Comunità di Corato: andare incontro ai tanti volti della povertà

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Per la comunità locale di Corato (BA) l’invito del Papa a compiere gesti concreti, e andare incontro ai tanti volti della povertà durante la settimana che precedeva la prima giornata mondiale dei Poveri, è stata una bella occasione per guardare alle tante necessità che sono presenti nella nostra città.

Insieme ci siamo chiesti in che modo agire. L’aspetto importante da cui siamo partiti è stato quello di ricordarci che dare può presentare delle insidie che dovevamo tenere in considerazione prima di scegliere cosa fare. Abbiamo ripensato ad alcuni aspetti importanti della cultura del dare di cui parla Chiara Lubich soprattutto che essa non può essere ridotta a dare qualcosa di materiale, ma significa amare, riconoscere che l’altro mio fratello, che è in condizione di ricevere, è anche capace di dare, un sorriso, un abbraccio, tempo, la sua allegria…

Abbiamo anche ricordato che se non viviamo il dono in questa rapporto di reciprocità rischiamo di dare per metterci a posto la coscienza oppure il nostro dare può umiliare il fratello o anche che potremmo dare per metterci in mostra o per avere un giorno qualcosa in cambio.

Per questo abbiamo deciso che la cosa più bella che potevamo fare era partire dai rapporti. Pensare a famiglie o persone con le quali avevamo già un rapporto personale e che, nell’amore reciproco e gratuito, si erano sentite libere, in altre circostanze, di donarci i loro bisogni materiali, di confidarci le loro necessità e difficoltà. Impegnarci ad andarle a trovare, dedicando loro tempo e cercando di capire se in questo momento vivono difficoltà e se fossero state contente di ricevere un dono.

Ci siamo accordati così per entrare nella vita del fratello in punta di piedi, con discrezione, per ascoltare con amore e poi accogliere le esigenze manifestate, provvedendo tutti insieme all’acquisto di quanto necessario. Abbiamo deciso anche di recapitare i doni facendo dei pacchetti belli, con carte colorate e nastri, per dire al fratello che ne rispettiamo la dignità di persona.

Per le possibili richieste di indumenti ci siamo coordinati con l’associazione “Condividiamo”, nata nella nostra città qualche anno fa grazie ai rapporti tra alcune famiglie che vivono l’ideale e mettono in circolazione tra di loro, e con chi vuole vivere la sobrietà, indumenti e beni per la casa.

E così ci siamo messi in azione ed è stato molto bello scoprire la ricchezza della nostra comunità locale: infatti per la prima volta abbiamo condiviso come un bene prezioso i tanti rapporti che ciascuno di noi coltiva nella città con famiglie e persone: un gruppo di famiglie georgiane, una famiglia rumena, vicini di casa soli, parenti e amici ammalati, mamme di compagni di scuola dei nostri figli, persone che frequentano le nostre parrocchie. Qualcuno tiene i rapporti con la casa famiglia e il centro diurno per minori della vicina città di Ruvo.

Abbiamo pensato che questa fosse una bella occasione per conoscere come è organizzata l’accoglienza degli immigrati nella nostra città e abbiamo avviato un dialogo con il centro per i minori di Corato.

Sabato 18 novembre ci siamo ritrovati e abbiamo messo insieme tutti i beni di cui era arrivata richiesta: materiale scolastico, prodotti per l’igiene della persona, indumenti per bambini di 6, 10 e 12 anni, pigiamini, ciabattine, indumenti per neonati, merendine, zaini per la scuola, coperte, lenzuola. Abbiamo raccolto una piccola somma di denaro per un ragazzo ammalto.

C’era tra noi un’aria festosissima e di famiglia. Abbiamo impacchettato ogni cosa con cura, avendo attenzione a coordinare bene il colore di carta e nastrini, pensando a chi avrebbe ricevuto quel pacchetto e vedendo in lui il volto di Gesù povero, di Gesù solo, di Gesù straniero, di Gesù nudo, di Gesù affamato, di Gesù ammalato.

Insieme a tutte queste cose sono arrivate anche delle esperienze di quanti non sono riusciti ad unirsi al gruppo e hanno risposto all’incontro con Gesù lì dove erano. La condivisione del tempo ci ha permesso di conoscerci meglio e di capire come insieme possiamo arrivare con più gioia a tanti e che è bello continuare a coltivare questi rapporti per farli crescere, consapevoli del fatto che da ciascuno di questi nostri fratelli noi riceviamo il centuplo in beni che non si toccano ma che sono il segreto per far crescere e moltiplicare la vita.

La coordinatrice del CAS che accoglie a Corato una trentina di migranti minori di età, ci ha chiamati riferendoci la gioia dei ragazzi nel ricevere materiale scolastico, prodotti per l’igiene e confezioni personalizzate di crema idratante, impacchettate come singoli pacchetti dono.

La stessa coordinatrice ci ha fatto presente anche la Sua grande gioia nel riscontrare il nostro interesse alla realtà nella quale profonde tante energie e per la possibilità di poter continuare a collaborare nell’interesse dei ragazzi.

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1 commento

  1. Favoloso…possiamo fare qualcosa insieme con l’associazione La Breccia x il 23 dicembre a Corato presso la nostra sede? Insieme è più bello.

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