A Niscemi un ecumenismo che accoglie

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Niscemi, culla del dialogo e dell’ecumenismo. L’esperienza di comunione e di fratellanza tra membri delle diverse confessioni cristiane è, nella cittadina, un’esperienza consolidata, frutto di un cammino comune che si è arricchito, negli anni, nella comunione e nel dialogo fraterno, ma soprattutto nell’impegno operoso nella città e nella volontà di donarsi insieme per i fratelli e soprattutto per gli ultimi.

Un’esperienza molto forte è quella nata nel 2011, tra la comunità del Movimento dei Focolari, in seno alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù e la chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno.

«Nel 2014 – racconta Giovanni Lionti, del Movimento dei Focolari – è stato avviato un progetto comune di solidarietà denominato “Insieme accogliamo”. Esso ha realizzato la mensa solidale per i più poveri della città. La sede a disposizione è un vasto ambiente all’ultimo piano di un edificio di proprietà della Chiesa Avventista, in passato fucina di varie attività sociali.

La radice di tutto sono stati i momenti di preghiera ecumenica comunitaria, tra le due chiese, da cui è scaturita la carità operosa verso tutti. Ed essa, vissuta con coerenza, ci ha resi e ci rende liberi di essere segno e portatori di una mentalità nuova nei nostri ambienti».

insieme-accogliamoIl Progetto consiste in una mensa solidale aperta ai più poveri della città, compresi gli immigrati, senza distinzione di razza, cultura, lingua e religione. L’iniziativa è cresciuta sempre di più. All’inizio, si era pensato di realizzarla una volta al mese, per circa 20 persone. Ma l’anno successivo, il 2015, siamo giunti fino a due volte al mese, per 40 persone.

Nel 2016, grazie al sostegno del parroco, don Giuseppe Cafà, gli appuntamenti sono diventati settimanali, con circa 50 fratelli ospiti, ai quali tutti i giovedì viene preparato un pranzo o una cena, stabiliti in modo alternato.

Questi fratelli, oltre a un pasto caldo, consistente in primo, secondo, contorno, pane, frutta, bibite e dolce, ricevono anche, accoglienza, ascolto, e amore fraterno. Naturalmente, la cosa più bella è il messaggio che passa, attraverso i nostri volontari la cui accoglienza e servizio dimostra nei fatti, che, nonostante le diversità, le differenze culturali e religiose, si riesce ugualmente a stare bene insieme e soprattutto a fare “del bene” insieme

Dal mese di marzo di quest’anno si sono uniti altri volontari provenienti da gruppi e movimenti presenti in parrocchia, quali Cammino Neocatecumenale, Rinnovamento nello Spirito, Gruppo Famiglie, Associazione Sacro Cuore di Gesù, Scout e gruppi Giovanili. In tutto, nel tempo, siamo arrivati a 60 volontari cattolici, 20 dei quali sono giovani e 15 fratelli della chiesa avventista. I giovani, svolgono un servizio di baby-sitter intrattenendo con giochi vari i bambini più piccoli delle famiglie che si accostano alla mensa e si aiutano nella mensa per apparecchiare, sparecchiare, eccetera. L’obiettivo, ancora più ambizioso, che vorremmo ora raggiungere è di garantire alla mensa solidale, una frequenza giornaliera.  

Il segreto di questo successo ci sembra sia il rapporto fraterno creatosi, con i fratelli della Chiesa Avventista fin dall’origine dei nostri contatti, grazie anche al pastore Gioacchino Caruso, che ha conosciuto personalmente Chiara Lubich. Tra noi e loro si è stabilito un bellissimo rapporto di amicizia e fraternità. Nel 2011 ci si incontrava una sola volta l’anno, in occasione della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani; oggi, nel 2016, ci incontriamo circa sei volte al mese, pregando ed operando insieme. La prima, ogni primo lunedì del mese, per la meditazione della Parola di Vita proposta dal Movimento dei Focolari nel salone della parrocchia Sacro Cuore di Gesù, dedicato alla Beata Chiara Luce Badano; la seconda volta il terzo lunedì del mese per lo studio Biblico di approfondimenti, tenuto dal Pastore Caruso presso la chiesa Avventista; oltre a questi due appuntamenti abbiamo poi quattro incontri insieme per curare il progetto della mensa solidale.

Per sostenere l’attività non abbiamo convenzioni particolari se non le libere offerte in denaro che giungono da ogni parte della città sia da credenti che non, soprattutto in particolari occasioni come la rinomata sagra del carciofo. Si sperimenta la provvidenza quando vanno ad esaurirsi i fondi.

Morena Barone della Chiesa Avventista dice: «Da questa esperienza sia la Comunità avventista che quella Cattolica hanno ricevuto grandi benefici: la crescita nella diversità e il mettere insieme quello che ci accomuna, cioè l’amore per Dio e per il prossimo. Lavorare insieme ai fratelli cattolici ci ha arricchito spiritualmente, credo che da entrambi le parti abbiamo imparato il rispetto l’uno per la diversità dell’altro, che le barriere si possono spezzare e che possiamo fare tanto insieme. Abbiamo imparato che il nostro prossimo non è soltanto colui che possiamo servire, ma anche colui con il quale possiamo collaborare per “servire”, perché il nostro prossimo è chiunque appartenga a Dio. Noi ci sentiamo ogni volta “Uno in Cristo” poiché in Cristo “Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina”. (Galati 3,28)».

Melina Morana

Vedi anche:Progetto insieme accogliamo

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1 commento

  1. Va benissimo questa esperienza. Mi congratulo con voi. Che possiate andare avanti. Il Signore benedica quanto fate per il prossimo bisognoso.

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