassegnarsi e promuovere una capacità di azione della società civile attiva e responsabile?
    • Cosa proporre davanti all’apparente invincibile dilemma che obbliga alla fornitura di armi al governo di Kiev?

    Maggiori informazioni:

    Mappa non disponibile

    Data / Ora
    Date(s) - 21/09/2022
    18:00 - 19:30

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