Afghanistan, guerra e diritti umani. Sostegno ai profughi

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Consegnato il Paese nelle mani dei Talebani in base agli accordi di Doha del 2020, si teme l’inevitabile ondata migratoria. Il problema rimosso resta la partecipazione ad una guerra che in 20 anni ha prodotto centinaia di migliaia di vittime. Alcuni passaggi di un dibattito in Italia.

La questione Afghanistan irrompe nel dibattito pubblico italiano davanti alle tragiche immagini che arrivano dall’aeroporto di Kabul. Una fine del mondo con le persone che cercano di fuggire dal Paese dopo la veloce riconquista del potere da parte delle forze talebane.

Una fuga precipitosa e disordinata dopo tutto il tempo avuto a partire dal 29 febbraio 2020, data dell’accordo siglato a Doha nel Qatar tra i rappresentanti dei talebani e il sorridente italo americano Mike Pompeo, allora segretario di Stato dell’amministrazione Trump.

Resta difficile credere che la superpotenza militare statunitense si faccia imporre il 31 agosto come termine massimo per completare l’evacuazione del personale occidentale e dei collaboratori locali.

Nico Piro, inviato speciale della Rai è una delle fonti più credibili e attente da sempre alla situazione di quel Paese come si può riscontrare dal suo editoriale pubblicato sulla nostra rivista di luglio e dall’intervista audio presente in questo sito.

leggi tutto l’articolo sul sito di Città Nuova

Per sostenere l’accoglienza dei profughi, i contributi potranno essere versati con la causale ACCOGLIENZA AFGHANISTAN su:

CONTO CORRENTE su BANCA ETICA intestato a P.A.M.O.M:
IBAN IT13K0501803200000016932816
CAUSALE versamenti: ACCOGLIENZA AFGHANISTAN

Per ogni adesione o suggerimento potete scriverci agli indirizzi:
umanitanuova.italia@gmail.com
reteimmigrazione@gmail.com

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