Sarajevo, città che orienta

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Punti di vista n. 42

Recentemente alcune persone di Sarajevo ci hanno raccontato una storia di sofferta integrazione, di atrocità insensate vissute nel lungo assedio della guerra di Bosnia, di gesti di generosità e condivisione nonostante il buio collettivo della violenza e del conflitto.

Ci ha colpito come nel venire a conoscenza a distanza di anni dell’esperienza di Chiara Lubich a Trento durante la Seconda guerra mondiale, queste persone di religioni diverse vi avessero trovato una particolare consonanza.

La scoperta di Dio-amore illuminava ed esplicitava il senso profondo di quella sofferenza, con la conseguente consapevolezza che tutti gli uomini sono fratelli perché figli di un solo Padre. Sarajevo è una città martire, una città simbolo per l’Europa.

Sarajevo ci aiuta a non dimenticare, davanti ai conflitti, che la tentazione di risolverli con la violenza va bloccata. La categoria del nemico è sempre in agguato: non aspettiamo una guerra per orientare la nostra esistenza verso l’unico Padre, e quindi verso ogni fratello.

Rosalba Poli e Andrea Goller
Responsabili del Movimento dei Focolari in Italia

Fonte: Rivista Città Nuova n. 5/2019 pag. 49

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