Nel quartiere di don Pino Puglisi

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a cura di Daniela Baudino

A Palermo il Gen verde col workshop “Start now” coinvolge un intero istituto scolastico. Grande successo non solo di pubblico

Le cose più belle spesso cominciano in modo casuale, e a Palermo tutto è cominciato con un semplice invito. Era il maggio scorso quando Maria Rita, insegnante di storia e filosofia nel Liceo Scientifico Basile di Palermo situato nel quartiere Brancaccio, ha invitato le artiste del Gen Verde nella sua scuola per un momento di incontro con i suoi studenti. Giusto una toccata e fuga di un’ora, che è però bastata ad infiammare i ragazzi, che a fine dell’incontro hanno espresso il desiderio di realizzare il Workshop “Start Now” proprio nella loro scuola.

Gli ingredienti sembravano esserci tutti: i giovani, una scuola situata in una delle periferie della città, intelligenze in grado di organizzare un evento di tale portata, il ricordo di Padre Pino Puglisi, la cui parrocchia si trova a tre minuti dalla scuola. L’entusiasmo è tanto, ma tanto è anche l’impegno economico richiesto per poter realizzare questo desiderio che improvvisamente sembra essere meno raggiungibile.

Ma si sa, i palermitani sono gente tosta e che non si arrende, e decidere di desistere solo per motivi economici non è nel loro DNA. Così nasce una rete di solidarietà delle comunità dei Focolari in Italia per garantire la copertura delle spese che non si riusciranno a coprire in loco.

Pronti, partenza, via: l’avventura può cominciare ed ognuno si occupa di qualcosa. È un lavoro di squadra dove partecipano, oltre la comunità dei Focolari, anche i ragazzi stessi, organizzandosi per raccogliere i fondi e diffondendo il progetto nei più vari modi.

Tanti gli imprevisti e c’è spazio anche per alcune delusioni, come un importante sponsor che si ritira a metà del cammino di avvicinamento all’arrivo del Gen Verde. Ma è l’occasione per la comunità dei Focolari di Palermo per fare vera esperienza dell’occhio lungo della Provvidenza che “vede e provvede”, e si esprime anche attraverso la generosità di altre comunità dei Focolari italiane.
Partono le catene infinite su WhatsApp e lo “spam” a go-go su Facebook, aiutatati dall’encomiabile aiuto degli adulti, per riempire il teatro che nel frattempo si era trovato. Così pronti-e-via, sembra di assistere alla corsa ai biglietti per il concerto dei Coldplay, perché la disponibilità dei biglietti dello spettacolo si esaurisce in pochissimo tempo!

Si rende necessario aggiungere una nuova data, e quando le artiste del Gen Verde lo annunciano ai ragazzi il loro entusiasmo è alle stelle. Già dopo il primo giorno di workshop, una ragazza, esprimendo il sentire di tutti, diceva: “Noi vorremmo far fare a tutti l’esperienza che stiamo facendo con voi. Fuori di qui c’è chi spaccia, chi ammazza , noi vorremmo che la nostra scuola diventi un faro di luce per tutto il quartiere”. Nelle mura di quella scuola stava succedendo qualcosa di ancora più grande: questi giovani non erano più l’obiettivo, perché stavano già vivendo per tutto il quartiere, per gli altri giovani. Proprio questo entusiasmo e la loro energia che fa da motore a questa settimana di sé molto intensa e che permette ai giovani che li affiancano di affrontare alzatacce e ore piccole per montare e smontare il palco, tutti insieme.

Per i concerti del Gen Verde con i giovani sono stati al PalaOreto il sindaco Leoluca Orlando e l’Arcivescovo della città, don Corrado Lorefice, che ha confidato: “Questi ragazzi hanno una forza dentro, e ci vuole proprio chi è capace di tirargliela fuori. L’esperienza che hanno fatto non la dimenticheranno mai più”. Insieme a loro diversi pastori delle Chiese presenti a Palermo e non solo: (Anglicana, della Riconciliazione, Valdese e Avventista), l’Eparca di Piana degli Albanesi, oltre che tre Imam. Uno di questi, Mustafà, è colpito dalla presenza attiva dei ragazzi e si commuove quando viene cantata una canzone che racconta del martirio dei monaci di Tiberine in Algeria: “È stato uno spettacolo incredibilmente meraviglioso” ci ha detto, ringraziando la comunità dei Focolari per aver avuto l’occasione di vivere un momento così emozionante. Anche i vari referenti pastorali sono rimasti strabiliati: “Accidenti, questa sì che è nuova evangelizzazione!” ha scritto una di loro.

Ma gli spettacoli non sono stato altro che il punto di arrivo di una settimana che ha visto coinvolti i ragazzi nei workshop proposti loro dal Gen Verde e le impressioni raccolte descrivono molto bene il comune denominatore vissuto durante l’esperienza.

Eccone alcune:

  • “Partecipando a questo progetto, abbiamo scoperto come sia possibile lavorare insieme pur avendo idee diverse. Abbiamo visto che mettendo da parte i nostri pregiudizi possiamo lavorare e divertirci tutti insieme”.
  • “Abbiamo scoperto che la diversità non è un ostacolo, ma che proprio nel nostro essere diversi siamo riusciti a comprenderci e ad essere più coesi”
  • “Abbiamo scoperto come ogni cultura può dare qualcosa di diverso e come ciascuna persona può dare qualcosa di diverso. E quanto ciò che noi diamo può essere ricambiato dalle persone che sono intorno a noi, sia con il bene che con il male. È importante saper affrontare i problemi della vita, saperli superare e saperli superare insieme, soprattutto.”

C’è una consapevolezza molto chiara negli adulti che hanno accompagnato i giovani durante tutta la settimana di Start Now: “I ragazzi sono tutti delle perle preziose da custodire con cura. Sentivo il sorriso di padre Pino Puglisi su questo incontro e non solo. Ora per tutti si volta pagina… E non sarà facile per me in classe, credetemi. Continuiamo a credere nella possibilità dell’impossibile”, racconta Maria Rita, prima ispiratrice di questa avventura vissuta in terra palermitana.

Speranza è anche una delle parole più usate dai ragazzi nel momento del feedback, quando si chiede loro a cosa avrebbe potuto servire quest’esperienza nella vita quotidiana. E le loro risposte sono all’altezza delle sfide che sanno di dover vivere: “Questo progetto ci ha aiutato molto ad esprimere noi stessi a superare le barriere, a scoprire le nostre potenzialità e a metterci in gioco. E naturalmente a seguire i nostri sogni, nonostante tutto“.

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