Famiglie Nuove: ascoltare, riconoscere, camminare insieme!

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Benevento 9-11 febbraio 2018

Un ricco programma sviluppato in tre giorni, da venerdì a domenica, durante i quali cinquantasei coppie provenienti da tutta Italia, hanno dato vita al Corso di formazione per animatori di Famiglie Nuove tenutosi a Benevento  dal 9 all’11 febbraio.

Ascoltare sé stessi e il coniuge.

Riconoscere i segnali della crisi al loro primo manifestarsi, ma non solo: anche le dinamiche di coppia, tenendo presente che ciascuna ha la propria e che è chiamata a lavorare su quella.

Accompagnare le coppie che hanno bisogno di sostegno nei momenti di difficoltà. Accompagnare allo stesso tempo, anche tutte le coppie dei gruppi che ci sono state affidate.

Gli argomenti trattati, “Antropologia della famiglia e della coppia”, “Il senso della relazione”, “Okness: io sono ok, tu sei ok” hanno dato voce e fatto spazio, ad una maggiore consapevolezza che l’Ideale di Chiara Lubich può permeare ogni aspetto della nostra vita e delle nostre relazioni. Dio nostro creatore conferisce una grande dignità ad ogni persona e ci fa fratelli, vede ciascuno come un essere speciale (abbiamo un Padre che ci ama immensamente). 

Questo il punto di partenza che ha dato senso e significato alle tre giornate del Corso strutturato con un format particolarmente apprezzato fatto di temi, relazioni, meditazioni, esercitazioni, simulate, brein-storming, attivatori, condivisioni, dialoghi a piccoli e grandi gruppi.

I temi trattati da esperti, erano specifici sulla vita della coppia: ne approfondivano le tematiche e cercavano, allo stesso tempo, idee e soluzioni.

Ogni giornata partiva da uno spazio di spiritualità per radicare in Lui i successivi momenti più esperienziali, psicologici o umano-relazionali.

Le “simulate” hanno aiutato a calarsi più facilmente nelle problematiche che venivano via via sviluppate, la “simulata dinamica di gruppo”, presentata personalmente dall’equipe organizzatrice, ha messo in evidenza i limiti di alcuni modi di condurre, siano essi troppo ligi o troppo tolleranti.  Attraverso la “simulata di colloquio”, gestita direttamente dai partecipanti divisi in gruppi, si è cercato di mettere in atto le strategie necessarie all’accoglienza nei confronti di una coppia desiderosa di mettere in comune la propria vita e le proprie difficoltà.

Con l’individuazione dei segnali di pre-crisi e l’esercitazione sul conflitto si è entrati nel cuore della tematica: è venuta in evidenza l’importanza di accorgersi in tempo di eventuali segnali che possano far intuire che una coppia sta attraversando un periodo difficile.

Come comportarsi? Quali sono questi segnali? Negli incontri di Famiglie Nuove ci sono aspetti (comportamenti, atteggiamenti, espressioni) che favoriscono o che ostacolano la loro individuazione? Si è cercato di rispondere a queste domande.

Nell’ultimo giorno, partendo dal tema di Jesus Moran, si è affrontato  in modo più specifico il tema dell’accompagnamento. Sono emerse alcune indicazioni utili ad intraprendere con prudenza, tenacia  ed efficacia la strada dell’accompagnamento. Innanzitutto l’importanza della privacy, doverosa per evitare atteggiamenti inopportuni che potrebbero spingersi addirittura fino al pettegolezzo.

Un altro aspetto riguarda un certo distacco dal risultato finale e la disponibilità ad affrontare un eventuale insuccesso: ne consegue che anche la gioia di eventuali “successi” debba scaturire unicamente dal desiderio di essere al servizio della coppia e non dal proprio tornaconto o per una mera soddisfazione personale (quest’ultimo appunto parrebbe scontato, ma è venuto in evidenza che non sempre è così).

L’accompagnamento non può essere quindi improvvisato, dev’esserci a monte una preparazione e, in un certo senso, anche una propensione e un’attitudine volta a cercare il bene dell’altro, in questo caso della coppia.

Le impressioni e indicazioni raccolte nell’ultima ora di lavoro hanno dato l’idea di quanto i partecipanti al corso abbiano apprezzato le tematiche esposte e le modalità usate.

Numerosi interventi hanno sottolineato l’importanza e l’utilità  dell’essersi messi in gioco, sperimentando personalmente, piuttosto che teoricamente, l’utilità delle nuove modalità proposte attraverso esercitazioni, conversazioni, riunioni di gruppo e condivisioni in plenaria.

I partecipanti hanno espressamente chiesto di approfondire in futuro altri temi, sempre con la nuova modalità sperimentata. E questo, prima di tutto per loro, ma anche per trovarsi opportunamente preparati e poter approfondire nei gruppi, che ciascuno ha affidato, le tematiche che interessano la vita della coppia.

In tutti si è riscontrata la consapevolezza di essere in cammino, lungo un percorso che conoscerà nuove fasi e nuove tappe e da intraprendere sospinti dall’amore e dalla passione per la vita di famiglia e dalla ricerca di un “miglioramento continuo” del benessere della coppia.

INTERVENTO DI ROBERTO ALMADA

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2 Commenti

  1. Grazie molto forte questa esperienza !!! anche noi sentivamo come coppia fare questo tipo di esperienza ….piu approfondita e centrata sia sulla coppia, che come condurre un gruppo di famiglie ….facendo da tre anni la scuola di formazione come famiglie ….molte cose sono emerse ..la cura della coppia …curare il proprio bambino interiore …il rapporto con i figli ..i figli con noi ..curare il rapporto con l’ideale nello scambio d’amore reciproco che diventa pilastro per la crescita personale e coniugale ….costruire nuovi rapporti alla luce dell’esperienza della Parola vissuta nella quotidianità …Nel cuore sempre di più il desiderio di comprendere il disegno di Dio su di noi ..Grazie hai coniugi Meoli per Tutto l’amore concreto e la testimonianza che ci hanno trasmesso in questo quasi tre anni …

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