Fermiamo il gioco d’azzardo: il caso del Piemonte

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Il giro d’affari del gioco d’azzardo in Italia conta ogni anno più di 88 miliardi di euro. Il Movimento Slot Mob continua la sua mobilitazione affinchè non venga smantellata in Piemonte la legge regionale che ha posto degli ostacoli alla diffusione del gioco d’azzardo nella regione. Infatti, il 17 giugno 2020 la maggioranza ha depositato un emendamento che di fatto svuota la legge regionale in vigore sul contrasto al gioco d’azzardo. 

“Per il centrodestra la legge, una delle più severe d’Italia sull’azzardo, approvata durante la presidenza Chiamparino – andava cambiata, perché «penalizza i gestori già attivi prima dell’entrata in vigore della legge, nel 2016». Per le opposizioni un intervento di questo genere «vanificherebbe tutti gli sforzi per salvare dalla dipendenza patologica dalle macchinette i soggetti più fragili, a partire dagli anziani»”. (da La Stampa

Riportiamo il comunicato del Movimento Slot Mob:

Azzardo, il caso del Piemonte ci dice che è ora di cambiare È venuto il tempo di ridiscutere il sistema delle concessioni dello Stato alle multinazionali dell’azzardo

Non ci sorprende il tentativo in atto in Piemonte di smantellare la legge regionale del 2016 che ha posto degli ostacoli alla penetrazione dell’offerta dell’azzardo sul suo territorio. Il rimedio che si vuole portare alla “distrazione” iniziale sugli effetti retroattivi della norma circa la distanza dei punti dell’azzardo dai luoghi sensibili, è in linea con la riapertura generalizzata di un’attività che negli ultimi 20 anni non è stata legalizzata ma “incentivata”. La raccolta annua di oltre 110 miliardi di euro del settore è l’indice del disagio profondo di una popolazione costretta a vivere la più grave crisi economica del dopoguerra, aggravata dalla pandemia da Covid 19. L’emergenza coronavirus ci ha consegnato il volto dell’Italia migliore, capace di donazione estrema a servizio del bene comune e della salute pubblica.  Un patrimonio destinato a disperdersi se non si riesce a capire, come ribadito da sempre dal Movimento Slot Mob, che è venuto il tempo di ridiscutere il sistema delle concessioni dello Stato alle multinazionali dell’azzardo. Senza questo cambio di direzione verso una gestione pubblica, responsabile e disincentivante dell’offerta dell’azzardo sarà impossibile contrastare il conglomerato di interessi capace di farsi ascoltare a livello nazionale e locale.

Il disastro della pandemia è il segnale di un necessario cambiamento nel campo delle scelte economiche, senza cedere al ricatto occupazionale inevitabile se non si ha il coraggio della riconversione produttiva in linea con la nostra costituzione: l’articolo 41 ribadisce che la libera iniziativa privata «non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana».

Siamo contenti di vedere i segnali di resistenza della società civile piemontese  in difesa di una legge giusta. Confidiamo che sia occasione di un soprassalto di una coscienza politica attenta al bene comune

Movimento Slot Mob

Per la democrazia economica e la giustizia sociale

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