La lacrima e il raggio di sole. Natale in hospice

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Qualche anno fa, una donna geniale lanciò una sfida ai bambini del mondo. “Vi siete accorti-diceva- che a Natale hanno sloggiato Gesù?  Sarete voi a riportare al centro del Natale il vero festeggiato!”.

Pensava, questa donna di nome Chiara, che l’anima non ha età. E per questo affidava ai bambini, ai ragazzi e ai giovani le sue idee più folli. Perché allora non costruire tante statuine di Gesù Bambino e offrirle in dono a coloro che passano indifferenti e frettolosi nelle strade delle nostre città? E chi meglio dei bambini poteva farlo?

Anche quella volta i bambini – che volevano molto bene a Chiara- non si tirarono indietro. E si misero al lavoro, con stampini di gomma e colate di gesso, costruendo statuine da confezionare in bellissime piccole culle di paglia.

Non fu sempre facile: “non compro niente” rispondeva qualcuno che non aveva capito; “spostatevi!” dicevano i più frenetici. Ma in un angolo poco conosciuto della città c’erano persone che avevano un grande desiderio di ricevere quell’amore generoso e gratuito dei bimbi.

E così, in un Natale speciale di tre anni fa avvenne il “miracolo”, che si è ripetuto ogni anno. Ormai è un appuntamento attesissimo: anche quest’anno i Gen4 –bambini del Movimento dei Focolari-  sono arrivati nell’hospice.  Una volontaria della struttura ci confidava che ormai per lei è questo il vero Natale.

A un’impresa del genere naturalmente ci si prepara: prima di salire, radunati nella piccola Chiesa, il patto di essere “come un raggio di sole che brilla da una lacrima”: la frase della Parola di Vita di dicembre è davvero bella e piace a tutti: ora possiamo partire!

Con un po’ di timore, ma accolti subito dal grande cuore dei volontari, dai colori luminosi della struttura, dalle stanzette piene di calore umano. Una stanza alla volta, prima timidamente, poi con la limpidezza di chi ha imparato che c’è più gioia nel dare che nel ricevere.  La presenza dei loro assistenti-animatori e di qualche genitore li rassicura, ma sono loro i veri protagonisti.

Momenti luminosi, semplici… “Ma sono dei bambini ?!?” esclama una donna cieca, commuovendosi e ringraziandoli uno ad uno con una carezza. Anche i malati più gravi riescono a donare un sorriso. Quella statuina tenuta fra le mani come dono prezioso ricorda certamente la dolcezza di Natali lontani, di affetti mai dimenticati… C’è anche una giovane mamma, fra i ricoverati. Viene da lontano, quasi sicuramente non è cristiana: ma il suo augurio di Buon Natale è vero e profondo. È un momento particolarmente toccante, per tutti.  Gli occhi della donna brillano di una dolcezza speciale mentre i suoi piccoli di 2 e 3 anni sono circondati da quei bambini poco più grandi di loro… Brillano gli occhi di tutti, in quel tempo indefinito che parla di eternità…

Alla fine, merenda insieme, i canti di Natale e un bellissimo cartellone per ringraziare uno a uno quelle persone speciali  che resteranno per sempre nei loro cuori. E che saranno accompagnate nelle loro giornate da quella statuina e da quei sorrisi gioiosi.

“Missione compiuta, Gen4!”, chissà con che gioia Chiara li avrà guardati dal Cielo. Veri “raggi di sole”, capaci anche di asciugare una lacrima e persino di farla brillare.

Ferdinando Garetto – Torino

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